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Le Borse europee virano in ribasso con il Brent che balza sopra 87 dollari

News Image (Teleborsa) - Dopo un'apertura in rialzo, virano in rosso le Borse europee, con l'attenzione sempre rivolta al conflitto in Medio Oriente, entrato nel settimo giorno, mentre il greggio Brent riprende a guadagnare terreno, venendo scambiato a oltre 87 dollari al barile. In un'intervista al Financial Times, il ministro dell'energia del Qatar ha affermato che la produzione in Qatar non riprenderà fino alla completa cessazione delle ostilità: "Il segnale è quando i nostri militari diranno che le ostilità sono cessate e che non saremo più attaccati - ha detto Kaabi - Non metteremo in pericolo la nostra gente".

Le tensioni continuano a premiare il dollaro, pronto a chiudere la miglior settimana di rialzi da oltre un anno, mentre i trader scontano ora un aumento dei tassi di interesse di 25 punti base da parte della BCE quest'anno. Il monetario anticipa anche un solo taglio da parte della Fed per il 2026 (entro settembre), mentre ad un secondo è assegnata una probabilità di poco superiore al 50%.

Il presidente statunitense Donald Trump ha affermato di dover essere coinvolto nella nomina del prossimo leader iraniano, respingendo la candidatura di Mojtaba Khamenei, che dovrebbe proseguire le politiche del padre. Questa posizione contrasta con la dichiarazione della Casa Bianca secondo cui il cambio di regime non è l'obiettivo primario della campagna militare. Nonostante l'impennata dei costi energetici, Trump ha dichiarato a Reuters di non avere intenzione di attingere alla riserva strategica di petrolio, affermando: "Se aumentano, aumentano".

In India, gli Stati Uniti hanno concesso una deroga temporanea di 30 giorni per l'acquisto di petrolio russo sanzionato, con l'obiettivo di alleviare le interruzioni dell'approvvigionamento derivanti dal conflitto in Medio Oriente. "Il conflitto Iran/Stati Uniti/Israele sta aggiungendo un sovrapprezzo per energia e trasporto merci che inasprisce l'equazione macroeconomica - evidenziano gli analisti di - TP ICAP MIDCAP - In uno scenario centrale (petrolio a 80-85 dollari per alcune settimane), l'impatto complessivo rimarrebbe stagflazionistico ma moderato; se le tensioni persistono (petrolio oltre i 100 dollari, interruzioni durature nello Stretto di Hormuz), l'effetto diventa più recessivo (PIL globale stimato -0,6 pt, inflazione +2 pt in 12 mesi nelle economie sviluppate), con Europa/Asia più esposte".

La pubblicazione macroeconomica più importante di oggi è il rapporto sull'occupazione negli Stati Uniti a febbraio. I primi indicatori ad alta frequenza, come le richieste di sussidio di disoccupazione, la stima settimanale dell'occupazione nel settore privato di ADP e le offerte di lavoro giornaliere online di Indeed Hiring Lab, hanno generalmente segnalato un miglioramento delle condizioni del mercato del lavoro fino a febbraio. Il consensus vede buste paga non agricole di +58.000 a febbraio, rispetto alle 130.000 di gennaio; il tasso di disoccupazione è previsto stabile al 4,3% e, infine, la retribuzione oraria media è prevista invariata al 3,7% su base annua.

Prevale la cautela sull'euro / dollaro USA, che continua la seduta con un leggero calo dello 0,26%. L'Oro continua la seduta sui livelli della vigilia, riportando una variazione pari a +0,13%. Pioggia di acquisti sul petrolio (Light Sweet Crude Oil), che mostra un guadagno del 4,14%.

Torna a salire lo spread, attestandosi a +73 punti base, con un aumento di 3 punti base, con il rendimento del BTP decennale pari al 3,60%.

Tra i mercati del Vecchio Continente piatta Francoforte, che tiene la parità, senza spunti Londra, che non evidenzia significative variazioni sui prezzi, e fiacca Parigi, che mostra un piccolo decremento dello 0,21%.

Sessione debole per il listino milanese, che scambia con un calo dello 0,35% sul FTSE MIB; sulla stessa linea, cede alle vendite il FTSE Italia All-Share, che retrocede a 46.963 punti. Guadagni frazionali per il FTSE Italia Mid Cap (+0,24%); con analoga direzione, buona la prestazione del FTSE Italia Star (+0,86%).

Tra i best performers di Milano, in evidenza Amplifon (+3,85%), Leonardo (+2,82%), Fincantieri (+1,92%) e ENI (+1,71%).

Le più forti vendite, invece, si manifestano su STMicroelectronics, che prosegue le contrattazioni a -2,64%. Italgas scende del 2,08%. Calo deciso per BPER Banca, che segna un -1,83%. Sotto pressione Telecom Italia, con un forte ribasso dell'1,76%.

Tra i migliori titoli del FTSE MidCap, Avio (+5,62%), Reply (+4,01%), Philogen (+2,88%) e Maire (+2,35%).

I più forti ribassi, invece, si verificano su Italmobiliare, che continua la seduta con -4,14%. Soffre Technoprobe, che evidenzia una perdita del 3,45%. Preda dei venditori MARR, con un decremento dell'1,65%. Discesa modesta per RCS, che cede un piccolo -1,37%.



(Teleborsa) 06-03-2026 10:53

Titoli citati nella notizia
Nome Prezzo Ultimo Contratto Var % Ora Min oggi Max oggi Apertura
Amplifon 10,52 +0,00 17.35.23 10,52 11,065 10,62
Italgas 10,42 -1,42 17.35.02 10,21 10,55 10,50
Leonardo 58,62 +3,39 17.39.05 57,18 59,10 57,18
Marr 8,29 -2,47 17.35.00 8,22 8,57 8,56
Eni 20,525 +1,51 17.35.55 20,12 20,64 20,17
Maire 13,75 +0,95 17.35.10 13,66 14,11 13,85
Telecom Italia 0,5854 -2,69 17.37.04 0,5784 0,6048 0,6036
Bper Banca 10,75 -3,80 17.37.04 10,60 11,30 11,22
Stmicroelectronics 27,14 -5,06 17.37.03 27,01 28,68 28,665
Italmobiliare 25,15 -5,27 17.35.20 24,95 27,30 27,30
Reply 94,45 +5,18 17.35.06 90,25 95,50 90,30
Philogen 21,50 +3,37 17.35.03 20,90 21,60 21,00
Technoprobe 15,24 -4,45 17.35.00 15,06 16,10 16,10
Rcs Mediagroup 0,94 -0,84 17.35.02 0,933 0,945 0,942
Avio 36,50 +7,99 17.37.07 34,20 37,10 34,70
Fincantieri 13,87 +2,59 17.35.31 13,51 13,94 13,70


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