MUFG Bank: preview Bce, una pausa da falco? - PAROLA AL MERCATO
di Henry Cook* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 mar - La BCE dovrebbe lasciare invariato il tasso sui depositi al 2,00% per la sesta riunione consecutiva. Non vi sara' alcuna urgenza immediata di modificare la politica monetaria in un contesto di cosi' elevata incertezza. Ci aspettiamo che il comunicato sia relativamente equilibrato, con il mantenimento di un orientamento guidato dai dati e deciso di riunione in riunione. La BCE probabilmente abbandonera' il motto del 'good place', ma sottolineera' che la politica era ben impostata entrando in questa crisi.
I funzionari saranno attenti a evitare che cio' venga interpretato come compiacenza. Ci aspettiamo un tono piu' deciso durante la conferenza stampa riguardo all'impegno della BCE per la stabilita' dei prezzi. I recenti commenti dei funzionari suggeriscono che il baricentro si sia gia' spostato in una direzione piu' restrittiva. I policymaker temono che un ulteriore shock energetico possa generare cambiamenti strutturali nelle aspettative, trasmettendosi alle pressioni inflazionistiche di fondo. Lagarde ha dichiarato che la BCE 'fara' tutto il necessario per garantire che l'inflazione sia sotto controllo' e probabilmente ribadira' questo messaggio anche questa settimana. L'influente esponente piu' rigorista Schnabel ha parlato di 'cicatrici' lasciate dal precedente episodio di alta inflazione e della necessita' di restare vigili, un sentimento che sembra condiviso anche da diversi altri funzionari.
La retorica piu' restrittiva emersa dalla BCE e' coerente con la nostra view secondo cui i funzionari saranno almeno in parte piu' preoccupati per i rischi legati all'inflazione (ossia aspettative disancorate) e meno per i rischi di recessione rispetto al 2022. Tuttavia, vi e' anche la consapevolezza che il contesto allora fosse diverso, caratterizzato da carenze di manodopera, catene di approvvigionamento globali frammentate, domanda in ripresa dopo la pandemia e livelli elevati di risparmio delle famiglie. I membri piu' accomodanti metteranno in guardia dal combattere di nuovo la guerra precedente e sosterranno la necessita' di pazienza.
Aumenti dei tassi sono plausibili Il nostro scenario centrale resta quello di una BCE ferma quest'anno, con un minore spazio per effetti secondari rispetto al 2022. Tuttavia, come la maggior parte degli osservatori, abbiamo una minore convinzione sulla possibilita' di una rapida de-escalation in Medio Oriente e ci stiamo preparando a un'interruzione prolungata delle forniture energetiche. Prezzi del petrolio piu' elevati faranno aumentare in modo meccanico e rapido i tassi di inflazione. I prezzi alla pompa di benzina sono aumentati sensibilmente e aggiungeranno circa 25 punti base all'inflazione headline, indicando un moderato sforamento nei prossimi mesi: l'inflazione nell'area euro potrebbe ora avvicinarsi al 2,5% nei mesi a venire. Questo mettera' a disagio molti funzionari.
Al momento della stesura, i partecipanti del mercato prezzano circa 40 punti base di inasprimento nel corso dell'anno. Il nostro team valutario non ritiene che cio' impedira' un ulteriore indebolimento dell'euro (che amplificherebbe le pressioni inflazionistiche), considerato il piu' ampio shock negativo sui termini di scambio che colpisce le economie europee a causa dell'aumento dei costi delle importazioni energetiche.
Riteniamo che rialzi dei tassi siano plausibili. Con l'attuale orientamento neutrale, la BCE non dispone dello stesso margine per attendere rispetto alle banche centrali che mantengono ancora una politica in territorio restrittivo (ad esempio la BoE). Se la BCE dovesse ritenere giustificato un ulteriore irrigidimento, fatichiamo a vedere un rialzo di 25 punti base come un intervento 'una tantum'. Un tasso sui depositi al 2,25% rientrerebbe ancora nella stima della BCE dell'intervallo neutrale (1,75-2,25%). Ci aspetteremmo quindi un aumento almeno fino al 2,50%. Tale livello fornirebbe un segnale piu' forte dell'intenzione di contrastare eventuali derive al rialzo delle aspettative di inflazione.
Per ora, il messaggio chiave sara' 'wait and see'. Guardando avanti, riteniamo che i funzionari vorranno vedere almeno alcune evidenze persistenti di rischi secondari e una tenuta dell'attivita' nei dati di indagine. Questo renderebbe giugno la prima finestra plausibile per un rialzo, anche se la seconda meta' dell'anno appare piu' probabile.
*Senior Europe Economist di MUFG Bank.
Red-
(RADIOCOR) 17-03-26 16:25:34 (0473) 5 NNNN