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Angelini (Bankitalia): interazione tra lavoro ibrido e IA sia oggetto di attenta valutazione

News Image (Teleborsa) - "Se dovessimo caratterizzare i tempi che stiamo vivendo con un unico sostantivo penso che in molti sceglieremmo "imprevedibilità". Accanto a questioni e fenomeni che possono e devono essere pianificati con largo anticipo, ci troviamo di fronte a sviluppi che nessuno di noi avrebbe potuto prevedere anche solo pochi anni fa. Questo richiede soluzioni in grado sia di tutelare le persone, sia di assicurare l'adattamento della Banca al contesto che cambia, non sempre in meglio. Auspico quindi che si consolidi un metodo di confronto tra la Banca e le organizzazioni dei lavoratori basato su correttezza, fiducia e trasparenza reciproche". Lo ha affermato il direttore generale della Banca d'Italia, Paolo Angelini nel suo intervento in apertura del convegno "Relazioni industriali e dinamiche del lavoro", oggi presso il centro Carlo Azeglio Ciampi dell'istituzione. Secondo Angelini, è opportuno "riflettere insieme su almeno due grandi temi.

In primo luogo, la trasformazione digitale e la domanda di nuove competenze. L'adozione di tecnologie avanzate richiede di assumere specialisti, ma soprattutto di assicurare la riqualificazione delle professionalità. Fino a pochi anni fa, ad esempio, l'intelligenza artificiale in Banca era ben nota, e utilizzata di routine, solo da coloro che si occupano di informatica e di statistica, e da alcuni ricercatori. Oggi sta diventando uno strumento di lavoro per quasi tutti. L'adozione di tecnologie avanzate - ha detto - determina una più rapida obsolescenza delle competenze apprese a scuola e all'università".

Tutto questo "richiede sia un forte investimento su strumenti, formazione e aggiornamento da parte della Banca, sia una disponibilità da parte delle persone a studiare e a far evolvere le modalità di lavoro. In secondo luogo, la gestione del lavoro ibrido. Questo nuovo modello ha consentito di mantenere elevata la qualità del nostro lavoro e apportato benefici in termini di flessibilità e benessere individuale. Ma occorre continuare a fare attenzione ai suoi possibili effetti negativi".

"Varie aziende - ha proseguito Angelini - hanno adottato iniziative di ritorno alla presenza in ufficio. Vi è il timore che il lavoro ibrido possa avere conseguenze indesiderate sulla creatività, sul senso di appartenenza, sulle modalità di apprendimento, sulle relazioni interpersonali. Si tratta di effetti difficili da misurare, specie nel breve periodo, ma non per questo da trascurare. Se si pensa alla Banca, o a una qualsiasi azienda di servizi, come a un cervello collettivo, è indubbio che il lavoro ibrido stia cambiando la rete delle sinapsi, e non è ovvio che questo cambiamento sia immune da rischi". "Per mitigare questi rischi in Banca alcuni dipartimenti stanno ricorrendo a iniziative per favorire occasioni di incontro in presenza tra le persone. Anche l'interazione tra lavoro ibrido e intelligenza artificiale deve essere oggetto di attenta valutazione - ha avvertito il DG di Bankitalia.




(Teleborsa) 08-04-2026 16:43


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