ex Ilva, tutto tace: altoforno in fase i pre-riscaldo. Domani sindacati a Palazzo Chigi
(Teleborsa) - Allo scadere dei 90 giorni prescritti dal tribunale milanese l'ex Ilva mantiene attiva l'area a caldo dello stabilimento di Taranto, ultimo baluardo di operatività dell'acciaieria, che si appresta a superare una serie di test nell'arco del prossimo mese. Fra questi il nodo delle tutele per i lavoratori, le manifestazioni d'interesse per il rilancio dell'attività in versione green e, ultima ma non meno cruciale, la vertenza legale con i cittadini di Taranto, approdata in Corte di Cassazione, che dovrà decidere se sia legittima la doppia sentenza della Corte d'Appello di Milano, che aveva dato 90 giorni di tempo per smantellare l'amianto dall'altoforno e abbassare le emissioni di polveri sottili.Per ora tutto tace. Allo scadere dei 90 giorni, domenica 25 ottobre, l'altoforno viene mantenuto in uno stato di pre-riscaldo, grazie al decreto varato dal Governo, che ha appunto stabilito la conservazione degli impianti in questa fase fino al 15 dicembre, nella speranza che nel frattempo intervenga la sentenza della Corte di Cassazione, che si spera possa arrivare presto, considerando i tempi ristretti con cui è stata messa in calendario la prima udienza. Una speranza che si assottiglia di ora in ora, in assenza di novità, giacché l'attesa potrebbe anche durare die mesi.
Lo scorso 20 ottobre si è tenuta l'udienza dinanzi alle Sezioni Unite Civili della Cassazione, cui le società Ilva in AS e Acciaierie d'Italia hanno chiesto l'annullamento del provvedimento dei giudici milanesi, mentre i cittadini di Taranto, costituitisi in giudizio, hanno domandato la conferma della sentenza, che faceva prevalere la tutela della salute sulla salvaguarda dell'attività. Ma la Procura Generale presso la Cassazione ha confermato la "riserva" espressa nella sua prima memoria, sottolineando che la Corte di Milano deve attuare un più equilibrato bilanciamento dei due opposti interessi e non ha accertato in modo diretto l'effettiva pericolosità per la salute.
Prossimo step, martedì 27 ottobre, la convocazione di una nuova riunione con i sindacati a Palazzo Chigi, per discutere della situazione e delle tutele approntate dall'ultimo decreto per l'ex Ilva. L'altra scadenza chiave è l'8 novembre, quando scade il termine per la presentazione delle offerte vincolanti da parte degli investitori che si sono fatti avanti con una prima manifestazione d'interesse, vale a dire l'indiana Jindal ed un gruppo di produttori di acciaio italiani sotto l'egida di Federacciai.
(Teleborsa) 26-10-2026 10:14