Compagnie aeree europee, Scope Ratings: con crisi carburante efficienza vettori dipenderà sempre più dalla logistica
(Teleborsa) - In un recente report, Scope Ratings ha messo in evidenza come il conflitto in Medio Oriente abbia accentuato l'attenzione sui molteplici canali attraverso i quali il carburante incide sul rischio di credito delle compagnie aeree europee. Le pressioni sui costi sono reali, con il prezzo del cherosene quasi raddoppiato rispetto a prima del conflitto contro l'Iran, scatenatosi il 28 febbraio, ma gli operatori devono affrontare anche il rischio di approvvigionamento.Se il conflitto dovesse protrarsi abbastanza a lungo da compromettere in modo significativo le operazioni delle raffinerie del Golfo, il transito nello Stretto di Hormuz e le rotte delle petroliere nel Mediterraneo, - ha spiegato Michel Bove, Direttore Corporate Ratings - ciò che determinerà quali vettori continueranno a volare non sarà una posizione in derivati a copertura dell'esposizione alla volatilità dei prezzi del carburante per aerei, bensì la possibilità stessa per le compagnie aeree di procurarsi fisicamente il carburante.
Molto dipende dall'affidabilità dei fornitori sotto contratto, dal funzionamento delle infrastrutture di trasporto tramite oleodotti e dal volume di carburante già immagazzinato.
E questo ci fa capire che, anche quando il conflitto sarà finito, l'efficienza dei vettori europei dipenderà sempre più dalla logistica: dall'ottimizzazione del carburante e dalle strategie di rifornimento, fino alla resilienza delle catene di approvvigionamento che riforniscono i loro hub.
Il rischio di prezzo e il rischio di approvvigionamento fisico sono "analiticamente distinti", ha osservato Scope Ratings. Le compagnie di trasporto europee hanno affrontato questa crisi con una "solida copertura di hedging, che fornisce margini contrattuali contro lo shock dei prezzi in atto". Tuttavia, un "contratto di hedging non garantisce la fornitura di carburante se il fornitore non è in grado di consegnarlo". Il rinnovo dei contratti "a prezzi strutturalmente elevati comprimerà i margini nel 2027, indipendentemente dalla strategia di hedging adottata". Prima che questo "ciclo di riprezzamento si concluda, un'interruzione dell'approvvigionamento fisico rappresenta l'evento di credito più grave".
Michel Bove ha inoltre sottolineato come la geografia suggerisce una "probabile gerarchia del rischio fisico legato all'approvvigionamento". Nel 2025, infatti, il Golfo Persico ha fornito il 43% delle importazioni europee di carburante per aerei, con la "dipendenza più elevata negli stati mediterranei come Spagna, Italia e Grecia, paesi che dipendono dalle rotte delle petroliere attraverso il Canale di Suez e il Mediterraneo orientale". Gli hub del Nord Europa, invece, "alimentati principalmente dalle raffinerie del bacino atlantico e dalle reti di oleodotti, sono relativamente più protetti".
In conclusione, secondo Scope Ratings, la crisi del carburante mette in luce l'asimmetria "bidimensionale" nei profili di credito delle compagnie aeree. Sul fronte dei ricavi, infatti, le compagnie aeree con una rete capillare e una flotta in grado di assorbire la domanda del Golfo, attualmente dirottata, stanno beneficiando di un'impennata di traffico. Sul fronte dell'offerta, la capacità di sostenere le operazioni degli hub principali dipende dall'accesso al carburante fisico che i dati di copertura non considerano.
(Teleborsa) 02-04-2026 15:15