Notizie Radiocor

Schroders: stretto di Hormuz, la crisi apre a nuove opportunita' nel settore energetico - PAROLA AL MERCATO

di Irene Lauro * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 29 apr - Lo shock energetico innescato dalla chiusura dello Stretto di Hormuz alla fine di febbraio si sta ripercuotendo sull'economia mondiale, e la portata complessiva del suo impatto - inclusi i probabili e complessi effetti a catena - e' tutt'altro che chiara. Si tratta del secondo grande shock energetico degli anni 2020, mentre molte economie stanno ancora adattandosi al primo, scatenato nel 2022 dall'invasione dell'Ucraina da parte della Russia.

Guardando piu' indietro agli shock comparabili degli anni '70, emergono le potenziali conseguenze profonde che potrebbero protrarsi per decenni. Mentre si affrettano a rafforzare le proprie forniture energetiche, paesi e blocchi commerciali intraprendono nuove direzioni di politica economica con implicazioni che toccano ogni settore e asset class. Per gli investitori questo comporta nuovi rischi, ma anche opportunita'. Potrebbe, ad esempio, aprire la strada a revisioni delle politiche relative ai progetti sugli idrocarburi. Ma potrebbe anche rafforzare le ragioni a favore di un 'dividendo della decarbonizzazione', con energia a basse emissioni e prodotta internamente che riduce la dipendenza dalle importazioni.

Lo shock energetico del 2026: chi e' piu' esposto Le economie asiatiche sono probabilmente quelle che subiranno gli effetti piu' pesanti dell'interruzione. Importano oltre l'80% delle spedizioni di petrolio e gas che transitano attraverso lo Stretto di Hormuz, il che le rende altamente vulnerabili a interruzioni dell'offerta e a picchi dei prezzi. L'esposizione diretta dell'Europa e' minore: importa solo circa il 5% del suo petrolio greggio e il 13% del suo Gnl attraverso lo Stretto, ma e' tutt'altro che al riparo.

L'energia e' infatti prezzata sui mercati globali e una corsa agli approvvigionamenti di Gnl, con Europa e Asia in competizione diretta, potrebbe mantenere i prezzi elevati piu' a lungo.

La vulnerabilita' e' massima dove la dipendenza dalle importazioni e' piu' alta. In Asia, il Giappone appare il piu' esposto all'aumento dei prezzi dei combustibili fossili, dato che importa l'84% del proprio fabbisogno energetico, seguito da vicino dalla Corea del Sud con circa l'80%. In Europa, Italia, Spagna e Germania importano piu' di due terzi della loro energia. Con le rotte commerciali interrotte e i costi energetici in aumento, queste economie si trovano ad affrontare una classica minaccia di stagflazione: crescita piu' debole accompagnata da una rinnovata pressione inflazionistica.

Lo shock accelera il cambiamento strutturale Gli shock energetici raramente si concludono con un semplice ritorno dei prezzi ai livelli precedenti. Piu' spesso costringono a ripensare la strategia energetica, mentre governi e aziende rivalutano con urgenza la resilienza, diversificano le fonti di approvvigionamento e accelerano gli investimenti in sistemi energetici meno volatili e meno esposti alle interruzioni geopolitiche. Abbiamo gia' visto questo schema in passato.

La storia si ripete: gli shock petroliferi degli anni '70 L'embargo petrolifero del 1973 e il successivo shock dell'offerta del 1979 misero in luce una vulnerabilita' profonda al cuore delle economie industriali: una dipendenza schiacciante dai combustibili fossili importati da regioni geopoliticamente instabili. Il risultato non fu semplicemente un aumento temporaneo dei prezzi dei carburanti, ma un cambiamento strutturale nella politica energetica di molti paesi.

All'inizio degli anni '70, il consumo di combustibili fossili era in forte crescita e il settore era in piena espansione, finche' l'offerta non venne improvvisamente ridotta. I governi furono costretti ad adottare rapidamente misure per contenere i consumi, mentre famiglie e imprese dovettero modificare i propri comportamenti. La lezione fu chiara: quando la sicurezza energetica e' compromessa, le risposte politiche possono essere rapide e di vasta portata.

* Senior Economist - Europe and Climate, Schroders red-.

Gli ultimi video Radiocor

(RADIOCOR) 29-04-26 14:25:22 (0467)ENE 5 NNNN

 


Borsa Italiana non ha responsabilità per il contenuto del sito a cui sta per accedere e non ha responsabilità per le informazioni contenute.

Accedendo a questo link, Borsa Italiana non intende sollecitare acquisti o offerte in alcun paese da parte di nessuno.


Sarai automaticamente diretto al link in cinque secondi.