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Pimco: quando la geopolitica diventa un fattore economico - PAROLA AL MERCATO

di Marc Seidner* e Pramol Dhawan** (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano,2 mag - Da tempo i mercati faticano a prezzare il rischio geopolitico. Parte del problema risiede nel fatto che ogni nuova escalation tende ad essere vista come un picco di volatilita' isolato, da superare e che poi si attenua una volta raggiunta una soluzione.

Oggi, tuttavia, il rischio geopolitico non e' piu' una serie di eventi isolati. E' una caratteristica distintiva di un mondo piu' frammentato e multipolare. Le istituzioni multinazionali non funzionano piu' in modo affidabile come un tempo. La stabilita' si e' erosa.

Forse piu' che mai, la geopolitica influenza direttamente i flussi commerciali, le catene di approvvigionamento, la politica industriale, la sicurezza energetica, la spesa per la difesa, la politica fiscale, l'inflazione e la crescita.

In altre parole, la geopolitica e' ormai un fattore economico fondamentale. Di conseguenza, rappresenta un elemento sempre piu' importante anche nelle decisioni di investimento.

Le strategie di investimento passive erano particolarmente adatte a un contesto caratterizzato da un basso rischio geopolitico, da bilanci delle banche centrali abbondanti e da una volatilita' contenuta. Quel contesto non esiste piu'. Al suo posto si e' creato un ambiente in cui il rischio e' distribuito in modo disomogeneo, dando vita a chiari vincitori e vinti tra paesi, settori e asset class.

Per orientarsi in questo contesto di dispersione occorre flessibilita': la capacita' di ruotare, adeguarsi e sfruttare le dislocazioni che un indice passivo, per sua stessa natura, non e' in grado di cogliere. A nostro avviso, gli approcci agili e multisettoriali sono quelli piu' adatti a questo contesto, in cui sara' di fondamentale importanza valutare il rischio in modo oggettivo. Gli investitori vincenti dovranno saper distinguere tra diversi settori e tipologie di strumenti, nonche' tra diversi profili di liquidita', per selezionare le migliori opportunita', ponderate per il rischio, in grado di generare rendimenti.

Partire dalle condizioni iniziali Si e' portati a guardare alla recente volatilita' causata dai conflitti attraverso la lente dell'inizio del 2022, quando la Russia ha invaso l'Ucraina. Lo shock energetico di quell'anno ha colpito un'economia globale post-pandemia caratterizzata da squilibri accumulati, mentre i rendimenti obbligazionari erano vicini ai minimi storici. Con l'impennata dell'inflazione, azioni e obbligazioni hanno subito un calo simultaneo, le correlazioni tra le diverse asset class sono aumentate vertiginosamente e la diversificazione sembrava svanire proprio nel momento in cui era piu' necessaria.

La differenza fondamentale tra allora e oggi risiede nel livello di partenza dei rendimenti. Oggi i rendimenti obbligazionari sono molto piu' elevati rispetto al 2022, offrendo agli investitori un margine di sicurezza ben maggiore. Di conseguenza, anche durante le recenti fasi di stress, il reddito fisso ha dimostrato una maggiore capacita' di assorbire gli shock.

* Cio Strategie non tradizionali di Pimco ** Head of Emerging Market Portfolio Management di Pimco.

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(RADIOCOR) 02-05-26 13:39:20 (0212) 5 NNNN

 


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