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Consumi al palo: il 39% delle famiglie in difficoltà, tengono solo i viaggi (54%)

News Image (Teleborsa) - Le intenzioni d'acquisto degli italiani tornano a diminuire: nel mese di febbraio l'indice monitorato dall'Osservatorio mensile Findomestic segna un calo del 5,7%, riportandosi sui livelli autunnali dopo la breve ripresa di fine anno. Un arretramento che si inserisce in un contesto nel quale quasi quattro famiglie su dieci continuano a ritenere la propria situazione economica "abbastanza o molto problematica". In questo scenario, il ricorso al credito si conferma un sostegno utile: il 36% di chi ha finanziato un acquisto negli ultimi tre anni dichiara che senza finanziamento avrebbe rinunciato a quel bene o servizio.

Dal 2023 il 41% degli italiani ha utilizzato almeno una forma di credito, soprattutto per l'acquisto di veicoli, elettrodomestici, elettronica di consumo, mobili o per disporre di liquidità utile alla gestione delle spese quotidiane. Solo una minoranza, il 26%, avrebbe effettuato comunque l'acquisto anche senza ricorrere al credito, il 38% avrebbe dovuto cercare un'altra soluzione chiedendo aiuto ad amici o parenti, mentre il 36% avrebbe rinunciato a beni e servizi, in particolare cerimonie (il 46%), spese mediche o per il benessere (43%), mobili (il 42%) e veicoli(40%).

"Ascoltando il campione – commenta Marco Tarantola, Amministratore Delegato e Direttore Generale di Findomestic Banca – emerge che per sette italiani su dieci, quando si attiva un finanziamento, è fondamentale affidarsi a società importanti e riconosciute e, in particolare, a consulenti esperti (64%), in grado di accompagnare il cliente in una scelta pienamente sostenibile. Solo una minoranza ritiene di poter gestire autonomamente la scelta tra le diverse opzioni di credito. Il 60% considera, inoltre, un prestito con tassi ragionevoli un supporto reale per fare acquisti importanti destinati alla propria famiglia confermando come il credito al consumo sia oggi una leva economica fondamentale per il Paese". La prima variabile a cui gli italiani prestano attenzione, al momento della sottoscrizione, riguarda l'eventuale presenza di spese accessorie (4 italiani su 10), seguita dall'importo della rata (37% delle preferenze) e dal tasso dell'offerta (34%).

Secondo i dati dell'Osservatorio Findomestic di febbraio, quasi tutti i comparti monitorati non mostrano variazioni di rilievo rispetto a gennaio nonostante un generale arretramento delle intenzioni d'acquisto. Resiste solo la voglia di viaggi e vacanze con il 54% degli intervistati che pensa di organizzare un viaggio nei prossimi tre mesi, in crescita di 1,3 punti percentuali rispetto a gennaio. Di segno opposto, invece, l'andamento del fai-da-te, che registra un tonfo di cinque punti percentuali, così come quello delle attrezzature sportive (-3 %). Cedono terreno anche i piccoli (-2,9 %) e i grandi elettrodomestici (-2 %), mentre il settore auto mostra un arretramento lieve nel suo complesso.

Pur rimanendo un progetto nelle intenzioni di oltre quattro italiani su dieci, anche i mobili perdono un punto percentuale rispetto al mese precedente. Rimane sostanzialmente fermo il comparto dell'efficienza energetica domestica così come il mondo della tecnologia, con l'unica eccezione delle TV, leggermente in crescita (+0,8).

"Febbraio fotografa un Paese ancora prudente – afferma Claudio Bardazzi, responsabile Osservatorio Findomestic - con consumi rallentati e un quadro economico che influenza le scelte quotidiane. La preoccupazione per l'inflazione resta dominante ed ancora in crescita, seguita da quella per il potere d'acquisto, stabile sui livelli di un mese fa. Anche la quota di famiglie che si percepiscono in difficoltà economiche si conferma stabile al 39% e solo leggermente migliore rispetto al 42% registrato a dicembre. In questo quadro solo il 29% ritiene che oggi sia un buon momento per fare acquisti importanti per la famiglia".

(Teleborsa) 27-02-2026 09:50


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