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Quaestio Sgr: obbligazionario, vincitori e vinti nella fase di turbolenza del mercato - PAROLA AL MERCATO

di Filippo Moroni * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 3 mag - Le curve obbligazionarie stanno riflettendo due forze contrapposte: da un lato, aspettative di inflazione in rialzo (soprattutto in Europa), dall'altro, un premio per il rischio che, nonostante l'allargamento, resta ancora contenuto quando misurato storicamente. Cio' ha esercitato una rinnovata pressione sui tratti a breve delle curve di rendimento, in un movimento di flattening tipico delle fasi di inasprimento monetario. In termini di posizionamento: gli investitori piu' difensivi privilegiano il brevissimo termine; chi ha una view piu' costruttiva si concentra sulla parte 2-3 anni, dove il rapporto rischio/rendimento appare piu' interessante.

A livello settoriale emergono alcune dinamiche rilevanti. Il contesto geopolitico ha rafforzato, intuibilmente, il tema dell'autosufficienza energetica, continuando a sostenere il settore dell'energia, dove non mancano di recente le nuove emissioni con profili interessanti nel segmento dell'high yield. Al contrario, il comparto software, almeno sulla carta, viene da piu' parti individuato come la prima potenziale vittima del boom legato all'intelligenza artificiale. Dopo una fase negativa, gli investitori stanno iniziando a distinguere tra potenziali vincitori e perdenti, con un livello di valutazioni che appaiono oggi di certo piu' interessanti rispetto allo scorso anno.

Altro discorso quello dei chimici, settore che presenta dinamiche articolate. Il segmento, gia' sotto pressione l'anno scorso, sta beneficiando solo in parte dello scenario attuale e continua a presentare prospettive incerte. Tuttavia accade che il settore dei chimici sia tra i migliori per rendimento da inizio anno, sulla scia della debolezza del 2025 e dall'impatto positivo legato all'aumento dei prezzi dei prodotti petrolchimici. Infine, le compagnie aeree mostrano una relativa tenuta nel breve termine grazie alle coperture sul carburante, ma di certo un prolungato aumento dei prezzi energetici potrebbe rappresentare un rischio significativo. Il mercato ha gia' iniziato a riflettere questa dinamica attraverso un allargamento degli spread, mentre in alcuni casi emergono criticita' in termini di liquidita' che potrebbero richiedere interventi di matrice governativa o favorire processi di consolidamento, con la possibilita' di acquisizioni e fusioni.

Per quanto riguarda poi l'universo dei mercati emergenti, oggi piu' che mai, il quadro si presenta fortemente polarizzato, con dinamiche molto diverse a seconda dell'esposizione energetica dei singoli Paesi. Da un lato, gli esportatori di energia, in particolare in America Latina, stanno beneficiando del contesto attuale, sostenuti dal rialzo dei prezzi delle materie prime. Anche i produttori del Golfo mostrano fondamentali solidi - buoni profili di credito al netto dei problemi legati alla geopolitica - che si traducono in opportunita' interessanti. Al contrario, per quanto riguarda quei mercati emergenti che rientrano negli importatori netti di energia - come per esempio il Sudafrica - risultano piu' vulnerabili, penalizzati dall'aumento dei costi energetici e dall'impatto sulle bilance commerciali. In questo contesto, l'esposizione ai mercati emergenti richiede un approccio altamente selettivo, con una preferenza, in questo momento, a favore di paesi come Messico e Brasile.

* Portfolio Manager Credit, Quaestio Sgr "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 03-05-26 13:47:29 (0220) 5 NNNN

 


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