Dipendenti pubblici e ferie non fruite: cambiano le regole
(Teleborsa) - Svolta sulle ferie dei dipendenti pubblici maturate ma rimaste inutilizzate alla conclusione del rapporto di lavoro. Dopo anni di contenziosi, cade, infatti, il blocco che non consentiva di monetizzare le ferie non godute.Dipendenti pubblici e ferie non fruite
La novità è contenuta nel decreto PA n. 144 del 7 agosto 2026, approvato in via definitiva dal Parlamento il 30 settembre che, di fatto, modifica le regole sulla liquidazione dei giorni di riposo residui, superando da un lato il precedente divieto generalizzato di convertirli in denaro, e, dall'altro, adeguando la disciplina italiana ai principi stabiliti dal diritto dell'Unione europea.
Cambiano le regole
Nel dettaglio, la nuova disciplina riconosce, in linea generale, il diritto a un'indennità sostitutiva per le ferie residue alla cessazione del rapporto di lavoro a prescindere dal motivo che ne determina la fine, sia esso pensionamento, dimissioni come pure altre cause di cessazione.
Quando e come
Va comunque precisato che il pagamento non è automatico in ogni circostanza. Ad esempio l'indennizzo può essere escluso nel caso in cui l'amministrazione dimostra che il dipendente ha scelto in maniera consapevole di non utilizzare le giornate di riposo nonostante ci fosse la concreta possibilità di farlo.
(Teleborsa) 14-10-2026 08:57