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RBC BlueBay AM: mercati stabili nonostante lo stallo in Medio Oriente - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 apr - Ma i 'falchi' sostengono che questo errore possa ancora essere corretto, ora che un maggior numero di asset militari statunitensi e' in fase di accumulo nella regione. Da questo punto di vista, gli Stati Uniti si trovano ora in una posizione molto piu' forte per lanciare un'offensiva su piu' larga scala rispetto a quanto non fosse il caso alcune settimane fa. Questo gruppo e' anche ottimista sul fatto che, con gli Emirati Arabi Uniti che acquisiscono maggiore esperienza nella gestione dell'attuale minaccia dei droni, anche grazie al contributo dell'Ucraina, la capacita' dell'Iran di infliggere colpi decisivi nella regione possa essere attenuata.

Vi e' la percezione che Trump desideri una rapida conclusione del conflitto. Un'escalation militare potrebbe essere il mezzo per accelerare tale esito, dato che gli elementi piu' radicali nei Guardiani della Rivoluzione iraniani sembrano molto lontani dal voler accettare le richieste che l'amministrazione statunitense e' determinata a ottenere prima di essere disposta a ritirarsi dalla regione.

Sebbene la guerra non sia popolare negli Stati Uniti, sembra che, per ora, la principale fonte di preoccupazione per gli elettori sia rappresentata dall'aumento dei prezzi della benzina quando fanno rifornimento. In effetti, anche tra un pubblico democratico vi e' la sensazione che l'Iran sia stato un attore negativo per molti anni e che cio' fosse in qualche modo inevitabile. Inoltre, con le elezioni di mid-term all'orizzonte, gli analisti politici hanno sottolineato che la memoria degli elettori e' breve e, in questo contesto, cio' che conta davvero e' cio' che accadra' in ottobre, piuttosto che la situazione attuale. Per quanto riguarda le elezioni di mid-term, sembra che la vittoria dei Democratici alla Camera sia ormai scontata. Una vittoria al Senato appare molto meno probabile, ma cresce l'opinione che i Democratici potrebbero ottenere un successo completo alle elezioni nazionali che si terranno alla fine del 2028.

Detto cio', vi e' anche la percezione che Trump cerchera' di governare tramite ordini esecutivi nel 2027, con frequenti scontri con i tribunali nel tentativo di testare le prerogative presidenziali in modo mai visto prima. Cio' rende il Congresso meno rilevante di quanto ci si potrebbe aspettare nei prossimi anni e, infatti, i budget delle societa' di lobbying vengono sempre piu' indirizzati lontano da Capitol Hill e concentrati maggiormente sulla Casa Bianca.

Nel frattempo, sebbene i Democratici possano essere inclini ad avviare procedimenti di impeachment contro il Presidente degli Stati Uniti, questi sono considerati irrilevanti, poiche' non esiste un percorso praticabile per ottenere i 60 voti necessari.

Le audizioni di conferma al Senato per Warsh come futuro presidente della Fed questa settimana hanno offerto poche nuove sorprese. Come gia' affermato, Warsh desidera un bilancio della Fed piu' contenuto, sebbene non sia del tutto chiaro come sara' in grado di realizzarlo. Cio' potrebbe giustificare una compensazione tramite una politica dei tassi di interesse piu' accomodante. In generale, i mercati si aspettano che il nuovo presidente della Fed sia orientato a una politica accomodante sui tassi. Molto probabilmente la politica monetaria rimarra' invariata per tutto il 2026, con un'inflazione troppo elevata per giustificare tagli, ma anche con il rallentamento della crescita che impedisce un irrigidimento significativo.

Non sono previsti cambiamenti nei tassi della Fed fino alla fine dell'anno e, con poco gia' scontato nelle curve dei futures, riteniamo che i Treasury possano oscillare intorno ai livelli attuali. Per quanto riguarda l'economia statunitense, se il Pil cresce del 2% mentre l'inflazione sale al 4%, cio' implica una crescita nominale del 6% e, sulla base della leva di bilancio, un contesto favorevole per gli utili nominali delle imprese.

Gli investitori retail, che continuano a comprare a ogni ribasso e a utilizzare leva sui propri bilanci per generare rendimenti interessanti, continuano a sostenere per ora le azioni statunitensi. Tuttavia, i policymaker a Washington sembrano preoccupati che piu' i prezzi aumentano nel breve termine, piu' potrebbero invertire la rotta successivamente.

Al di fuori degli Stati Uniti, il quadro appare molto piu' complesso. Riteniamo che l'inflazione dell'Eurozona superera' il 3% e che la crescita scendera' sotto lo 0,5%, anche nel caso di una rapida riapertura dello Stretto di Hormuz a seguito di un accordo di pace. Tuttavia, se il transito nello Stretto dovesse rimanere fermo, saremmo inclini a sottrarre lo 0,1% dal Pil e ad aggiungere un ulteriore 0,1% all'inflazione per ogni settimana aggiuntiva di stallo.

I trader fisici di materie prime stanno lanciando un segnale d'allarme molto chiaro e, riflettendo sul contesto, siamo riportati alla diffusione graduale verso ovest del virus Covid tra gennaio e febbraio 2020. In questo senso, sebbene si potesse vedere cosa stava arrivando, e' stato solo quando ha raggiunto i nostri territori che si e' verificato un evento di mercato molto piu' rilevante.

Allo stesso modo, osserviamo che le ultimissime petroliere dal Golfo, partite prima della guerra, hanno raggiunto le loro destinazioni in Asia nell'ultima settimana. Da questo momento in poi, le carenze di approvvigionamento non potranno che peggiorare ed e' inevitabile che si verifichi una distruzione della domanda per riportare in equilibrio domanda e offerta. In questo contesto, le prospettive di una recessione in Europa e in diversi Paesi asiatici continuano ad aumentare. A livello aneddotico, un aumento mensile del 2,5% dei prezzi alla produzione in Germania e un incremento annuo del 7,3% dei prezzi alimentari nel Regno Unito a marzo rappresentano segnali anticipatori delle pressioni inflazionistiche future. Di conseguenza, anche in presenza di uno shock negativo sulla crescita, ci aspettiamo che la Bce dovra' alzare i tassi a giugno e settembre e che la Bank of England possa essere costretta a fare lo stesso, seppur con riluttanza. In questo contesto, continuiamo ad aumentare le posizioni in obbligazioni indicizzate all'inflazione, sia in termini di breakeven sia su base di rendimento reale. Anche in Giappone prevediamo un inasprimento monetario, sebbene riteniamo che la Bank of Japan rinviera' un aumento ad aprile, segnalando probabilmente un incremento di 25 punti base per giugno.

Nel Regno Unito, oltre ai problemi economici in aumento, cresce anche la volatilita' politica e ora sembra molto probabile che il Primo Ministro Starmer venga rimosso dopo le elezioni locali di maggio. Angela Rayner e' il successore piu' probabile e dovra' affrontare la sfida di rassicurare i mercati obbligazionari rispetto a un'agenda laburista piu' orientata a sinistra. Per molti aspetti, il mercato dei Gilt potrebbe lasciare a Rayner pochissimo margine di manovra politica, con grande frustrazione della base del partito.

Cio' crea le premesse per un possibile incidente di mercato, ma con rendimenti gia' elevati riteniamo che il modo migliore per posizionarsi sia mantenere una posizione corta sulla sterlina.

Altrove nel mercato valutario, continuiamo a preferire posizioni lunghe su valute dei mercati emergenti legate al petrolio rispetto a valute di Paesi importatori di energia, mentre non abbiamo una forte opinione sull'euro rispetto al dollaro. Strutturalmente, vediamo valore nello yen a quota 160 e manteniamo una piccola posizione lunga, che potremmo aumentare dopo la riunione della Bank of Japan. La minaccia di intervento sopra 160 rimane molto credibile.

Finche' lo Stretto di Hormuz non riaprira' e il conflitto tra Stati Uniti e Iran non sara' risolto, il flusso di notizie continuera' probabilmente a dominare i mercati. Abbiamo visto come le azioni statunitensi possano essere impermeabili a eventi che si verificano a migliaia di chilometri di distanza. Tuttavia, i cambiamenti all'estero saranno molto piu' evidenti per chi vive in Europa e Asia, poiche' la vita quotidiana ne sara' influenzata. Infatti, di questo passo, anche i piani per le vacanze estive rischiano di essere cancellati.

Questo indica una rottura delle correlazioni tra asset rischiosi e un riposizionamento dei portafogli, fino a quando gli investitori non riusciranno a vedere oltre il punto di svolta in cui le catene di approvvigionamento potranno normalizzarsi. Tuttavia, con analisti informati che sostengono che potrebbero volerci anni prima che i prezzi del GNL diminuiscano, a causa di una crescente carenza di offerta che sarebbe esistita anche senza la guerra in Medio Oriente e i danni alle infrastrutture qatariote, cio' indica problemi persistenti nelle catene di approvvigionamento.

Un altro esempio riguarda la fornitura di copricerchi per auto, un mercato in gran parte rifornito dalla produzione negli Emirati Arabi Uniti. Tuttavia, con una fonderia di alluminio ad Abu Dhabi che necessita di essere sostituita dopo che il metallo fuso si e' solidificato a seguito di un'interruzione di corrente, potrebbero essere necessari 12 mesi per riportarla in funzione. Esistono molti esempi simili che dimostrano come le catene globali siano vulnerabili a interruzioni.

Guardando avanti Per molti aspetti, una conseguenza evidente dell'attuale conflitto sara' che, in futuro, i Paesi dovranno ristabilire una maggiore autosufficienza. In particolare, in difesa, energia e produzione alimentare, e' importante disporre di un certo grado di indipendenza invece di fare affidamento su altri. Se questa lezione non e' stata appresa durante il Covid, ne' dopo l'inizio della guerra tra Russia e Ucraina, allora dopo un terzo grande shock alle catene di approvvigionamento in poco piu' di cinque anni sarebbe imperdonabile ignorarla ancora.

La politica e la geopolitica stanno diventando piu' vulnerabili e, in questo senso, una lezione molto chiara per i decisori e' che, nei momenti di crisi, non ci si puo' permettere di dipendere dagli altri.

Per ora, manteniamo un atteggiamento prudente nelle nostre strategie. Non capita spesso di osservare una disconnessione cosi' ampia tra cio' che pensano i mercati e cio' che ascoltiamo nella comunita' dei policymaker, e l'esperienza ci ha insegnato a prestare molta attenzione quando cio' accade.

Naturalmente, speriamo che questa crisi possa presto essere superata. A tal proposito, e' triste notare, da tifoso pessimista del Chelsea, che la squadra non e' riuscita a segnare nemmeno un gol in Premier League da quando lo Stretto di Hormuz e' stato chiuso. Sarebbe meglio che la situazione cambi presto, altrimenti la prossima stagione potrebbe essere cupa quanto quella del Tottenham! * Fixed Income Cio di RBC BlueBay "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 24-04-26 13:12:49 (0370) 5 NNNN

 


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