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Schroders: multi-asset, come abbiamo rivisto la nostra allocazione alla luce del conflitto in Iran - PAROLA AL MERCATO

di Patrick Brenner* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mar - Siamo entrati nel conflitto con l'Iran posizionati per un contesto ciclico favorevole, con una propensione verso il rischio inflazionistico, date le aspettative di stimolo fiscale e un'attenzione alla resilienza delle catene di approvvigionamento, in un mondo caratterizzato da deglobalizzazione e tensioni geopolitiche. Questa combinazione di vedute ci ha portato a una posizione di sovrappeso su azioni e materie prime e di sottopeso sulle obbligazioni.

Non possiamo prevedere cosa accadra' in Medio Oriente.

Abbiamo deciso di prendere profitto sulla nostra ampia posizione nelle materie prime poiche', dopo il picco dei prezzi del petrolio, le prospettive risultano ora piu' equilibrate. Cio' non significa pero' che la volatilita' sia terminata, poiche' gli investitori devono ora determinare come le banche centrali potrebbero reagire a questo shock stagflazionistico.

Non riteniamo che la situazione sia estrema come nel 2022, in quanto il livello iniziale dei tassi di interesse e' significativamente piu' elevato e il livello sottostante di inflazione e' piu' basso. Tuttavia, pensiamo che vi sia ulteriore spazio per un rialzo dei rendimenti obbligazionari e ci aspettiamo che il Treasury USA a 10 anni salga al 4,5%.

Riteniamo inoltre che vi sia il potenziale per un rialzo del dollaro statunitense, poiche' gli Stati Uniti sono meno vulnerabili allo shock energetico. Abbiamo adottato anche una view negativa sul credito investment grade statunitense, poiche' gli spread attuali offrono una protezione limitata rispetto ai potenziali rischi di stagflazione e all'aumento delle emissioni (coerente con le dinamiche di fine ciclo).

Manteniamo il nostro sovrappeso sulle azioni, ma abbiamo deciso di chiudere il sovrappeso sui titoli value internazionali, poiche' il settore finanziario rimane vulnerabile alle preoccupazioni sui tassi e gli Stati Uniti sono probabilmente piu' resilienti a un eventuale prolungato aumento dei prezzi del petrolio.

Rimaniamo lunghi sull'oro nonostante la recente volatilita', poiche' ci aspettiamo una domanda strutturale continua da parte delle banche centrali dei mercati emergenti e lo consideriamo un importante strumento di diversificazione contro i rischi fiscali e geopolitici. Manteniamo inoltre la nostra posizione lunga nel debito dei mercati emergenti in valuta locale, dato il livello interessante dei rendimenti reali e dinamiche del debito piu' favorevoli.

In conclusione, riteniamo ancora che vi sia il potenziale per un rialzo delle azioni, poiche' vediamo un basso rischio di recessione. Tuttavia, riconosciamo il rischio di una prolungata interruzione dell'offerta energetica e pertanto abbiamo ridotto la ciclicita' della nostra esposizione azionaria e aumentato l'esposizione al dollaro statunitense.

Abbiamo monetizzato le nostre coperture lunghe sulle materie prime, ma rimaniamo sottopesati nelle obbligazioni, poiche' il livello dei rendimenti rappresenta un rischio di valutazione per le azioni.

*Chief Investment Officer, Multi-Asset, Schroders "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 28-03-26 12:41:00 (0267) 5 NNNN

 


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