Canada, FMI: l'eliminazione delle barriere commerciali interne potrebbe aumentare il PIL reale del 7%
(Teleborsa) - Pur essendo una delle economie più aperte al mondo, a livello interno, l'economia canadese rimane molto meno integrata di quanto la sua impronta globale suggerisca. Beni, servizi e lavoratori incontrano barriere significative quando si spostano attraverso i confini provinciali e territoriali, una frammentazione che influisce sulla produttività, sulla competitività e sulla resilienza complessiva.Lo sottolineano gli economisti del Fondo Monetario Internazionale che al contempo stimano che "le barriere non geografiche e politiche all'interno del Canada equivalgano in media a un dazio di circa il 9% a livello nazionale".
Secondo simulazioni svolte dal FMI, "l'eliminazione completa delle barriere commerciali interne non geografiche potrebbe aumentare il PIL reale del Canada di quasi il 7% nel lungo periodo, ovvero circa 210 miliardi di dollari canadesi in termini attuali".
Gli economisti precisano che "questi guadagni non sono determinati da effetti sulla domanda a breve termine, ma da una maggiore produttività: un'allocazione più efficiente di capitale e lavoro, una maggiore concorrenza e una migliore scalabilità per le aziende ad alte prestazioni".
Per una piena liberalizzazione servirà tempo e stabilire delle priorità. Secondo il FMI le riforme di "maggiore impatto" non riguardano necessariamente i "settori con le barriere più elevate", ma quelli con la "maggiore influenza economica", settori quindi che "sono fortemente commerciati tra province e profondamente radicati nelle reti input-output".
Tra i fattori abilitanti per l'efficienza, l'innovazione e la concorrenza a livello economico si distinguono la finanza, i trasporti e le telecomunicazioni. Progressi in queste aree "amplificherebbero i rendimenti altrove". Ad esempio, infatti, aggiungono gli economisti, "faciliterebbero l'avvio e l'espansione di un'impresa, migliorerebbero la mobilità del lavoro e sosterrebbero gli investimenti in attività ad alta produttività". Non solo, "rafforzerebbero inoltre la capacità del Canada di assorbire gli shock esterni". L'analisi del FMI suggerisce infatti che "anche modeste riduzioni dei costi del commercio interno potrebbero contribuire a compensare considerevoli cambiamenti avversi nelle condizioni del commercio estero, sottolineando il ruolo dell'integrazione interna come cuscinetto di resilienza".
(Foto: sebastiaan stam su Unsplash)
(Teleborsa) 27-01-2026 20:49