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State Street Markets: Fomc di marzo, sviluppi sorprendenti - PAROLA AL MERCATO

a cura degli esperti di State Street Markets (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 16 mar - La riunione del FOMC di questa settimana sara' avvolta dall'incertezza, poiche' il comitato ha ben poca chiarezza da offrire sul fronte della guerra. Ci sono molte ragioni per aspettarsi che la riunione abbia un tono dovish, tra cui l'attenzione all'inflazione core (esclusi alimentari ed energia) e il potenziale rischio di uno shock alla crescita qualora emergessero prezzi del petrolio piu' elevati e un conflitto piu' prolungato. Allo stesso tempo, riteniamo che i membri piu' hawks del FOMC rimangano concentrati sull'obiettivo di inflazione, che non e' stato raggiunto da cinque anni. Da questa prospettiva, pensiamo che i dots resteranno invariati, mentre il Summary of Economic Projections (SEP) dovra' rivedere al rialzo l'inflazione per quest'anno. Powell potrebbe respingere l'interpretazione dei prezzi del petrolio piu' elevati esclusivamente attraverso la lente dell'inflazione, anche se l'unico taglio dei tassi prezzato quest'anno corrisponde sostanzialmente alla previsione dei dots di dicembre. Questa e' inoltre la penultima riunione di Powell, quindi le sue opinioni potrebbero essere scontate dal mercato a meno che non si discostino drasticamente dalle attuali aspettative di mercato.

Shock and awe Prima dell'inizio della guerra, gli investitori erano generalmente a proprio agio nell'attendere che il nuovo management facesse il grosso del lavoro sul fronte della politica monetaria. Eventuali incertezze guidate dai dati venivano di norma riflesse piu' avanti lungo la curva delle politiche monetarie e tipicamente con un orientamento accomodante. Questo nonostante gli indicatori mediatici abbiano mostrato una tendenza piu' restrittiva, soprattutto dopo l'aggiustamento per la riunione FOMC di gennaio. Col senno di poi, avevamo sostenuto che gli investitori si stavano portando troppo avanti rispetto ai commenti del FOMC nel prezzare piu' di due tagli dei tassi quest'anno. Lo shock legato alla guerra e al petrolio ha drasticamente cambiato questo calcolo, con gli investitori che hanno rimosso in modo aggressivo i tagli dei tassi che avevano prezzato nella curva solo poche settimane prima. Rispetto agli indicatori mediatici, questa sembra un'interpretazione ragionevole, sebbene leggermente aggressiva. E mentre non ci aspettiamo che i dots mediani cambino, il cambiamento dell'equilibrio dei rischi per la crescita potrebbe attenuare l'orientamento restrittivo dei mercati.

Transitorio per ora La Fed ha generalmente guardato oltre l'impatto degli shock energetici, in particolare nelle prime fasi dei movimenti di prezzo. Questa visione e' supportata da una ricerca della Fed del 2024 che ha esaminato l'impatto dell'impennata del petrolio dopo l'inizio della guerra in Ucraina su inflazione headline e core PCE, oltre che sul PIL. Questa analisi indicava un iniziale balzo dell'inflazione headline e un trasferimento molto piu' contenuto verso l'inflazione core.

Qualsiasi impatto sulla crescita si distribuiva lungo l'arco dell'anno e appariva limitato rispetto all'entita' dello shock. Sebbene questa analisi sia stata condotta due anni dopo l'inizio dell'invasione dell'Ucraina, la riunione FOMC di marzo 2022 mostra che il comitato era piu' attento sia agli effetti inflazionistici sia a quelli sulla crescita della guerra. La dichiarazione di politica monetaria di quella riunione riconosceva che la guerra crea sia 'pressioni al rialzo sull'inflazione sia un freno all'attivita' economica'. Cosi', mentre la Fed ha aumentato i tassi e alzato le proprie previsioni sul PCE, cio' avveniva in un contesto in cui gli shock dell'offerta legati al Covid restavano il principale motore dell'accelerazione dei prezzi.

L'attuale contesto e' sostanzialmente diverso rispetto al 2022, creando una serie di sfide peculiari per il FOMC.

Sebbene il profilo dell'inflazione sia molto piu' rassicurante rispetto al 2022, e' comunque rimasto sopra il target per cinque anni, un aspetto che molti membri del FOMC hanno posto tra le priorita'. Anche il profilo della crescita e' piu' debole, con le recenti revisioni del PIL che sollevano dubbi sulla solidita' dell'economia all'inizio dell'anno. La relativa novita' dello shock petrolifero, insieme all'imprevedibilita' dell'evoluzione della guerra, limitera' inoltre la capacita' della Fed di arrivare a conclusioni solide e condivise. Per il momento, riteniamo che le divisioni interne al FOMC persisteranno, con il SEP che mostrera' inflazione headline e core piu' elevate per il 2026 e la possibilita' di ulteriori pressioni sui prezzi nel 2027.

Anche la crescita potrebbe essere rivista moderatamente al rialzo nel 2026, in linea con le attuali aspettative degli economisti.

Red-

(RADIOCOR) 16-03-26 14:34:13 (0381) 5 NNNN

 


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