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Eurozona PMI, accelera la crescita del settore privato a febbraio grazie all'aumento della domanda

News Image (Teleborsa) - La crescita dell'eurozona a febbraio è accelerata, come segnalano i dati raccolti dall'indagine HCOB PMI, grazie all'aumento
più rapido della domanda di beni e servizi che ha spinto al rialzo il livello di attività. Quest'ultimo rialzo estende l'attuale fase di
espansione del settore privato a 14 mesi. Le aziende vedono il futuro con forte ottimismo: le aspettative registrate sono infatti
state le più positive da maggio 2024. Tuttavia, le commesse inevase sono di nuovo diminuite nonostante l'occupazione sia
rimasta invariata, segnalando un'eccedenza della capacità operativa.

In merito alle tendenze inflazionistiche, i dati dell'indagine di febbraio hanno segnalato il maggior aumento dei prezzi di acquisto
da aprile 2023. I prezzi di vendita sono saliti al secondo livello più alto in un anno.

Dopo le relative destagionalizzazioni, l'Indice HCOB PMI della Produzione Composita dell'Eurozona, che consiste in una media ponderata dell'Indice HCOB PMI della Produzione Manifatturiera e dell'Indice HCOB PMI dell'Attività Terziaria, è salito al valore maggiore in 3 mesi, posizionandosi a 51,9 punti da 51,3 di gennaio. I dati settoriali rivelano un'accelerazione diffusa, con produzione manifatturiera e attività terziaria in crescita a tassi più rapidi.

Dai dati delle cinque nazioni monitorate dal PMI Composito, tutti i paesi tranne la Francia hanno riportato una crescita dell'attività economica. La Francia ha registrato un'economia virtualmente stagnante. La Germania, la più grande economia dell'eurozona, è stato il motore della crescita di metà primo trimestre, registrando l'espansione maggiore degli ultimi quattro mesi. Irlanda e Italia hanno indicato espansioni forti, anche se la prima ha rallentato e la seconda ha accelerato. La Spagna, che negli ultimi anni è spesso stata la nazione con l'espansione più rapida, ha registrato il più debole incremento dell'attività da maggio 2025.

A febbraio l'Indice HCOB PMI dell'Attività Terziaria dell'Eurozona, sale a 51,9 punti da 51,6 di gennaio e registra un'accelerazione della crescita della produzione dall'inizio dell'anno. Il tasso di espansione è stato tuttavia appena inferiore
alla media d'indagine. A metà del primo trimestre, la domanda di servizi dell'eurozona è migliorata, continuando il trend di crescita delle vendite iniziata ad agosto scorso. I nuovi ordini esteri sono però diminuiti, prestazione che si ripete da giugno 2023. Il settore dei servizi dell'eurozona ha indicato a febbraio lo smaltimento degli ordini inevasi, ad un tasso però rallentato fino a divenire marginale ed il più debole in tre mesi. In quest'ultima indagine l'occupazione ha continuato ad aumentare, estendendo la sequenza attuale di creazione occupazionale a poco più di cinque anni. Le assunzioni sono state tuttavia limitate ed hanno indicato la crescita minore in cinque mesi, in un clima di fiducia lievemente al ribasso. A febbraio è continuata a prevalere una forte pressione dei costi. I tassi di inflazione dei prezzi di acquisto sono rimasti invariati da gennaio, mese in cui hanno registrato un record in 11 mesi. I prezzi di vendita del terziario sono aumentati, anche se ad un tasso lievemente più debole del mese precedente.

"A febbraio il settore terziario non ha mostrato una prestazione particolarmente buona, ma lo slancio di crescita, se comparato al mese precedente, è aumentato lievemente. Altri segnali incoraggianti includono il leggero rialzo dei nuovi ordini e l'ottimismo sull'attività economica futura. E tuttavia, il fatto che la crescita resti complessivamente attenuata si evince, tra le altre cose, dalla scarsa propensione ad assumere nuovo personale emersa dalle aziende più o meno negli ultimi due mesi". Lo ha detto Cyrus de la Rubia, Chief Economist presso la Hamburg Commercial Bank, commentando i dati PMI.

"Per la Banca Centrale Europea (BCE), questi dati sono certamente una ragione in più per non pianificare ulteriori tagli sui
tassi di interesse allo stato attuale. I costi affrontati a febbraio dal settore terziario sono saliti rapidamente ancora una volta: come ragioni principali vengono citate le maggiori pressioni salariali ma anche l'aumento dei costi energetici e dei trasporti. Dal punto di vista della BCE, il calo delle pressioni inflazionistiche sui prezzi di vendita è una notizia positiva, ma non sono emerse tendenze chiare nei mesi recenti".

Nel complesso, ha aggiunto de la Rubia, "nel primo trimestre 2026 i servizi dell'eurozona potrebbero avere difficoltà ad eguagliare il tasso di espansione dell'ultimo trimestre 2025".

"Nei prossimi mesi, la Germania potrebbe divenire la forza motrice dell'eurozona", ha concluso, precisando che "In Germania ci sono segnali crescenti che le spese aggiuntive sulle infrastrutture e sulla difesa stanno avendo un positivo impatto economico, che potrebbe inoltre coinvolgere altre nazioni dell'eurozona."

(Foto: © iloveotto/123RF)

(Teleborsa) 04-03-2026 11:05


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