Ceuta, Madrid: "Nessun rischio". UE fa quadrato: gestione migranti responsabilità comune
(Teleborsa) - La crisi di Ceuta, roccaforte spagnola in Marocco, resta in primo piano nel giorno del vertice straordinario dei Ministri dell'Interno europei per fare il punto sulla situazione. Una emergenza che Madrid smentisce, puntando ancora il dito sulla decisione dell'Italia di sospendere temporaneamente Schengen, mentre la UE fa quadrato attorno a Madrid e ribadisce che la gestione delle migrazioni è compito della UE.Il Ministro dell'Interno spagnolo Fernando Grande-Marlaska, nel corso della conferenza stampa seguita alla videocall con i ministri dell'Interno europei, ha spiegato che a Ceuta "sono entrati illegalmente 72mila migranti. Di questi 70mila hanno fatto rientro in Marocco".
"Non ho compreso la chiusura di Schengen da parte dell' Italia, mi è sembrata totalmente priva di necessità e proporzionalità", ha affermato il ministro, ribadendo che "non c'è stato alcun rischio di movimento secondario" e "la stessa Frontex ha riferito che lo spazio Schengen non è mai stato a rischio", avendo CVeuta un "regime speciale del 1991", in base al quale "nessuna persona può uscire senza controlli alle frontiere".
Frattanto, gli Stati europei hanno espresso una "forte solidarietà alla Spagna" ed "apprezzato la rapidità e l'efficacia degli interventi delle autorità spagnole nella gestione della situazione a Ceuta", dopo che "gli ultimi aggiornamenti delle autorità spagnole e della Commissione indicano che la stragrande maggioranza delle persone che hanno attraversato illegalmente il confine è stata rimpatriata e non si sono registrati ulteriori spostamenti verso la Spagna continentale o altri Stati membri".
"L'UE è unita ed è pronta a sostenere la Spagna e a proteggere le nostre frontiere esterne dalla migrazione illegale", ha commentato il Jim O'Callaghan, ministro irlandese degli Affari interni, della presidenza di turno del Consiglio Ue, ribadendo che "le frontiere esterne dell'UE sono una responsabilità condivisa e la migrazione richiede una risposta europea unitaria".
"La riunione odierna - sottolinea una nota del Consiglio - ha offerto agli Stati membri l'opportunità di confrontarsi sull'importanza della protezione delle frontiere esterne dell'UE. È emersa una comune consapevolezza della necessità di continuare a combattere senza sosta le reti di traffico di migranti, di rafforzare i rimpatri, di consolidare le frontiere dell'UE, di costruire solide partnership con i paesi terzi e di migliorare la capacità di previsione".
I ministri hanno sottolineato la necessità di migliorare la consapevolezza condivisa della situazione, obiettivo che potrebbe essere raggiunto attraverso l'ulteriore sviluppo di sistemi di allerta precoce, come l'intelligence prefrontaliera e il monitoraggio dei social media. Il Consiglio ha sottolineato l'importanza della cooperazione con i paesi terzi e dell'ulteriore sviluppo di partenariati che creino le giuste opportunità per le persone nei loro paesi d'origine e rafforzino la gestione della migrazione.
I ministri hanno infine evidenziato che la comunicazione nei momenti di crisi potrebbe essere ulteriormente rafforzata attraverso un coordinamento tempestivo e dovrebbe essere più coerente, soprattutto per contrastare attori esterni malintenzionati impegnati nella manipolazione e nell'interferenza dell'informazione straniera.
(Teleborsa) 04-08-2026 15:19