Nuveen: Fed e Bce, perche' il "wait-and-see" vincera' sulla retorica dei rialzi - PAROLA AL MERCATO
di Laura Cooper * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 18 mar - I mercati hanno rapidamente rivalutato i rischi di inasprimento della politica monetaria da parte delle banche centrali in risposta all'ultimo shock geopolitico. Tuttavia, questa mossa appare prematura. Con l'inflazione che in molti mercati sviluppati e' vicina ai target e lo slancio della crescita in rallentamento, e' piu' probabile che i responsabili politici adottino un atteggiamento attendista piuttosto che riprendere la retorica sui rialzi dei tassi.
Il punto chiave su cui si sta concentrando il dibattito e' se il conflitto possa generare un impulso inflazionistico transitorio o uno shock energetico piu' persistente. Finora i mercati si sono concentrati principalmente sul canale dell'inflazione, trascurando in gran parte l'impulso negativo sulla crescita che i prezzi piu' elevati dell'energia generano tipicamente.
Il posizionamento ha amplificato la recente ondata di selloff sui tassi a breve termine, con gli investitori che si sono trovati ad affrontare lo shock mentre erano fortemente orientati verso un allentamento in Europa e nel Regno Unito.
Ma il pricing implicito del mercato per gli aumenti dei tassi nel 2026 sembra ora eccessivo: 1.Le pressioni inflazionistiche sono meno forti rispetto allo shock energetico del 2022 Il contesto inflazionistico odierno e' fondamentalmente diverso dalla situazione post-pandemia che ha costretto le banche centrali a cicli di inasprimento aggressivi.
L'inflazione nella maggior parte dei 31 mercati sviluppati che monitoriamo si e' gia' avvicinata agli obiettivi delle banche centrali. Sebbene i prezzi piu' elevati delle materie prime possano temporaneamente far salire l'inflazione complessiva (headline), l'effetto netto e' meno chiaro: l'aumento dei costi energetici pesa contemporaneamente sui redditi reali e sulla domanda.
In questo senso, lo shock petrolifero e' piu' probabile che ritardi il processo di disinflazione piuttosto che riavviare un ciclo inflazionistico sostenuto.
A differenza del 2022, quando le banche centrali erano chiaramente in ritardo rispetto all'andamento dell'inflazione, oggi i decisori politici hanno una maggiore flessibilita' per valutare se lo shock si rivelera' persistente prima di calibrare la propria risposta. I recenti commenti della Fed e della Bce hanno sottolineato l'incertezza riguardo alle modalita' di trasmissione degli shock geopolitici all'economia, enfatizzando la necessita' di cautela.
2.I rischi per la crescita rimangono il limite principale I tagli dei tassi non dovrebbero essere esclusi, in particolare per la Bank of England, dove l'equilibrio della politica monetaria rimane delicato.
I dati recenti indicano gia' una perdita di slancio nell'economia UK, con la crescita che ha subito una battuta d'arresto all'inizio dell'anno. Le condizioni del mercato del lavoro si sono indebolite, la crescita dei salari si sta raffreddando e l'inflazione dei servizi ha iniziato a rallentare.
In questo contesto, uno shock inflazionistico legato all'energia comprimerebbe ulteriormente i redditi reali delle famiglie e rafforzerebbe il rallentamento della domanda, piuttosto che giustificare una politica piu' restrittiva. Con le condizioni finanziarie gia' in fase di inasprimento, Bailey e colleghi manterranno probabilmente un atteggiamento cauto e dipendente dai dati. Cio' rafforza la nostra preferenza per un irripidimento della curva dei Gilt.
Per gli Stati Uniti, anche se i prezzi del petrolio dovessero rimanere ai livelli attuali fino alla fine dell'anno, stimiamo che l'inflazione core potrebbe aumentare di circa 0,3 ppt, ma il corrispondente rallentamento della crescita potrebbe avvicinarsi a un livello simile. Un tale compromesso rafforzerebbe probabilmente le ragioni a favore di un graduale allentamento da parte della Fed piuttosto che di un nuovo inasprimento, con rischi orientati verso ulteriori tagli nel 2027.
La riunione della Bce di questa settimana e' la piu' attesa da mesi. Saranno osservati gli scenari di crescita e inflazione, e qualsiasi segnale restrittivo metterebbe in discussione il nostro scenario di base di una pausa prolungata della politica monetaria. Sebbene il contesto inflazionistico favorevole dia alla Bce spazio per ignorare lo shock, il ricordo del 2022 potrebbe essere ancora troppo fresco nella mente dei banchieri centrali e degli operatori di mercato, aumentando il rischio che la Bce inasprisca la politica in un contesto di rallentamento.
3.Le banche centrali non possono risolvere lo shock dell'offerta Gli aumenti dei tassi non possono aumentare l'offerta di petrolio, ma possono solo sopprimere la risposta della domanda all'aumento dei prezzi, aggravando il rallentamento della crescita. Gran parte dell'adeguamento allo shock energetico avviene quindi in modo organico.
La questione cruciale per i decisori politici e' se l'aumento dei costi energetici rischi di disancorare le aspettative di inflazione o se lo shock si riveli, in ultima analisi, transitorio. Anche in uno scenario grave che comporti interruzioni prolungate attraverso lo Stretto di Hormuz, e' improbabile che le aspettative di inflazione perdano il loro ancoraggio.
Conclusione: atteggiamento paziente, mentre i rischi geopolitici fanno il loro corso Gli operatori di mercato monitorano attentamente i volumi di spedizione attraverso lo Stretto, dove persino flussi modesti di navi cisterna hanno iniziato a spingere i mercati petroliferi al ribasso, rendendo l'attivita' di transito un segnale chiave di de-escalation in tempo reale. Tuttavia, permangono rischi di coda, con la durata del conflitto che determinera', in ultima analisi, gli impatti sull'inflazione e sulla crescita.
Il nostro scenario di base presuppone una graduale normalizzazione dei flussi petroliferi nelle prossime settimane, con i prezzi dell'energia che forniranno un modesto impulso inflattivo. Un contesto che giustifica un atteggiamento paziente delle banche centrali e non una rinnovata retorica di rialzo dei tassi.
* Global Investment Strategist and Head of Macro Credit, Nuveen "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.
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(RADIOCOR) 18-03-26 13:29:08 (0322) 5 NNNN