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Energia, Federbeton: per imprese italiane elettricità troppo cara, comparto a rischio

News Image (Teleborsa) - Il costo dell'energia continua a rappresentare una delle principali criticità per l'industria italiana, con un impatto particolarmente rilevante sui settori energivori come quello del cemento. In un contesto in cui l'Europa punta ad accelerare il percorso di decarbonizzazione delle imprese e, al tempo stesso, a mantenere la propria capacità produttiva e di investimento, la disponibilità di energia a costi competitivi diventa una condizione essenziale per sostenere la transizione senza compromettere la competitività delle imprese. È questo il tema portato oggi all'attenzione da Federbeton, la Federazione di Confindustria che rappresenta la filiera del cemento e del calcestruzzo, nell'ambito di "Città nel futuro 2030-2050", la Conferenza promossa da ANCE, di cui Federbeton è sponsor, in corso a Roma.

I numeri confermano la pressione crescente sui costi energetici: ad agosto 2026 il prezzo dell'elettricità sul mercato italiano ha raggiunto 180 €/MWh, in aumento del 65% rispetto allo stesso mese del 2025, mantenendosi significativamente al di sopra dei principali competitor europei. Anche le quotazioni a termine continuano a indicare per l'Italia livelli più elevati rispetto a Germania (+42%), Francia (+47%) e Spagna (+52%).

"Confindustria e Governo stanno lavorando in sinergia per aiutare il settore ad affrontare questi problemi, ma l'aumento del costo dell'energia si aggiunge oggi a un insieme di fattori che stanno mettendo sotto pressione la competitività della filiera del cemento: dalla crescente concorrenza delle importazioni da Paesi extra UE al progressivo rincaro dei costi legati alla CO2, fino alla necessità di sostenere gli ingenti investimenti richiesti dalla strategia di decarbonizzazione di tutta la filiera. Cresce dunque la complessità da gestire per la nostra industria che vive una situazione unica in Europa", ha commentato Stefano Gallini, Presidente di Federbeton.

A questa dinamica si aggiunge la progressiva evoluzione del sistema ETS, con la riduzione delle quote gratuite e il conseguente aumento dei costi legati alla CO2, proprio mentre le imprese sono chiamate a sostenere ingenti investimenti per la decarbonizzazione. Federbeton ribadisce quindi la necessità che il percorso di transizione sia accompagnato da strumenti adeguati a sostenere la competitività industriale, a partire da un CBAM efficace e da un quadro energetico stabile e competitivo, oltre che da condizioni che consentano alle imprese di investire nelle tecnologie necessarie alla riduzione delle emissioni.

"Per sostenere le imprese energivore è necessario dare continuità agli strumenti oggi disponibili, a partire dall'Interconnector e dall'Energy Release. Servono inoltre misure per compensare i costi indiretti dell'ETS e un quadro favorevole all'utilizzo dei combustibili alternativi e allo sviluppo della filiera della cattura, del trasporto e dello stoccaggio della CO2. Sono misure necessarie per accompagnare la transizione e continuare a garantire in Italia la produzione di materiali strategici per il sistema delle costruzioni e l'economia del Paese", ha concluso il Presidente Gallini.

(Teleborsa) 01-10-2026 13:44


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