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Decarbonizzazione delle PMI: in Italia il 47% accelera, ma solo il 9% investe in modo strutturato

News Image (Teleborsa) - Le imprese italiane di taglia media sono le più convinte d'Europa sul valore della transizione climatica. Secondo la quarta edizione dell'Argos-BCG Climate Transition Barometer, realizzata da OpinionWay su un campione di 750 aziende in cinque Paesi europei, l'87% delle aziende nazionali considera la decarbonizzazione un'opportunità (il dato più alto tra i mercati analizzati) e il 47% dichiara di stare accelerando la propria transizione, con una crescita di 15 punti percentuali rispetto al 2025 (il ritmo più rapido in Europa).

Il nostro Paese si distingue anche per un altro motivo, meno favorevole: solo il 9% delle organizzazioni investe in modo consistente (oltre il 10% della spesa annua), la quota più bassa registrata nel panel. Tra convinzione e capitale allocato si apre così il divario più ampio tra i mercati coperti dallo studio.

Il report individua nell'evoluzione del contesto degli incentivi pubblici una delle cause principali di questo scarto. Le risorse del PNRR, destinate alla decarbonizzazione delle PMI, sono state riallocate a metà 2025 e lo strumento principale, Transizione 5.0, si è esaurito a novembre. Coloro che hanno presentato domanda successivamente sono rimaste in attesa di risorse aggiuntive, mentre le revisioni normative ripetute hanno indebolito ulteriormente la visibilità sugli investimenti.

"L'Italia mostra una convinzione nella decarbonizzazione che raramente si osserva altrove in Europa, ma questa da sola non basta a costruire un vantaggio competitivo duraturo", commenta Ferrante Benvenuti, Managing Director e Partner di BCG. "Il rischio concreto è che, con l'esaurimento delle risorse pubbliche, lo slancio attuale si affievolisca prima di tradursi in trasformazioni strutturali. Le aziende che sapranno colmare questo divario, passando da un approccio opportunistico a una strategia di investimento organizzata, saranno quelle che cattureranno per prime i benefici della transizione".

Nel Vecchio Continente, il Barometro conferma che la decarbonizzazione ha smesso di essere percepita come un'iniziativa ciclica. L'88% delle aziende analizzate la considera "importante" o "critica", un dato stabile rispetto agli anni precedenti, mentre il 73% la vede come un'opportunità concreta di crescita. Il 56% osserva già un vantaggio competitivo riconducibile alla propria strategia climatica, una quota triplicata dal 2023, e il numero sale in modo netto tra le realtà che combinano investimento e strategia strutturata: il 66% di questo gruppo (definito "Achievers" dallo studio) riporta un vantaggio competitivo, contro il 44% delle aziende che si affidano solo a iniziative operative senza investimenti dedicati.

Il confronto tra Italia e altri Paesi europei aiuta a inquadrarne la posizione. In Francia, il mercato più maturo del panel: il 58% delle aziende investe già in modo consistente, ma solo il 24% osserva un vantaggio competitivo chiaro, segno che i guadagni più immediati sono già stati raccolti. In Germania il 40% delle imprese accelera la transizione spinto dalla pressione dei clienti B2B lungo la catena di fornitura. Il Benelux, pur con un tasso di investimento complessivo contenuto, registra la quota più alta di investitori intensivi (19%) e il miglior tasso di vantaggio competitivo osservato (68%). L'Italia si colloca quindi in una posizione distintiva: alta propensione a considerare la transizione un'opportunità, ma bassa capacità di tradurla in capitale allocato.

L'indagine suggerisce che il divario tra convinzione e investimento non è legato a scetticismo verso la transizione, quanto piuttosto a vincoli di accesso alle risorse e di struttura organizzativa. A livello europeo, il 58% del campione cita i vincoli finanziari come principale barriera all'azione, mentre solo il 34% investe sulla base di una strategia climatica strutturata, una quota comunque triplicata rispetto al 2023.

Per le imprese italiane, il momento attuale rappresenta quindi un punto di svolta. La finestra aperta dagli incentivi pubblici si sta progressivamente chiudendo, mentre chi ha già investito in modo strutturato inizia a raccogliere i primi risultati misurabili in termini di efficienza energetica, accesso a nuovi segmenti e condizioni di finanziamento più favorevoli. Il Barometro Argos-BCG indica che la sfida per il Paese non riguarda più la volontà di agire, ampiamente diffusa, ma la capacità di trasformare questa determinazione in investimenti strutturati prima che le condizioni di contesto peggiorino ulteriormente.



(Foto: stockwerkfotodesign | 123RF)

(Teleborsa) 04-08-2026 11:46


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