Crowdinvesting in Italia ai minimi dal 2020: raccolta a 164,19 milioni di euro (-36,8%)
(Teleborsa) - Il mercato italiano del crowdinvesting attraversa un momento di forte difficoltà, secondo l'undicesimo Report italiano sul Crowdinvesting realizzato dall'Osservatorio della POLIMI School of Management. Tra luglio 2025 e giugno 2026 la raccolta ha toccato appena 164,19 milioni di euro, in calo del 36,8% rispetto ai 259,75 milioni dei 12 mesi precedenti, tornando ai livelli del 2020. Anche le piattaforme autorizzate secondo il Regolamento ECSP sono scese a 37, contro le 42 dell'anno scorso, con solo 30 effettivamente attive."La situazione negativa del mercato è riconducibile a più fattori", spiega Giancarlo Giudici, Direttore scientifico dell'Osservatorio. "Molte piattaforme hanno cessato le attività, nella difficoltà di misurarsi con i nuovi adempimenti richiesti dal Regolamento ECSP e con i requisiti di Consob e Banca d'Italia. Senza contare i molti investitori delusi per i numerosi casi di ritardi nelle exit sui progetti equity e insolvenze nel lending. La volatilità dei mercati ha spinto verso investimenti più tradizionali e l'inflazione ha causato aumenti imprevisti dei costi per le imprese e i cantieri immobiliari." Sulle prospettive, ha aggiunto: "Nel breve termine non si intravedono segnali che possano lasciar presagire un recupero dei volumi passati."
Sull'equity crowdfunding, il comparto regge grazie alle campagne immobiliari (quasi 30 milioni nel primo semestre 2026), mentre la raccolta per le altre operazioni (incluse le startup innovative) è ai minimi con 8,56 milioni, meno della metà rispetto al primo semestre 2025. Nel primo semestre 2026 sono state chiuse con successo 53 campagne equity, contro 67 dello stesso periodo dell'anno precedente. Anche i minibond non decollano, mentre i prestiti diretti erogati dalle piattaforme lending sono ai minimi degli ultimi 5 anni.
Tra i portali, si segnala la sospensione di Recrowd e Bridge Asset per provvedimenti di Banca d'Italia e Consob, e l'aggregazione tra CrowdFundMe e WeAreStarting con la società Smart4Tech, ora nel gruppo Entera. A livello europeo, il numero complessivo di operatori resta stabile a 237, con la Francia sempre al primo posto (57 autorizzazioni), seguita da Italia (37) e Spagna (27).
Sul lending crowdfunding, la raccolta cumulata dall'avvio del settore si attesta a 717,93 milioni di euro; il 2025 si era chiuso con 106,16 milioni (-34% sul 2024) e il primo semestre 2026 ha visto un ulteriore dimezzamento rispetto allo stesso periodo dell'anno precedente, complice il mancato contributo di Recrowd. Quanto ai tassi di default, calcolati includendo i ritardi oltre 90 giorni, le operazioni del 2024 vanno dallo 0,65% al 32,43%, quelle del 2025 dal 6,51% al 37,65%, con l'inflazione dei costi di cantiere e alcune indagini della magistratura su permessi edilizi tra i fattori che hanno inciso nel comparto immobiliare.
(Teleborsa) 21-07-2026 10:44