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Emergenza casa, Nomisma: problema non solo per famiglie, ma anche per competitività territori

News Image (Teleborsa) - Negli ultimi anni il tema della casa è tornato centrale perché sempre più persone, pur non vivendo condizioni di povertà estrema, non riescono ad acquistare o affittare un'abitazione dignitosa. Il disagio abitativo ha assunto connotazioni nuove rispetto alle forme estreme di povertà a cui si rivolge il sistema dell'Edilizia Residenziale Pubblica, in quanto oggi sono coinvolte fasce sociali prima non considerate, costituite da nuclei familiari prevalentemente monoreddito e da single impoveriti, a seguito delle crisi economiche che si sono susseguite nel corso degli anni, e non più in grado di sostenere il costo del mutuo o del canone.

La stima del fenomeno del disagio abitativo prodotta da Nomisma, misurato dall'incidenza del canone o della rate del mutuo sul reddito superiore al 30%, considerato il limite sostenibile, restituisce una quota pari al 15,5% del totale delle famiglie italiane, di cui circa 1,5 milioni di nuclei in situazione ‘acuta' o ‘grave'. Il disagio investe maggiormente le famiglie che vivono in affitto rispetto a quelle proprietarie, che rappresentano il 78% del totale delle famiglie che vivono una situazione di disagio.

Al riguardo, secondo quanto emerge dall'ultima edizione dell'Osservatorio sul Mercato Immobiliare realizzato da Nomisma, il sovraffollamento che si è venuto a determinare sul segmento della locazione ha impresso una nuova spinta ai canoni, che crescono del +3,5% su base tendenziale, con un picco dei contratti per studenti, che fanno segnare addirittura un +9,5%.

I territori in cui l'incidenza del canone pagato sul reddito del locatario supera il 30% sono il Nord-Ovest (31%), il Centro (34%) e il Sud e le Isole (41%) mentre, per dimensione, coinvolge i comuni più popolosi, oltre i 200.000 abitanti (38%).

"In questi ultimi anni la diminuzione del potere di acquisto dei redditi ha comportato un aumento dell'onerosità delle spese per l'abitazione nei bilanci familiari, aggravando il problema dell'affordability. Sul mercato degli affitti, il costante aumento della domanda, dovuto all'esiguità dell'offerta disponibile, sta esercitando una pressione al rialzo sui canoni di locazione, che mal si concilia con le risorse di cui le famiglie dispongono. Questo sta rendendo alcuni territori e aree metropolitane inavvicinabili per un crescente numero di persone, con il rischio che le imprese del territorio non riescano più ad attrarre o a trattenere le risorse umane di cui necessitano" – ha illustrato Elena Molignoni, Responsabile dell'Osservatorio Immobiliare di Nomisma.

Nell'ultimo decennio, per far fronte all'emergenza abitativa, sono state adottate varie misure: forme di esenzione dall'imposta di registro e dalle imposte ipotecaria e catastale per l'acquisto della prima casa per i giovani sotto i 36 anni di età; fondo di garanzia per l'acquisto della prima casa; agevolazioni per la rinegoziazione di mutui ipotecari per l'acquisto «prima casa», oggetto di procedure esecutive; fondo nazionale per il sostegno all'accesso alle abitazioni in locazione; fondo inquilini morosi incolpevoli (l'entità delle risorse destinata ai fondi per la locazione è andata assottigliandosi fino ad esaurirsi, complice la scarsità di risorse in generale destinate alle politiche sociali).


Oggi - conclude l'analisi - "si rende necessario un cambio di rotta, con uno sforzo di canalizzazione delle risorse disponibili in un sistema che affronti i nodi strutturali (sottodotazione e valori di accesso coerenti con le disponibilità economiche delle famiglie) e non concorra con forme di sussidio (ancorché insufficienti) a sostenere gli attuali livelli di mercato".

(Teleborsa) 03-02-2026 15:08


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