Pictet AM: i mercati ostaggio della geopolitica - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 23 apr - L'attuale shock energetico presenta caratteristiche diverse rispetto alla crisi del 2022, dal momento che risulta piu' limitato a livello settoriale e tendenzialmente transitorio.
Tuttavia, anche alla luce dei consueti ritardi di trasmissione (12-18 mesi) delle decisioni delle banche centrali all'economia, l'efficacia della politica monetaria appare ridotta. La conseguenza e' che l'adozione di interventi restrittivi rischia di produrre effetti pro-ciclici in una fase in cui la crisi potrebbe gia' essersi riassorbita, come suggerito peraltro dalla backwardation delle curve energetiche.
Sul piano fiscale, invece, non emergono le condizioni per misure espansive di ampia scala analoghe a quelle post-pandemiche (con il Next Generation Eu) o al pacchetto da 2 trilioni di dollari dell'amministrazione Biden. Inoltre, alcune misure mirate - come la riduzione delle accise sui carburanti in Italia, Spagna e Germania - contribuiscono a mitigare il rischio di una fiammata inflattiva. Le stime indicano un impatto sulla crescita europea pari a circa -0,7% in caso di aumento permanente del prezzo del petrolio del 50%, ridotto a circa -0,2% in uno scenario di crisi limitata ad un trimestre. Negli Stati Uniti, grazie all'autosufficienza energetica, l'impatto sulla crescita risulta trascurabile.
Inflazione e tassi reali Per quanto riguarda l'inflazione, l'impatto stimato e' di circa un +0,8% per l'Eurozona e +0,9% per gli Stati Uniti, con un picco attorno al 3% in Eurozona e al 4% negli Usa, prima di un graduale rientro. Le previsioni finali indicano dunque un'inflazione media al 2,4-2,6% in Europa e al 3% negli Usa, evidenziando una dinamica stagflattiva gestibile, soprattutto in presenza di una core inflation relativamente stabile.
Le reazioni delle banche centrali sono differenziate: la Federal Reserve mantiene un approccio piu' bilanciato tra crescita e inflazione, mentre la Bce, vincolata al mandato della stabilita' dei prezzi, e' percepita dal mercato come piu' incline a interventi restrittivi, con aspettative che hanno incluso fino a tre rialzi dei tassi. Poiche' riteniamo una restrizione monetaria subottimale nel fronteggiare uno shock di offerta energetica, sia per mancanza di selettivita' che per il timing asincrono (dai cosiddetti 'lags') con cui la politica monetaria farebbe sentire i suoi effetti restrittivi, pensiamo che persino la BCE effettuera' al massimo un rialzo 'dimostrativo' (ovvero orientato a tenere sotto controllo le aspettative d'inflazione).
Un elemento critico riguarda l'andamento dei tassi reali, che si collocano stabilmente al di sopra dei livelli di neutralita' stimati (circa 0% per l'Eurozona e 1% per gli Usa). Questo disallineamento, difficilmente spiegabile con i fondamentali macroeconomici, suggerisce la presenza di un premio per il rischio legato a fattori strutturali, tra cui la transizione energetica e il potenziale aumento della spesa militare nel Vecchio Continente. A questi livelli, in ogni caso, i rendimenti a medio-lungo dei titoli di Stato europei iniziano ad offrire rendimenti interessanti.
Asset allocation: neutrali sulle azioni, interesse verso i bond europei In termini di asset allocation, il contesto ha favorito un approccio prudente e flessibile. Il comparto obbligazionario, dopo le recenti correzioni, appare relativamente piu' attraente, mentre sull'equity si osserva una progressiva riduzione dell'esposizione diretta a favore di strategie opzionali. La resilienza dell'azionario e' sostenuta dalla solidita' degli utili, che riflettono una crescita economica ancora robusta nonostante il contesto avverso. Tuttavia, il recente recupero dei prezzi ha ridotto i margini di valutazione, limitando il potenziale di upside nel breve termine.
Nel complesso, emerge una configurazione di mercato caratterizzata da elevata incertezza e possibili cambiamenti di regime, in particolare per l'Europa. L'aumento dei tassi reali e la necessita' di investimenti strutturali in energia e difesa suggeriscono un contesto piu' complesso rispetto al passato, in cui la componente geopolitica resta determinante per le scelte di investimento.
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(RADIOCOR) 23-04-26 15:13:01 (0534) 5 NNNN