PGIM: riorganizzarsi nella nebbia della guerra - PAROLA AL MERCATO
di Robert Tipp* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 apr - Il quarto anno del mercato rialzista delle obbligazioni e' iniziato con calma, sebbene con una serie di preoccupazioni persistenti.
Gli investimenti in AI stavano trainando un'impennata delle emissioni a lungo termine, tra persistenti dubbi sulla futura generazione di ricavi e sui potenziali impatti economici negativi. Nel frattempo, alcuni 'incidenti' sul fronte del credito hanno sollevato la domanda: si tratta di episodi isolati o dell'inizio di un vero e proprio ciclo del credito che potrebbe travolgere i fondi privati, le BDC e i CLO, rappresentando potenzialmente anche un rischio sistemico per l'espansione economica? A queste preoccupazioni si e' aggiunta, se non addirittura ha preso il sopravvento, la guerra. Prima dell'annuncio del cessate il fuoco, la maggior parte delle reazioni del mercato andava in direzioni prevedibili: azioni in calo, rendimenti dei titoli di Stato e dollaro in rialzo, spread in espansione, con il petrolio (Brent circa +80%) e il gas europeo (circa +70%) che registravano le oscillazioni piu' marcate.
Cosa ci aspetta dopo il 'cessate il fuoco'? Data l'imprevedibilita' del conflitto fino ad oggi e la potenziale fragilita' del cessate il fuoco del 7 aprile, i nostri economisti hanno elaborato due scenari opportunamente denominati 'avverso' e 'meno avverso'. In entrambi i casi, rispetto alle condizioni prebelliche, i fondamentali sono tutti peggiori, con un'elevata incertezza, un'inflazione piu' alta e deficit piu' consistenti per finanziare gli stimoli fiscali e la spesa per la difesa.
Gli orologi delle banche centrali corrono al doppio della velocita' Alla fine del 2025, la crescita proseguiva e l'inflazione rimaneva al di sopra dell'obiettivo. Di conseguenza, il nostro 'orologio delle banche centrali' indicava che gli istituti centrali stavano passando dai tagli alla fase di aumento dei tassi del ciclo.
Da allora, la spinta al rialzo sull'inflazione causata dal conflitto ha accelerato il ciclo, anticipando in generale il calendario dei rialzi dei tassi da parte delle banche centrali. In particolare, le banche centrali con mandati singoli (cioe' esclusivamente incentrati sull'inflazione), come la BCE, probabilmente procederanno a un rialzo quest'anno. Con il suo doppio mandato di piena occupazione e inflazione al 2%, la Federal Reserve statunitense si colloca chiaramente all'estremita' accomodante dello spettro. Sebbene il peggioramento delle prospettive di inflazione sia evidente, la Fed dovrebbe astenersi dai rialzi, dati i rischi al ribasso per la crescita. In definitiva, i mercati sono passati dallo scontare tagli dei tassi all'anticipare un tasso dei Fed funds invariato nei prossimi trimestri.
A parte l'incertezza, tutto sommato, le aspettative dei mercati sui tassi di politica monetaria sembrano, rispetto alle nostre previsioni, leggermente piu' restrittive.
L'impegno delle banche centrali a riportare l'inflazione al target potrebbe essere frenato dai timori di un rallentamento della crescita causati dalla guerra.
Tassi a lungo termine: elevati e con andamento laterale Sebbene il trend al rialzo dell'inflazione a livello mondiale rappresenti un fattore negativo per il mercato obbligazionario, gli investitori sembrano fiduciosi che le banche centrali riusciranno a contenere l'inflazione. Cio' e' evidente negli swap sull'inflazione, nonche' nel movimento sempre piu' contenuto dei tassi a lungo termine dalla fine del 2022. Cio' avvalora l'opinione secondo cui i tassi di interesse potrebbero essere vicini a livelli di equilibrio di lungo periodo che potrebbero non solo tenere conto del livello di crescita e di inflazione, ma potrebbero anche includere un premio per gli elevati disavanzi pubblici e le massicce emissioni.
Settori a spread: l'inizio della fine o un'opportunita' di acquisto? In una certa misura, i nostri timori riguardo ai prodotti a spread si sono concretizzati. Trovandosi ai livelli piu' bassi dei range storici, gli spread erano esposti al rischio di uno shock, come lo scoppio della guerra in Medio Oriente.
Inoltre, i rischi preesistenti la guerra, legati all'intelligenza artificiale e al credito privato, non solo permangono, ma potrebbero addirittura aggravarsi a causa del conflitto.
*chief investment strategist, fixed income e head of global bonds di PGIM.
Red-
(RADIOCOR) 19-04-26 13:20:51 (0264) 5 NNNN