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Famiglie sotto pressione: spesa ferma a 49,3 e timori per il 2026

News Image (Teleborsa) - Indice della capacità di spesa fermo a 49,3 punti su 100 nel 2025, con il 17% delle famiglie ancora sotto forte pressione economica e il 35% che non riesce a risparmiare: segnali di un lieve miglioramento rispetto al passato, ma senza una vera inversione di tendenza. Le difficoltà restano strutturali, soprattutto per le spese legate alla casa e alla salute, mentre le prospettive future appaiono sempre più incerte.

È questo il quadro che emerge dal Termometro 2025 di Altroconsumo, l'indagine annuale realizzata da Altroconsumo – la più grande organizzazione indipendente di consumatori in Italia, parte di Euroconsumers – condotta su un campione di 2.882 persone tra i 25 e i 79 anni su tutto il territorio nazionale, che analizza le principali voci di spesa delle famiglie e le aspettative per l'anno in corso.

Le prospettive per il futuro restano incerte. Per il 2026, infatti, le famiglie prevedono un peggioramento della situazione economica: l'indice delle aspettative future si ferma a 47,5 punti, quasi due punti in meno rispetto alla valutazione relativa al 2025. Più della metà degli intervistati (52%) ritiene che la propria famiglia avrà maggiori difficoltà a sostenere le spese nel 2026, mentre circa un terzo pensa che la situazione potrà migliorare e il 16% prevede che resterà invariata. Anche sul fronte del risparmio le prospettive restano fragili. Il 69% degli intervistati ritiene che nel 2026 sarà difficile mettere denaro da parte, e per il 37% sarà molto difficile o addirittura impossibile. A pesare su queste aspettative contribuisce anche lo scenario economico internazionale. La prospettiva di nuove pressioni sui prezzi, combinata con un possibile rallentamento dell'economia, potrebbe infatti ridurre ulteriormente il potere d'acquisto delle famiglie italiane. In questo contesto, le spese obbligate – dall'abitazione all'energia, dagli alimentari ai trasporti – rischiano di assorbire una quota crescente dei bilanci familiari, comprimendo ulteriormente le altre voci di spesa.

"Il Termometro 2025 di Altroconsumo restituisce l'immagine di un'Italia che resta sotto pressione. Se da un lato si registra un lieve miglioramento della capacità di spesa degli italiani rispetto all'anno precedente, dall'altro il peso dei costi essenziali, in particolare per casa e salute, continua a gravare sui bilanci familiari", dichiara Federico Cavallo, Responsabile Relazioni Esterne di Altroconsumo. "Inoltre l'inizio del 2026 riapre una fase di forte incertezza. L'aumento dei costi di energia e carburanti, legato alle tensioni geopolitiche e al rialzo dei prezzi internazionali delle materie prime, rischia di erodere nuovamente il potere d'acquisto delle famiglie. A questo si aggiungono le tensioni commerciali globali e il continuo aumento dei prezzi alimentari, fattori che potrebbero incidere negativamente sia sui bilanci domestici sia sulla crescita dei consumi, che resta il principale motore dell'economia italiana. In un contesto così fragile è fondamentale monitorare con attenzione l'andamento dei prezzi e adottare misure efficaci per tutelare il potere d'acquisto dei consumatori".

Gli ambiti di spesa
Casa e salute si confermano anche nel 2025 le voci di spesa che mettono maggiormente in difficoltà le famiglie italiane. Il 47% degli intervistati dichiara di aver avuto problemi nel sostenere i costi legati all'abitazione, mentre il 43% segnala difficoltà per le spese sanitarie.

Seguono le spese per cultura e tempo libero, che hanno creato difficoltà al 39% delle famiglie, e quelle legate a alimentazione e mobilità, entrambe indicate dal 35% degli intervistati. Più contenuta, ma comunque significativa, la quota relativa all'istruzione (21%). Va però considerato che molte famiglie non hanno sostenuto questo tipo di spesa nel corso dell'anno: tra quelle che lo hanno fatto, il 44% dichiara di aver incontrato difficoltà nel sostenerla. Entrando nel dettaglio delle singole voci, emergono alcune spese particolarmente gravose per i bilanci familiari. Nel 2025, infatti, le maggiori difficoltà sono state registrate per i costi legati al mantenimento e all'utilizzo dell'automobile, segnalati dal 52% degli intervistati, seguiti da viaggi e vacanze (51%). Pesano inoltre in modo significativo le spese sanitarie: il 47% ha avuto difficoltà a sostenere le cure odontoiatriche e il 46% le visite mediche. Tra le altre voci più critiche figurano le bollette domestiche (41%) e la spesa alimentare, in particolare per carne, pesce e alternative vegetali (40%), ma anche per frutta e verdura (34%). Difficoltà rilevanti anche per le famiglie che devono sostenere un mutuo (47%) o un affitto (43%).

Il confronto con il passato

Il Termometro Altroconsumo 2025 conferma la leggera ripresa della capacità delle famiglie italiane di sostenere le spese principali avviata nel 2024, dopo tre anni segnati da un forte calo del potere d'acquisto delle famiglie. Nel periodo post Covid si è registrata una ripresa di voci di spesa congelate o rimandate dalla pandemia, come spostamenti, viaggi, visite mediche, che in un contesto segnato dall'inflazione e dall'aumento del costo dell'energia hanno messo a dura prova le famiglie. Se facciamo un confronto con il Termometro Altroconsumo del 2024, per gran parte delle sei voci analizzate si riduce la percentuale di famiglie in difficoltà, soprattutto nell'ambito dei costi legati alla salute, come le cure dentistiche (nel 2025 risultate pari al 47%, mentre erano al 55% l'anno precedente). Così anche i problemi legati alle visite mediche, scesi dal 52% al 46%. Diminuiscono anche le difficoltà per alcune spese legate alla casa, come le bollette (nel 2025 al 41%, contro il 47% del 2024) e il peso del mutuo (sceso di 6 punti percentuali). Migliora anche il carico delle famiglie rispetto ai costi dovuti alla mobilità e all'istruzione.

Confronto tra aree geografiche

Tuttavia la capacità di spesa delle famiglie non è omogenea sul territorio nazionale,l'indice, infatti, è superiore alla media per Umbria (53,8), Piemonte (52,1), Trentino-Alto Adige (51,5) e Sicilia (51,2). Le regioni in cui la capacità di sostenere le spese è, invece, inferiore alla media sono invece Marche (46,8), Sardegna (47,1) e Campania (48,6).

L'Italia in rapporto con l'estero

L'indagine è stata realizzata anche negli altri Paesi del gruppo Euroconsumers di cui fa parte Altroconsumo. Nel 2025, il valore dell'indice per l'Italia (49,3) rimane nettamente inferiore a quello del Belgio (56,4), ma superiore al dato della Spagna (47,8) e, soprattutto, delPortogallo (41,6). Rispetto all'anno precedente emerge una sostanziale stabilità nella condizione delle famiglie in Italia e Spagna. Più marcato il miglioramento per le famiglie belghe (+ 1,2), mentre si registra un forte peggioramento della capacità di sostenere le spese per le famiglie portoghesi (- 4,6). Tra i quattro Paesi, l'Italia è quello in cui la quota di famiglie in difficoltà con le spese per l'abitazione e la salute risulta più elevata. Inoltre, insieme al Portogallo, l'Italia registra anche la percentuale più alta di famiglie sottoposte a forte pressione economica – cioè in difficoltà in tutti gli ambiti di spesa considerati – pari al 17%.La situazione appare più favorevole negli altri Paesi: in Spagna le famiglie in forte difficoltà rappresentano il 13% del totale, mentre in Belgio la quota scende al 7%.



(Teleborsa) 19-03-2026 18:30


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