Cerved: ricavi delle imprese in ripresa nel 2026
(Teleborsa) - Secondo il Cerved Industry Forecast, nel biennio 2026-2027 è attesa una ripresa dei fatturati delle imprese italiane. La crescita sarà sostenuta dalla moderata ripartenza dei settori manifatturieri, ma sul fronte delle esportazioni l'impatto dei dazi penalizzerà in particolare Meccanica e Metalli. Le previsioni per il 2026 indicano un generale miglioramento, con i fatturati reali in aumento (+0,9%). La ripresa sarà consolidata nel 2027: +0,7% rispetto al 2026 e complessivo +1,6% nel confronto con il 2025. Sono le principali evidenze emerse dal Cerved Industry Forecast di dicembre, lo studio di Cerved che analizza l'evoluzione dei ricavi delle imprese italiane nel 2026-27 su un campione di 750.000 società di capitali. Nello scenario "baseline" elaborato da Cerved, ritenuto il più probabile, il tessuto produttivo italiano dovrebbe registrare un aumento dei fatturati (+1,6% nel biennio), nonostante l'incertezza internazionale e i primi effetti della politica protezionistica USA. In questo quadro, la crescita sarà sostenuta dai consumi interni (favoriti dalla stabilizzazione dell'inflazione e dal parziale recupero del reddito disponibile delle famiglie), da livelli elevati di occupazione, dagli investimenti legati al PNRR, dalla riduzione dei tassi di interesse e dal piano europeo per la Difesa. Unica eccezione il Sistema Moda, in difficoltà su mercato interno e internazionale.
Qualora dovesse invece verificarsi lo scenario più pessimistico, al momento meno probabile, non vi sarebbe alcuna ripresa, anzi, i fatturati vedrebbero una contrazione: -0,2% nel 2026 e -0,9% nel 2027. In questa ipotesi "worst", il quadro geopolitico è nettamente peggiorativo, con aggravamento dei conflitti, rallentamento del commercio internazionale, tensioni nei mercati finanziari e politica monetaria restrittiva.
"Le nostre stime indicano per il 2026-27 un ritorno a una crescita moderata dei fatturati, dopo un 2025 ancora debole, ma con una forte eterogeneità settoriale. La dinamica aggregata nasconde infatti una polarizzazione crescente: alcuni comparti beneficiano di investimenti, domanda interna ed export ad alto valore aggiunto, mentre altri, in particolare il Sistema Moda e parte del manifatturiero tradizionale, restano sotto pressione - commenta Luca Peyrano, CEO di Cerved -. Il riassetto del commercio internazionale e l'effetto dei dazi stanno infatti premiando i comparti più differenziati e penalizzando quelli con minore potere di prezzo, comprimendo i margini nonostante la tenuta dei ricavi. In questo contesto, la capacità delle imprese di adattare modelli produttivi ed export sarà decisiva quanto il quadro macroeconomico".
La ricerca analizza anche l'export italiano nei primi otto mesi dell'anno (+2,6%), evidenziando i primi esiti dei dazi statunitensi. Il confronto tra l'andamento generale delle esportazioni e quello verso i soli Stati Uniti mostra fenomeni distinti: alcuni comparti hanno beneficiato di un effetto di anticipazione degli acquisti, soprattutto nella prima parte dell'anno, che ha determinato una decisa crescita delle esportazioni. La Farmaceutica, ad esempio, ha segnato +65,6%, contribuendo al +6,9% totale dell'export verso gli USA. L'anticipazione degli acquisti ha contributo ai risultati positivi anche per i settori dell'Olio, dell'Acqua Minerale, della Pasta, dei Formaggi, dei Surgelati, del Cioccolato e del Caffè: il Vino ha segnato una forte crescita fino a giugno e successivamente una flessione. Elettromeccanica (-7,8%) e Metalli e la Lavorazione dei metalli (-6,1%) hanno sofferto per l'impennata dei prezzi dovuta ai dazi al 50%.
Andamento dei fatturati reali dal 2025 al 2027, nei comparti produttivi e nei principali settori
Analizzando i diversi settori produttivi, nel 2025 il manifatturiero mostra un segno positivo nel comparto del Largo Consumo, mentre il Sistema Moda e i Mezzi di trasporto - in particolare l'Automotive - evidenziano le maggiori flessioni di fatturato. In calo anche le Costruzioni, in particolare l'edilizia abitativa, mentre i Servizi continuano l'andamento positivo.
Nello scenario base, le previsioni per il 2026 indicano un generale miglioramento, con i fatturati reali in aumento dello 0,9%. I comparti migliori saranno Informazione e Comunicazione (+2,9%), Metalli e Lavorazione dei metalli (+1,8%), Servizi non finanziari (+1,7%), Mezzi di Trasporto e Servizi Immobiliari (+1,5%), Elettrotecnica/Informatica e Costruzioni (+1,4%), Sistema Casa, Chimica e Farmaceutica e Altri Beni di consumo (+1,1%). Fra i settori più performanti (in positivo anche nello scenario worst) troviamo: Costruzione di Infrastrutture (+14%), Carpenteria Metallica (+11%), Calcestruzzo (+10,3%), Impianti Fotovoltaici e da altre fonti rinnovabili (+8,5%), Gestione Aeroporti (+6,8%), Industria Ferrotranviaria e Servizi Informatici e Software (+5,7%).
In forte controtendenza è invece atteso il Sistema Moda (-2,5%), in difficoltà sia sul mercato interno che internazionale a causa del rallentamento degli acquisti nella fascia lusso. In questo comparto i settori più impattati saranno: Pelletteria e Valigeria (-3,6%), Calzature classiche e sportive (-3,5%), Abbigliamento (-2,9%) e anche Macchine per l'Industria tessile, Cuoio e Calzature (-3,9%). Ad essi si affiancano Editoria di Quotidiani e periodici (-6,2%), Impianti per l'Edilizia (-3,7%), Call Center (-3,63%), Carta per usi grafici (-3,15%), Trasporti Marittimi (-3%), che nello scenario worst vedrebbero raddoppiare il calo di fatturato, avvicinandosi in molti casi alle pessime performance del 2025.
Le previsioni al 2027 rispetto al 2026 nello scenario base mostrano un generale miglioramento (+0,7%). Tra i comparti manifatturieri, i Mezzi di Trasporto sono previsti in recupero (+2,5%) con le buone performance settoriali di Produzione di Aeromobili e Treni. Per le Macchine e la Componentistica Elettromeccanica è attesa una leggera crescita (+0,3%) grazie all'export. Anche il Sistema Casa dovrebbe registrare una ripresa (+1,4%). Nei Servizi le performance migliori dovrebbero riguardare ICT e Intrattenimento (+3,3%), Turismo e Servizi alle imprese (+1,2%), Logistica e Trasporti (+1,6%) e Servizi Immobiliari (+12%). Nelle Costruzioni si avrà un calo fisiologico dovuto alla fine degli incentivi pubblici, non compensato dagli investimenti infrastrutturali del PNRR (risultato finale: -0,6%).
Focus sull'export complessivo tra gennaio e agosto 2025
Nei primi otto mesi del 2025 le esportazioni italiane sono cresciute del 2,6%, con andamenti differenziati tra i diversi comparti: a fronte del -2,5% dell'Elettromeccanica (macchine e componentistica) - principale voce del Made in Italy - del -5,5% del Sistema Moda e del -3% della Chimica, le Specialità Farmaceutiche hanno registrato un boom del +36,7%. Anche l'export dell'Agroalimentare italiano continua a crescere: +4,6% per i prodotti di Largo Consumo, grazie soprattutto a Formaggi, Caffè, Prodotti di Cioccolato e Acqua minerale, e +11% per i prodotti dell'Agricoltura, in particolare Ortofrutta, Carni rosse e Floricoltura.
Bene pure i Metalli e la Lavorazione dei Metalli (+6%), sostenuti da Metalli non Ferrosi (alluminio e rame) che compensano il calo dei prodotti in acciaio, e i Mezzi di Trasporto, trainati dalla Cantieristica (+49,1%). Scendono invece l'Automotive (-9,4%), i Prodotti Intermedi (-0,7%) - penalizzati dai Manufatti in Plastica e dalla Carta per usi grafici - i prodotti ICT (per la diminuzione di richiesta di chip dal settore auto) e il Sistema Casa (-1,9%).
Focus sull'export verso gli USA nei primi otto mesi del 2025
Focalizzando invece l'attenzione sulle sole esportazioni verso gli Stati Uniti, tra gennaio e agosto 2025 sono cresciute del 6,9% spinte da Specialità Farmaceutiche (+65,6%), Cantieristica (61,6%) ed Aerospazio (+29,7%). Se però si escludono Farmaceutica e Cantieristica, il saldo è negativo di -5,5%. Gli altri comparti del Made in Italy, infatti, hanno registrato flessioni, in particolare il Sistema Moda (-5,2%) e l'Elettromeccanica (-7,8%), che vede in calo tutte le macchine salvo quelle per il settore alimentare, cartario, metallurgico e oil&gas (nella Componentistica Elettromeccanica cresce la domanda di accumulatori, turbine a gas e trasformatori per data center e AI). Nel Sistema Moda vanno male le vendite di Occhialeria (-32,8%) e Oreficeria (-9,5%), l'Industria Conciaria che fornisce il segmento degli Autoveicoli di lusso (-12,9%) e la Maglieria esterna (-2,2%).
Abbigliamento (+1,9%), Pelletteria (+3,6%) e Calzature (+3,5%) risultano però ancora in crescita e si nota una discrepanza tra gli andamenti a valore e quelli in quantità: i produttori dei settori più a monte, come il Tessile e i Tessuti Tecnici, hanno dovuto assorbire parte dei costi aggiuntivi dovuti ai dazi, rispetto a chi realizza prodotti finiti. Il Largo Consumo mostra una sostanziale stabilità (+0,4%), con forti differenze tra i settori. Il Vino, cresciuto fino a giugno per l'effetto scorte, è in decrescita da luglio (-3,6%), mentre l'Olio di oliva cresce a volume del 16,1% ma cala a valore del 14,6%, avendo dovuto assorbire i dazi per rimanere competitivo. La tenuta di Pasta (+4,7% a valore, +8,2% a volume), Acqua minerale (+16,4%; +18,9%), Liquori (-7,8%; +0,3%) e Prodotti da forno (+4,0%; +5,5%) è stata ottenuta sacrificando i prezzi di vendita. In forte aumento, per l'effetto scorte, le esportazioni di Formaggi (+12,1%), Caffè (+35,6%), Cioccolato (+36,8%), Surgelati (+29,6%).
Infine, il comparto dei Metalli e della Lavorazione dei Metalli registra un -6,1%, dovuto all'incremento dei prezzi in conseguenza dei dazi al 50%. Sono molto eterogenei, tuttavia, gli effetti a livello di settore: i prodotti meno differenziati hanno subito un drastico calo degli acquisti (Siderurgia -23,4%, Lavorazione a freddo -31,3%), mentre i prodotti a più alto valore aggiunto hanno visto il costo dei dazi "assorbito" dagli importatori americani: Fonderie +10,6% a valore (-13,9% a volume); Bulloneria speciale +16,1% (-1,2%); Generatori di vapore +31,8% (+20,6%); Alluminio per prodotti destinati all'aerospazio +1% (+1,6%).
(Teleborsa) 12-01-2026 17:36