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UBS WM: lancette che corrono e banchieri centrali - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 4 apr - Come nel 2022, dopo l'impennata del gas seguita all'invasione dell'Ucraina, si attendono pacchetti di sostegno a famiglie e imprese.

Queste misure possono alleviare gli impatti economici, ma hanno costi rilevanti e portano a un aumento di deficit e debito, traducendosi in costi di finanziamento crescenti; e' probabile che siano quindi misurate e solo temporanee.

La stagflazione e' lo scenario piu' difficile da gestire per le banche centrali, che al suo verificarsi si trovano di fronte a un dilemma: alzare i tassi per frenare l'inflazione, rischiando di portare l'economia in recessione, oppure lasciar correre l'inflazione, con il rischio di innescare circoli viziosi difficili da interrompere.

Prima della guerra i mercati si aspettavano due tagli dei tassi negli Stati Uniti e una sostanziale stabilita' in Europa. Ora, invece, si sono riposizionati su due aumenti nella zona euro e stabilita' oltreoceano. Le ultime dichiarazioni delle banche centrali non hanno escluso ipotesi di rialzi dei tassi; anzi, la presidente della Banca centrale europea, Christine Lagarde, e quello della Bundesbank, Joachim Nagel, hanno esplicitamente aperto la porta a possibili aumenti.

Cosa significa tutto cio' per i portafogli? Il conflitto in Medio Oriente mette in evidenza il vero punto debole di un portafoglio bilanciato in uno scenario di stagflazione, in cui l'inflazione e' elevata ma la crescita latita. In queste condizioni, sia azioni che obbligazioni perdono valore: le azioni scendono perche' i tassi piu' alti riducono le valutazioni e frenano la crescita, le obbligazioni scendono perche' i rendimenti salgono. La crisi inflazionistica degli anni '70 e lo shock globale del 2022 ne sono esempi lampanti.

Sulla base delle informazioni disponibili, ipotizzando che il conflitto non duri a lungo, le banche centrali potrebbero attendere ancora qualche mese prima di alzare i tassi e, se cosi' fosse, il mercato obbligazionario potrebbe aver reagito eccessivamente. Di conseguenza, i titoli di Stato di qualita' e le obbligazioni corporate investment grade a breve termine (circa due anni) potrebbero offrire ora un buon punto d'ingresso, con rendimenti che potrebbero scendere nei prossimi mesi. Nel campo azionario, il nostro approccio e' di rimanere investiti per non perdere possibili recuperi.

Tuttavia, per migliorare la gestione del rischio si puo' considerare una rotazione settoriale: rispetto all'inizio dell'anno abbiamo portato a neutrale il giudizio sulla tecnologia americana, sull'Europa (in particolare sulle banche) e sull'India, a vantaggio di aree difensive come la Svizzera e la farmaceutica.

*Chief Investment Officer di UBS WM in Italia "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 04-04-26 18:08:54 (0385) 5 NNNN

 


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