Export italiano in crescita del 2% nel 2026: presentato a Roma Report Sace
(Teleborsa) - In uno scenario globale dominato da incertezza, conflitti, barriere commerciali e vulnerabilità delle catene di approvvigionamento, l'export italiano è previsto in aumento del 2% a fine 2026, per poi accelerare al 2,5% nel 2027 e 2,8% nel 2028, superando i 690 miliardi di euro. È quanto emerge dal Rapporto Export 2026 di Sace ‘RE-Agire: l'Italia alla sfida dell'export globale', presentato a Roma e giunto alle 19° edizione."Il Rapporto Export ci consegna una prospettiva positiva, ma soprattutto la consapevolezza che la crescita sui mercati internazionali richiede oggi un approccio più proattivo e coordinato", ha sottolineato Guglielmo Picchi, Presidente Sace.
Sul piano geografico, l'Asia-Pacifico si conferma tra le aree più dinamiche per l'export italiano, con vendite pari a 60,3 miliardi di euro nel 2025 e attese in crescita del 3,5% nel 2026 e del 3,4% medio annuo nel biennio 2027-28, sostenute da investimenti in innovazione, transizione verde, infrastrutture sostenibili e nuove catene di approvvigionamento. Il Medio Oriente, dopo una contrazione prevista nel 2026 legata alla crisi nell'area del Golfo, è atteso tornare a crescere con decisione nel biennio successivo, con un incremento medio del 5,3%. In America Latina, le vendite sono previste in aumento del 2% nel 2026 e del 3,1% medio annuo nel 2027-28, alimentate dai progetti in ambito energetico e dalla riorganizzazione delle catene del valore. L'Africa, anche grazie al Piano Mattei della Presidenza del Consiglio dei Ministri, presenta spazi di sviluppo per macchinari, tecnologie e beni intermedi: l'export verso i 18 Paesi prioritari del Piano vale 14,4 miliardi di euro, in crescita del 4,1% rispetto al 2024. Nei mercati più tradizionali, infine, l'Europa avanzata resta il principale bacino di destinazione, con 346 miliardi di euro di export nel 2025 e una crescita attesa del 2,5% nel 2026, mentre l'Europa Centro Orientale mostra profili di crescita significativamente superiori alla media nell'intero triennio; anche il Nord America offre prospettive positive, con un incremento previsto dell'1,9% nel 2026 e del 3,2% medio annuo nel biennio successivo.
Secondo Alessandro Terzulli, Chief Economist di Sace, "la sfida non è solo ‘andare all'estero', ma farlo in modo strategico: una diversificazione intelligente, che combini mercati maturi e nuove geografie ad alto potenziale con adeguati strumenti di protezione dai rischi, rappresenta la chiave per sostenere nel tempo la competitività internazionale delle nostre imprese, sia dal punto di vista dei mercati di sbocco che da quello dei mercati di approvvigionamento".
il Rapporto SACE individua 16 Paesi strategici (Cina, Turchia, Emirati Arabi Uniti, Arabia Saudita, Messico, Corea del Sud, Brasile, India, Singapore, Marocco, Egitto, Thailandia, Malaysia, Vietnam, Kazakistan e Filippine) che offrono una piattaforma di diversificazione intelligente, integrando mercati già presidiati con geografie più dinamiche. Le previsioni indicano per queste destinazioni una crescita del 4,4% medio nel 2027-2028, superiore a quella dell'export complessivo, fino al raggiungimento di 92 miliardi di euro.
L'evento è stato aperto dai saluti del Vicepresidente del Consiglio dei Ministri e Ministro degli affari esteri e della Cooperazione Internazionale, Antonio Tajani. L'incontro ha visto poi confrontarsi i protagonisti del settore che sono intervenuti all'interno di una serie di tavole rotonde: dal Presidente CDP, Giovanni Giorno Tempini, all'AD di Simest, Regina Corradini D'Arienzo, a Matteo Zoppas, Presidente ICE.
(Teleborsa) 02-07-2026 19:34