Fmi: con escalation M.O. rischio di recessione globale e inflazione al 6% nel 2027
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Washington, 14 apr - Se la guerra in Iran si protrae ancora a lungo con nuovi pesanti danni alle infrastrutture energetiche in Medio Oriente, l'economia globale rischia di entrare in recessione con un tasso di crescita di circa il 2% e un'inflazione di poco oltre il 6% entro il 2027. E' lo scenario piu' severo contemplato dal Fondo Monetario Internazionale nella nuova edizione del World Economic Outlook pubblicata oggi ma che i ministri delle finanze e i banchieri centrali presenti a Washington iniziano a mettere a fuoco alla luce degli sviluppi in Medio Oriente. Tre gli scenari presentati dallo staff del Fondo sulla base di ipotesi differenti di durata del conflitto e danni alle infrastrutture. Nello scenario di base, che poggia sull'ipotesi che la guerra abbia durata, intensita' e portata limitate con una attenuazione delle perturbazioni entro meta' 2026, la crescita globale e' prevista al 3,1% nel 2026 e al 3,2% nel 2027, piu' lenta rispetto al ritmo recente di circa il 3,4% per cento nel 2024-25. La previsione per il 2026 e' rivista al ribasso di 0,2 punti percentuali e quella per il 2027 resta invariata rispetto all'aggiornamento del Weo di gennaio 2026.
L'inflazione globale complessiva e' attesa in aumento al 4,4 per cento nel 2026 e in calo al 3,7 per cento nel 2027, con revisioni al rialzo per entrambi gli anni. Nel secondo scenario, indicato come avverso, "con aumenti piu' ampi e persistenti dei prezzi dell'energia, la crescita globale rallenterebbe ulteriormente fino al 2,5% nel 2026 e l'inflazione raggiungerebbe il 5,4%". Nel terzo scenario, quello piu' severo in cui vi siano danni maggiori alle infrastrutture energetiche nella regione del conflitto, l'impatto sarebbe ancora piu' significativo: la crescita globale scenderebbe a circa il 2% nel 2026, mentre l'inflazione complessiva supererebbe di poco il 6% entro il 2027. L'impatto sulle economie emergenti e in via di sviluppo sarebbe quasi il doppio rispetto a quello sulle economie avanzate. "Nello scenario severo - si legge nel rapporto - gli effetti sulla crescita globale sono sostanziali e piu' duraturi. La crescita globale verrebbe ridotta di 1,3 punti percentuali nel 2026. Cio' significherebbe sfiorare una recessione globale (tasso di crescita inferiore al 2%), evento verificatosi solo quattro volte dal 1980, con le due piu' recenti occasioni corrispondenti alla crisi finanziaria globale e alla pandemia. Gli effetti sulla crescita sono inoltre piu' persistenti, con la crescita globale ridotta di 1,0 punto percentuale nel 2027, al 2,2%. L'inflazione sarebbe piu' alta di 190 punti base nel 2026, raggiungendo il 5,8%, e di 260 punti base nel 2027, arrivando al 6,1%". L'aumento dei prezzi di petrolio e gas ha un impatto non solo maggiore ma anche piu' persistente sulla crescita - si sottolinea nel rapporto - sottraendo 0,6 punti percentuali nel 2026 e ulteriori 0,5 punti percentuali nel 2027. "L'amplificazione attraverso le aspettative di inflazione e le condizioni finanziarie sarebbe anch'essa significativa, riducendo la crescita di 0,7 punti percentuali nel 2026 e di 0,5 punti percentuali nel 2027. Cio' riflette in parte una risposta piu' aggressiva della politica monetaria. Il tasso sui federal funds aumenterebbe di 50 punti base nel 2026 e di 100 punti base nel 2027, rispetto allo scenario di riferimento".
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