Banche, Parlamento Ue: nuove norme per gestire crisi e proteggere contribuenti
(Teleborsa) - Sono state adottate ieri in via definitiva dal Parlamento europeo nuove norme che mirano ad ampliare l'ambito delle regole UE sulla gestione delle crisi bancarie e proteggere contribuenti e depositanti. Le nuove disposizioni estendono il numero di banche soggette alla normativa UE sulle crisi bancarie, rafforzando la tutela del denaro dei contribuenti. Consentono inoltre alle autorità di gestire in modo più efficace i fallimenti bancari e armonizzano la protezione dei depositanti nell'UE. Come da procedura per gli accordi legislativi in seconda lettura, l'adozione è avvenuta per annuncio e senza votazione, vista l'assenza di emendamenti. Le nuove norme entreranno in vigore il ventesimo giorno successivo alla pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell'UE e si applicheranno, con alcune eccezioni, dopo 24 mesi.Il pacchetto comprende tre atti legislativi: direttiva sul risanamento e la risoluzione delle banche (BRRD), regolamento sul meccanismo di risoluzione unico (SRMR), direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi (DGSD).
"Si tratta di un dossier molto complesso, sia dal punto di vista economico che politico. Tuttavia, – ha dichiarato Ludek Niedermayer (PPE, Repubblica Ceca), relatore per la BRRD – rafforza e rende più coerente il quadro dell'UE per la gestione delle crisi bancarie. Estende il sistema di risoluzione, in particolare alle banche piccole e medie, migliora la prevedibilità e armonizza l'uso degli strumenti in tutta l'Unione. Rafforza inoltre le tutele per cittadini, PMI e comuni, chiarendo come i loro fondi saranno trattati in caso di fallimento di una banca. Uno degli obiettivi principali era ridurre il ricorso al denaro dei contribuenti, promuovendo soluzioni di mercato e meccanismi di finanziamento privati. Ancora più importante, questo dossier consentirà di compiere progressi più rapidi verso il completamento dell'unione bancaria, una componente fondamentale dell'agenda dell'UE per migliorare il funzionamento del mercato unico".
"La riforma – ha affermato Irene Tinagli (S&D, Italia), relatrice per il SRMR – rappresenta un miglioramento decisivo, rendendo la risoluzione più credibile e accessibile per le banche piccole e medie, pur mantenendo un approccio prudente in cui la capacità di assorbire le perdite resta la prima linea di difesa. Allo stesso tempo, l'accordo rafforza l'uso efficace degli strumenti finanziati dal settore all'interno di un quadro chiaro e solido. Salvaguarda inoltre l'integrità e l'indipendenza della governance europea, garantendo coerenza, certezza giuridica e una maggiore armonizzazione nell'unione bancaria. Si tratta di un passo avanti concreto nel rafforzamento della stabilità e dell'integrazione finanziaria, sottolineando al contempo la necessità di ulteriori progressi verso un sistema europeo di assicurazione dei depositi (EDIS) pienamente sviluppato per completare l'unione bancaria".
"Nell'attuale contesto geopolitico ed economico volatile, – ha dichiarato Kira Marie Peter-Hansen (Verdi/Ale, Danimarca), relatrice per la DGSD – è più importante che mai disporre di un quadro normativo solido e resiliente che consenta alle banche di continuare a finanziare l'economia reale lungo tutto il ciclo economico. L'adozione della revisione del quadro di gestione delle crisi e dell'assicurazione dei depositi (CMDI), e in particolare della direttiva sui sistemi di garanzia dei depositi, è un primo passo importante verso il completamento dell'unione bancaria. I principali obiettivi della revisione sono stati raggiunti. L'ambito della risoluzione è stato ampliato, garantendo al contempo sufficienti salvaguardie affinché i sistemi di garanzia dei depositi restino adeguatamente finanziati. Allo stesso tempo, abbiamo armonizzato gli strumenti dei sistemi di garanzia dei depositi, avanzando verso un settore bancario europeo più integrato.
Tuttavia, si tratta di riforme mirate. Saranno necessarie misure più ambiziose per completare definitivamente l'unione bancaria, incluso un sistema europeo di assicurazione dei depositi pienamente sviluppato".
Maggiore tutela dei depositanti
Nelle procedure di insolvenza o risoluzione, i sistemi di garanzia dei depositi (SGD) — finanziati dal settore e che coprono fino a 100.000 euro — avranno la priorità più elevata nei rimborsi. Seguono i depositanti al dettaglio e le PMI, e poi le piccole autorità pubbliche, quali municipi e autorità regionali, purché non siano investitori professionali.
Oltre alla garanzia standard di 100.000 euro per depositante e per banca, saranno coperti anche alcuni depositi legati a operazioni immobiliari, da 500.000 fino a 2.500.000 euro a seconda dei casi.
Risoluzione anche per le banche più piccole
Il quadro di risoluzione — che consente di ristrutturare o liquidare una banca in dissesto salvaguardando stabilità finanziaria e depositanti — sarà esteso anche alle banche piccole e medie, se di interesse pubblico. Per accedere a fondi esterni, azionisti e creditori delle banche in dissesto dovranno assorbire perdite pari ad almeno l'8% del totale delle passività e dei fondi propri (TLOF). Il meccanismo "bridge the gap" consentirà ai fondi di garanzia dei depositi di contribuire a raggiungere questa soglia, facilitando un'uscita ordinata dal mercato.
I deputati hanno chiesto di semplificarne l'uso, in particolare per le banche più piccole. I paesi UE potranno inoltre utilizzare i fondi di garanzia anche a fini preventivi o alternativi, per evitare il fallimento o garantire l'accesso ai depositi.
(Teleborsa) 27-03-2026 14:14