EY-Parthenon Bulletin: oltre il 50% dei Ceo italiani punta sull'M&A nei prossimi 12 mesi
(Teleborsa) - L'incertezza è ormai una condizione strutturale e per le imprese italiane conta di più la capacità di adattarsi che quella di prevedere. Lo indica la nuova edizione dell'EY-Parthenon Bulletin, con l'ultimo CEO Outlook condotto su 50 amministratori delegati italiani: tra le pressioni dei prossimi dodici mesi il 42% indica la volatilità macroeconomica, il 40% l'incertezza normativa, il 38% le interruzioni di commercio e supply chain e il 36% le tensioni geopolitiche, mentre il costo dell'energia è una preoccupazione sempre più immediata. L'82% dei Ceo ritiene conclusa l'era delle supply chain globali costruite per ottimizzare i costi, e per il 72% la velocità del cambiamento rende obsoleto il tradizionale piano triennale.L'M&A
Nei primi nove mesi del 2026 sono state annunciate 1.105 operazioni (+15% sulle 958 del 2025), per un controvalore, quando noto, di 35,6 miliardi di euro (57 miliardi un anno fa), con dimensioni medie in calo. Il consolidamento di settore e di filiera guida circa il 79% dei deal, con l'industria al 28%. Le acquisizioni delle aziende italiane all'estero sono 235 (239 nel 2025), per circa 19,5 miliardi, il 55% in Spagna, Usa, Germania, Regno Unito e Francia.
I fondi di private equity e infrastrutturali hanno annunciato circa 525 operazioni su target italiane (422 un anno fa), per 13,5 miliardi (21,4); gli investitori finanziari sono circa il 48% degli acquirenti, e il 56% dei deal dei fondi è avvenuto tramite società già in portafoglio, secondo il modello "Buy & Integrate". Per Marco Daviddi, managing partner EY-Parthenon in Italia, "le operazioni straordinarie restano uno strumento centrale per accelerare la trasformazione, ma non una risposta automatica all'incertezza: una leva selettiva".
Intelligenza artificiale
Il 60% dei Ceo italiani (50% a livello globale) indica l'AI tra i principali contributori ai guadagni di produttività, ma solo il 16% a livello globale ha strumenti per misurarne costi e ritorni. "L'accesso alla tecnologia non basta a garantire un vantaggio competitivo durevole: fanno la differenza dati proprietari, competenze distintive e conoscenza settoriale", ha detto Daviddi.
Fashion, Luxury & Beauty
Il mercato globale del fashion e luxury (1.443 miliardi nel 2025) è atteso stabile nel 2026, mentre il beauty crescerà di circa il 6% l'anno fino a 767 miliardi nel 2030. In Italia le operazioni scendono a 41 nei nove mesi (43 un anno fa), ma quelle transfrontaliere salgono al 66% dal 40%, con le acquisizioni all'estero di investitori italiani dal 2% al 27%. Il 75% dei clienti aspirazionali riacquisterebbe da un brand con esperienze esclusive, ma il 30% non ne ha ricevuta alcuna in dodici mesi. "Il desiderio verso il lusso resta elevato", ha commentato Stefano Vittucci, leader consumer di EY Italia, "ma serve trasformare la desiderabilità in crescita profittevole e sostenibile".
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(Teleborsa) 30-10-2026 11:30