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UBS WM: Il caleidoscopio del mercato cinese - PAROLA AL MERCATO

di Matteo Ramenghi * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 mag - Il mercato azionario cinese offre un panorama affascinante, che puo' generare una gamma di visioni e conclusioni diverse a seconda della prospettiva da cui lo si osserva.

La Cina rappresenta una superpotenza economica quasi al pari degli Stati Uniti e da sola genera oltre un quinto del prodotto interno lordo (PIL) globale, ma il suo peso sui mercati finanziari e' molto inferiore: in particolare, nel campo azionario la Cina rappresenta solo il 3% dell'indice MSCI ACWI.

Questo e' dovuto al minor ricorso alla borsa, alla maggior presenza di societa' controllate dallo Stato e anche alle valutazioni piu' basse. Invece, la composizione del mercato azionario cinese e' sbilanciata verso la tecnologia, proprio come negli Stati Uniti, con diversi leader di scala globale come Alibaba, Tencent e Baidu.

La crescita degli ultimi decenni e' stata impressionante, anche per via della crescente apertura agli investitori stranieri, ma nel 2021 sono cominciate le difficolta' in seguito a un inasprimento della regolamentazione su alcuni settori chiave: Internet, istruzione privata e immobiliare, per citarne alcuni.

In seguito, gli investitori sono stati delusi da una ripresa piu' anemica del previsto dopo la rimozione delle politiche zero Covid e, da ultimo, la Cina sta faticando a digerire un periodo di elevati investimenti nel settore immobiliare, che rimane in difficolta'.

In aggiunta, lo scorso anno si sono registrati deflussi dal mercato azionario: molti investitori esteri hanno evidentemente ridotto le proprie posizioni, anche per via del potenziale rischio di limitazione agli investimenti nel Paese a fronte di una situazione geopolitica particolarmente tesa.

Infatti, il rapporto con gli Stati Uniti rimane molto complesso e si registrano tensioni su diversi livelli, dalle posizioni geopolitiche con riguardo alla Russia e nell'area del Pacifico fino ai rapporti commerciali. Proprio la scorsa settimana, Biden ha annunciato dazi di oltre il 100% sulle auto elettriche cinesi, del 25% sulle batterie al litio e del 50% su chip e pannelli solari.

Questi dazi si sommano alle restrizioni precedenti nei confronti dei colossi tecnologici cinesi e ai dazi ntrodotti durante la presidenza di Trump, che da parte sua ha proposto nuovi dazi del 60% su tutte le importazioni dalla Cina.

Nonostante queste tensioni e la delicata situazione del comparto immobiliare, il quadro economico non e' cosi' negativo. La crescita del PIL lo scorso anno e' stata superiore al 5% e il governo ha messo in campo una serie di iniziative per stimolare l'economia, seppur in misura minore rispetto a quanto sperato dagli investitori.

Il governo mira a rafforzare nel tempo la domanda interna per favorire la crescita della classe media e, parallelamente, a incentivare la modernizzazione del sistema industriale. A questo proposito, e' stato recentemente varato un nuovo piano finanziato con l'emissione di 138 miliardi di dollari di obbligazioni.

Sorprendendo gli economisti, la crescita del primo trimestre ha raggiunto il 5,3% e, dopo molti mesi di difficolta', la manifattura sembra essersi ripresa.

A questo punto l'obiettivo di crescita del 5% stabilito dal governo lo scorso marzo sembra a portata di mano.

* Chief Investment Officer di UBS GWM in Italia.

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(RADIOCOR) 25-05-24 14:24:40 (0331) 5 NNNN

 


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