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Pimco: la cautela e' protagonista della riunione della Fed di marzo - PAROLA AL MERCATO

di Tiffany Wilding* e Graeme Westwood** (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 mar - A marzo la Federal Reserve ha mantenuto invariato il tasso di riferimento al 3,5%-3,75%, un esito ampiamente previsto dato che i policymaker hanno dovuto affrontare un contesto macroeconomico insolitamente complesso. Le modeste revisioni al rialzo delle proiezioni sull'inflazione a breve termine suggeriscono che i funzionari della Fed considerino il recente shock dell'offerta energetica come un fenomeno in gran parte transitorio, piuttosto che come un fattore scatenante di pressioni inflazionistiche persistenti.

Nel complesso, la Fed ha manifestato una continua prudenza riguardo alla tempistica dei futuri tagli dei tassi. Il percorso mediano continua a indicare un allentamento monetario nel lungo periodo, ma i funzionari sembrano intenzionati ad attendere maggiore chiarezza sulla persistenza dei recenti shock dei prezzi del petrolio. Questa cautela riflette l'incertezza che circonda il conflitto in l'Iran e i rischi legati all'approvvigionamento energetico globale, nonche' i dubbi sul fatto che i prezzi piu' elevati del petrolio rimangano tali solo temporaneamente o si ripercuotano in modo piu' duraturo sui salari statunitensi e sulle aspettative di inflazione.

Alla luce dei rischi su entrambi i fronti del doppio mandato, insieme alle proiezioni aggiornate e alle comunicazioni della Fed, continuiamo a prevedere che la Fed mantenga i tassi invariati per gran parte del 2026, prima di riprendere il ciclo di allentamento verso un tasso di interesse neutrale appena superiore al 3%.

Lo shock energetico e' di un bilancio dei rischi Il conflitto militare in Medio Oriente ha accresciuto il rischio di un significativo shock globale nell'approvvigionamento energetico.

Sebbene la Fed tenda a guardare oltre le oscillazioni dei prezzi dell'energia nel valutare le pressioni inflazionistiche di fondo, l'attuale contesto e' piu' complesso, vista la recente esperienza dell'economia con un'inflazione superiore all'obiettivo. Di conseguenza, alcuni funzionari sembrano piu' sensibili al rischio che aumenti persistenti dei prezzi dell'energia possano disancorare le aspettative di inflazione o influenzare i meccanismi di determinazione dei salari. Nella sua conferenza stampa, il presidente della Fed Jerome Powell ha inoltre osservato che l'evoluzione degli Stati Uniti verso un ruolo di esportatore netto di energia potrebbe attenuare l'impatto negativo sull'attivita' economica derivante da prezzi del petrolio piu' elevati, poiche' aumenti sostenuti potrebbero stimolare ulteriori investimenti nel settore energetico nazionale.

Allo stesso tempo, l'economia statunitense ha affrontato questa crisi con una crescita del reddito reale sottostante piu' debole e un mercato del lavoro che appariva meno solido di quanto suggerissero i dati complessivi sul PIL, dato che i recenti dati sull'occupazione e sulle ore lavorate complessive indicavano un mercato del lavoro in fase di stagnazione. A nostro avviso, queste vulnerabilita' del mercato del lavoro rappresentano un rischio piu' concreto alla luce dell'aumento dell'attivita' nel breve termine sostenuto dai rimborsi fiscali. Alcuni funzionari della Fed sembrano condividere questa visione, rafforzando l'idea di un approccio prudente piuttosto che di un inasprimento preventivo.

Questa prospettiva trova ulteriore conferma nella composizione della crescita registrata negli ultimi tempi. Il PIL statunitense e' stato trainato in misura sproporzionata dagli aumenti di produttivita' piuttosto che dall'impiego di manodopera o dalla domanda sottostante. Con l'attenuarsi degli effetti dei dazi e una forte produttivita' che contribuisce a contenere i costi unitari del lavoro, riteniamo che le probabilita' di un nuovo inasprimento siano basse, opinione condivisa da Powell nella sua conferenza stampa.

Le proiezioni aggiornate mostrano cautela e convergenza La versione aggiornata del 'Summary of Economic Projections' della Fed fornisce ulteriori indicazioni su come i funzionari valutano i rischi attuali. Si prevede che l'aumento dei prezzi dell'energia faccia salire l'inflazione headline nel breve termine e possa spingere leggermente al rialzo l'inflazione core, ma le proiezioni indicano ripercussioni limitate sulla crescita del PIL o sulle condizioni del mercato del lavoro.

La crescita trainata dalla produttivita' rimane un elemento centrale delle prospettive economiche. L'elevata produttivita' contribuisce a spiegare perche' la crescita statunitense abbia mantenuto la propria resilienza nonostante l'indebolimento della crescita del reddito reale e il rallentamento della domanda di manodopera; dal punto di vista dell'inflazione, la produttivita' tende a fungere da contrappeso alle pressioni sui costi, favorendo nel tempo la disinflazione anche quando l'inflazione headline e' temporaneamente spinta al rialzo dai prezzi dell'energia.

*economista di PIMCO **economista di PIMCO.

Red-

(RADIOCOR) 21-03-26 12:46:52 (0252) 5 NNNN

 


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