Bankitalia, nel 4Q25 moderata espansione per l'attività economica italiana, prospettive incerte per manifattura
(Teleborsa) - "Negli Stati Uniti l'attività ha continuato a espandersi in modo significativo, ancora sostenuta dai consumi e dagli investimenti legati all'intelligenza artificiale (IA), seppure in un contesto di graduale peggioramento del mercato del lavoro. In Cina la domanda interna rimane debole, risentendo del protrarsi della crisi immobiliare e, più di recente, della contrazione degli investimenti. Nonostante l'aumento dei dazi e il permanere di un'elevata incertezza sulle politiche commerciali, l'interscambio globale ha accelerato". Lo ha affermato la Banca d'Italia nel suo bollettino economico di gennaio pubblicato venerdì."Le più recenti proiezioni dell'OCSE indicano che nel 2026 la crescita del prodotto mondiale sarebbe solo lievemente inferiore a quella del 2025, beneficiando del sostegno delle politiche di bilancio e monetarie nelle maggiori economie. I principali rischi al ribasso sono connessi con le tensioni commerciali e geopolitiche, nonché con possibili correzioni sui mercati finanziari nel settore tecnologico", hanno aggiunto gli esperti.
Guardando più nel dettagli all'Eurozona, Bankitalia ha ricordato che nel terzo trimestre il PIL "è aumentato a un ritmo moderato, con andamenti molto eterogenei tra i maggiori paesi", mentre "nel quarto l'attività avrebbe continuato a espandersi in misura ancora contenuta, sospinta in particolare dal contributo positivo dei servizi". L'inflazione al consumo "si colloca attorno al 2 per cento; nella media degli ultimi tre mesi del 2025 il lieve rialzo di quella dei servizi è stato compensato dal rallentamento dei prezzi dei beni".
É bene ricordare che "nelle riunioni di ottobre e di dicembre il Consiglio direttivo della Banca centrale europea ha mantenuto invariati i tassi ufficiali. Tra agosto e novembre il costo del credito alle imprese e alle famiglie non ha avuto variazioni significative, dopo la diminuzione connessa con le passate riduzioni dei tassi di politica monetaria. La crescita dei prestiti alle imprese è rimasta sostanzialmente stabile, risentendo di una domanda ancora debole; si è invece rafforzata la dinamica dei finanziamenti alle famiglie, sostenuta dal moderato incremento della richiesta di mutui".
Guardando all'economia italiana, in particolare, gli esperti di Via Nazionale evidenziano che nel terzo trimestre il PIL "è leggermente aumentato, per effetto del deciso rialzo delle esportazioni e dell'espansione degli investimenti, che hanno beneficiato degli incentivi fiscali e delle altre misure connesse con il PNRR. I consumi delle famiglie sono cresciuti in misura contenuta, risentendo di attese ancora sfavorevoli sull'evoluzione del quadro economico internazionale".
Sulla base delle valutazioni di Bankitalia, "nel quarto trimestre l'attività economica ha continuato a espandersi moderatamente, sospinta dal settore dei servizi, soprattutto quelli destinati alle imprese, e da un recupero nell'industria. Le prospettive per la manifattura restano incerte, anche per l'intensificarsi della concorrenza cinese in diversi comparti. Nelle nostre proiezioni elaborate in dicembre, si prefigura una crescita del prodotto dello 0,6 per cento nel 2026, che si rafforzerebbe nel biennio 2027-28".
In tema di inflazione, nel quarto trimestre essa "si è collocata su livelli bassi nel confronto con l'area dell'euro, per la crescita più moderata dei prezzi dei servizi e per il calo più pronunciato di quelli dell'energia. L'inflazione al netto delle componenti più volatili
è scesa al di sotto del 2 per cento. Le pressioni all'origine continuano ad attenuarsi". Secondo le proiezioni di Via Nazionale elaborate lo scorso dicembre, "l'inflazione al consumo scenderà all'1,4 per cento nel 2026, dall'1,7 dello scorso anno; risalirà gradualmente nel biennio successivo, portandosi su valori prossimi al 2 per cento nella media del 2028, riflettendo il temporaneo aumento della componente energetica dovuto all'introduzione della normativa europea ETS2".
Sulla base delle informazioni più recenti, conclude Banca d'Italia, nel 2025 in rapporto al PIL l'indebitamento netto si sarebbe ridotto e il debito pubblico sarebbe invece cresciuto. E precisa, "la legge di bilancio approvata lo scorso dicembre lascia invariato il disavanzo nel 2026 rispetto alla legislazione previgente e lo aumenta di 0,3 punti percentuali di PIL in media all'anno nel biennio successivo".
(Teleborsa) 16-01-2026 16:35