Pharus: incertezza e pessimismo, perche' il mercato potrebbe sorprendere al rialzo - PAROLA AL MERCATO
del team di gestione di Pharus (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mar - La settimana sui mercati e' stata dominata da un intreccio complesso di fattori macro e geopolitici, con un elemento centrale, ovvero la crescente incertezza e un incremento della volatilita'.
Da un lato, il conflitto in Medio Oriente continua a rappresentare il principale driver di volatilita'. Il punto chiave resta lo Stretto di Hormuz, da cui transita circa il 20% dell'offerta globale di petrolio. Le tensioni in quell'area hanno spinto il prezzo del greggio sopra i 100 dollari al barile, riaccendendo immediatamente i timori inflazionistici e mettendo sotto pressione sia i mercati azionari che obbligazionari.
Dall'altro lato, la Federal Reserve che si trova in una posizione estremamente delicata. Poche riunioni come l'ultima nella storia recente hanno presentato al FOMC una serie di segnali contrastanti piu' scomodi di quelli dell'ultima riunione in cui la banca centrale americana ha mantenuto i tassi invariati nel range 3,50%-3,75%, ma ha rivisto al rialzo le stime di inflazione al 2,7% alzandole dello 0.3% rispetto alla riunione di dicembre, segnalando chiaramente che lo shock energetico potrebbe rallentare il percorso di rientro dell'inflazione.
Questo ha avuto un impatto diretto sui mercati e sulle aspettative circa l'evoluzione dei tassi di interesse. Prima della crisi in Iran, i mercati delle opzioni indicavano una probabilita' implicita di appena il 7% di aumenti dei tassi da parte della FED nel 2026, ora questa percentuale e' salita al 35%.
Il fatto che i tassi salgano ha implicazioni importanti anche per le azioni, quando il costo del denaro aumenta, il valore attuale dei flussi di cassa futuri si riduce, comprimendo i multipli e facendo scendere le azioni.
La Fed si trova oggi stretta tra due forze opposte. Da un lato, un possibile impulso inflazionistico legato all'energia, dall'altro, segnali di rallentamento dell'economia, crescita debole, consumi meno dinamici e un mercato del lavoro che sta iniziando a perdere slancio.
E' il classico scenario da 'policy dilemma': intervenire tagliando i tassi per sostenere la crescita rischia di alimentare l'inflazione, mentre mantenere una politica restrittiva (ovvero non tagliare o addirittura aumentare i tassi) rischia di frenare ulteriormente l'economia.
In questo contesto, i mercati stanno cercando di prezzare una variabile che, per definizione, e' imprevedibile: la durata del conflitto. Piu' la guerra si prolunga, maggiore sara' l'impatto su inflazione, crescita e politica monetaria. Passa tutto dalla durata del conflitto.
E' una situazione complessa, e i mercati lo stanno capendo, infatti iniziano a emergere anche segnali piu' tecnici ma molto importanti. Uno su tutti e' l'allargamento degli spread creditizi ovvero il rialzo dei rendimenti sui bond societari.
Questo e' un indicatore che spesso passa sotto traccia, ma e' fondamentale. Perche' il credito e' la linfa del sistema economico. Quando gli spread iniziano ad allargarsi, come stanno facendo in questo momento, significa che il mercato sta prezzando un aumento del rischio e un irrigidimento delle condizioni finanziarie. Storicamente, queste dinamiche non sono mai da sottovalutare, perche' tendono ad anticipare fasi piu' difficili per l'azionario. Molto spesso i maggiori cali dell'azionario sono stati preceduti da un calo del mercato dei bond corporate, ed analizzando queste dinamiche emergerebbe quindi un potenziale elemento di cautela (anche se come si vede dal grafico l'allargamento degli spread non puo' essere al momento considerato significativo).
Detto questo, pero', bisogna evitare di cadere in una lettura unidirezionale e pessimistica e per fare questo vale la pena fare un passo indietro e guardare un altro elemento chiave: il sentiment. Perche' al di la' delle notizie, quello che spesso conta davvero sui mercati e' come gli investitori sono posizionati.
Oggi ci troviamo in una situazione piuttosto interessante. Il livello di pessimismo e' molto elevato.
Red-
(RADIOCOR) 28-03-26 17:41:04 (0422) 5 NNNN