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Ofi Invest AM: perche' l'Europa e' meglio posizionata degli Usa contro l'inflazione da shock energetico - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 25 apr - Purtroppo, ad oggi e' molto difficile capire quale strada prenderanno le banche centrali, poiche' la probabilita' che si verifichino gli effetti a catena di cui sopra dipende da numerosi fattori tra cui la durata dello shock, ma anche il mix di fonti energetiche di cui si serve un sistema economico, le condizioni macroeconomiche antecedenti - soprattutto in termini di tassi d'interesse base, tasso d'inflazione e aspettative sull'inflazione - e altri apparentemente meno collegati, come l'andamento del mercato del lavoro, la reazione della politica fiscale e la possibilita' che si verifichino shock indipendenti in simultanea.

Tuttavia, studi empirici hanno dimostrato che l'impatto inflazionistico di uno shock petrolifero e' di gran lunga maggiore quando l'inflazione e' gia' elevata, quando il mercato del lavoro e' ristretto e quando la politica fiscale e' espansiva. Inoltre, se e' vero che famiglie e imprese sono piu' vulnerabili all'inflazione rispetto al periodo precedente alla pandemia di Covid-19, a differenza del 2022 non si registra inflazione da domanda e i tassi di interesse di riferimento sono neutrali o restrittivi (tranne che in Giappone).

Pertanto, con un'inflazione iniziale in linea con l'obiettivo e una politica fiscale piu' neutrale, le condizioni iniziali appaiono meno rischiose nell'Eurozona rispetto agli Stati Uniti. Cio' significa che, secondo noi di Ofi Invest AM, la Banca Centrale Europea ha la possibilita' di assumere una posizione attendista, aspettando ulteriori dati sull'impatto dello shock energetico. Detto questo, non si puo' escludere la possibilita' di rialzi dei tassi per gestire gli effetti secondari, in particolare se la situazione non dovesse tornare alla normalita' entro giugno. Per quanto riguarda la Federal Reserve, invece, il lieve allentamento dei tassi di interesse di riferimento che ci aspettava per la seconda meta' di questo 2026 sara' verosimilmente posticipato se l'aumento dei prezzi dell'energia facesse nuovamente allontanare l'inflazione dall'obiettivo.

*Head of Macroeconomic Research and Strategy di Ofi Invest AM "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 25-04-26 13:36:43 (0277) 5 NNNN

 


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