Anm-Governo, prove di dialogo: "Ora riforme insieme"
(Teleborsa) - Prende il via dalle ceneri della riforma della Giustizia il nuovo dialogo tra governo Meloni e magistrati con l'esito del referendum che fa da o spartiacque: il ministero di via Arenula si libera dei suoi componenti più 'baricadieri' - la capo di gabinetto Giusi Bartolozzi e il sottosegretario Andrea Delmastro - aprendo ad una nuova fase.Mano tesa da entrambe le parti, esecutivo da un lato e toghe dall'altro, che comincia dalla presa di coscienza e responsabilità assunta dal Guardasigilli Nordio per quella che senza dubbio è una debacle alle urne. "Le sconfitte politiche si pagano, è inutile far finta di nulla", dice Nordio, che però annuncia l'intenzione di voler terminare un "percorso di riforme entro quest'anno".
"Vogliamo lavorare con il ministero e con gli avvocati sulle riforme necessarie per l'efficienza della giustizia, come le piante organiche e il tema degli applicativi informatici", dice il segretario generale dell'Anm, Rocco Maruotti. "L'Anm - sottolinea - non è un attore politico, ma è sempre intervenuta nel dibattito pubblico sui temi della giustizia con una certa postura e, come in questa occasione referendaria, evitando una contrapposizione frontale".
Toni da colomba anche quelli del vice ministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto: "Di seguito al risultato del referendum credo si possano disegnare responsabilmente nuovi percorsi nei rapporti tra politica e magistratura, sarà opportuno stabilire le modalità di interfaccia unitamente al Consiglio nazionale forense, contraddittore necessario di ogni scelta", spiega Sisto che aggiunge:
"Va detto che l'Anm durante la campagna referendaria ha sempre sostenuto la necessità di riforme al sistema giudiziario, pur non concordando sul metodo di riforma della Costituzione. Se questo è vero, ci sono tutti i presupposti per ipotizzare un dialogo fattivamente teso a migliorare il sistema giustizia".
(Teleborsa) 25-03-2026 08:18