Affitti, canono di locazione in aumento del 3,5%nel 2025
(Teleborsa) - Nel mercato della locazione in Italia persiste un quadro di forte disallineamento fra domanda e offerta abitativa che ha fatto aumentare i prezzi degli immobili in affitto: se da un lato, la politica monetaria più accomodante ha supportato l'aumento delle compravendite residenziali, dall'altro, l'aumento dei prezzi di vendita degli immobili ha stimolato anche la domanda di locazione. Tale contesto ha determinato nel 2025 un aumento dei canoni di locazione del 3,5%, aggravando il peso dell'affitto sui bilanci familiari. E' quanto emerge dall'Osservatorio Affitti 2025, condotto da Nomisma per conto di CRIF, in collaborazione con Confabitare.Da segnalare anche la scarsa disponibilità di immobili in affitto, conseguenza anche dell'elevato numero di abitazioni non destinate al mercato della locazione tradizionale, che trova accentuazione in particolare nei grandi centri urbani e nelle città a vocazione turistica: per fare un esempio, solo nelle città di Milano e Bologna si stimano rispettivamente circa 25.000 e 8.000 immobili attualmente non destinati al mercato della locazione tradizionale.
L'Osservatorio ha analizzato anche il rapporto tra locatori e locatari: l'agenzia immobiliare resta un punto di riferimento soprattutto per i proprietari, ma cresce la quota di inquilini che stipula il contratto senza intermediazione perché conosce direttamente il locatore. Inoltre, il 50% dei locatori è interessato a servizi di property management, in particolare per il servizio relativo alla selezione e verifica dell'affidabilità dell'inquilino e per la gestione dei pagamenti e dei solleciti. Il dato più significativo è che – in caso di richiesta – un inquilino su tre sarebbe pronto a presentare un certificato di affidabilità finanziaria, uno strumento già utilizzato abitualmente in diversi Paesi esteri per attestare la solidità economica dell'inquilino.
Per quanto concerne le principali criticità percepite rispetto alla locazione, 2 affittuari su 5 vorrebbero cambiare casa ma non ritengono di avere le risorse economiche necessarie o temono di non trovare un'abitazione adeguata, mentre per i locatori, la locazione a lungo termine è la prima scelta di destinazione in caso di eredità di un immobile.
Permangono anche divergenze significative: gli inquilini lamentano soprattutto la difficoltà di trovare un alloggio adeguato a costi congrui (63%), l'assenza di un investimento a lungo termine nell'affitto (61%) e la scarsa propensione dei proprietari a migliorare l'immobile (53%). I locatori, invece, indicano come principali criticità la difficoltà di trovare inquilini affidabili (48%), il rischio di danni all'immobile (47%) e gli elevati costi (43%). Questi timori, insieme al rischio di morosità, spingono molti proprietari a trattenere gli immobili: circa il 31% non intende affittare e un ulteriore 6% ha smesso di farlo.
Sul fronte dei pagamenti, 3 affittuari su 5 dichiarano di aver sempre rispettato le scadenze, un ulteriore 31% è riuscito a pagare in tempo pur con difficoltà e solo il 3% risulta attualmente in morosità o ha pagato in ritardo (in miglioramento rispetto al 7% dell'anno precedente). Le prospettive per il 2026 sono positive: quasi il 90% degli affittuari ritiene di poter riuscire a sostenere il pagamento dell'affitto.
(Teleborsa) 09-04-2026 18:39