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Mufg Bank: le banche centrali affrontano il ritorno dei rischi di stagflazione - PAROLA AL MERCATO -2-

(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 11 mar - La nostra valutazione iniziale e' stata che gli sviluppi della scorsa settimana significassero che la Bce fosse sostanzialmente ancora piu' 'in pausa'. Lo scenario di base rimane quello di una politica monetaria invariata, nell'ipotesi di un credibile allentamento del conflitto con l'Iran nelle prossime settimane e di un aumento dell'inflazione annuale quest'anno a un livello tollerabile di circa il 2,3%.

La precedente previsione della Bce sull'inflazione indicava un lieve undershoot. I policymaker hanno chiarito che questo e' accettabile, e lo stesso dovrebbe valere nel caso di un lieve overshoot.

Ma un rialzo quest'anno e' plausibile, alla luce dei recenti commenti di alcuni funzionari che suggeriscono una disponibilita' ad adeguare l'attuale orientamento se necessario. Prima del conflitto, vedevamo i rischi orientati verso una 'calibrazione' al ribasso dei tassi. Con la stessa logica, un rialzo e' ipotizzabile se prezzi dell'energia piu' elevati dovessero mantenersi e le prospettive di inflazione dovessero trasformarsi in un overshoot piu' significativo.

L'asticella e' piu' alta: inasprire la politica monetaria durante uno shock dell'offerta comporterebbe maggiori rischi di credibilita' rispetto a prolungare il precedente ciclo di allentamento.

La Bce ha gia' riportato i tassi a un livello neutrale, il che potrebbe rendere piu' difficile mantenere una posizione attendista rispetto ad altre banche centrali. I policymaker potrebbero perdere la calma e aumentare i tassi se l'inflazione dovesse salire, ad esempio, oltre il 2,5% e le aspettative delle famiglie dovessero aumentare, soprattutto se la crescita rimanesse nel complesso resiliente. Va ricordato che il sostegno fiscale tedesco sta iniziando a entrare in vigore e fornira' un effetto di attenuazione.

Un euro piu' debole potrebbe sostenere la domanda di esportazioni ma non aiuterebbe per quanto riguarda le pressioni sui prezzi. Vale anche la pena ricordare che la possibilita' che la deviazione dei flussi commerciali pesi sull'inflazione (che avevamo indicato come un fattore che inclinava i rischi in senso piu' accomodante) si e' ridotta dopo la sentenza sull'Ieepa.

BoE: i rischi di effetti secondari sostengono un approccio piu' cauto a ulteriori allentamenti La BoE adottera' un atteggiamento 'wait and see' e quasi certamente lascera' i tassi invariati alla riunione di politica monetaria della prossima settimana. Ci aspettiamo una decisione relativamente compatta. Prevediamo un voto 8-1 a favore di nessun cambiamento, con un solo voto contrario a favore di un taglio. Sembra troppo presto perche' eventuali falchi escano allo scoperto e spingano per un rialzo.

La BoE ha piu' margine di manovra rispetto alla Bce per adottare un approccio paziente e passivo, dato che i tassi si trovano attualmente in territorio (moderatamente) restrittivo. Il sistema britannico di tetto ai prezzi dell'energia proteggera' inizialmente anche i consumatori, con i recenti movimenti dei prezzi all'ingrosso del gas destinati a riflettersi nel tetto di Ofgem solo a partire da luglio. Ci sono state inoltre alcune indicazioni da parte del Cancelliere secondo cui interventi di politica fiscale potrebbero compensare l'impatto inflazionistico dei prezzi energetici piu' elevati.

Anche la debolezza del mercato del lavoro nell'economia restera' rilevante e l'incertezza geopolitica e' probabilmente un ulteriore fattore di freno alle assunzioni, al margine. Prima del conflitto, la nostra previsione era di altri due tagli fino a un tasso terminale del 3,25% e manteniamo questa valutazione in vista della prossima riunione, pur riconoscendo i rischi evidenti riguardo ai tempi e all'entita' di ulteriori allentamenti.

Vediamo ancora un certo margine per un taglio ad aprile, ma richiederebbe una credibile de-escalation geopolitica tra oggi e allora, oltre a dati piu' deboli sul mercato del lavoro (il prossimo pacchetto di dati sara' pubblicato la prossima settimana).

L'incertezza politica nel Regno Unito resta elevata, dato il carattere frammentato del Mpc. Le opinioni del governatore Bailey restano fondamentali. Esiste una forte componente falco che in precedenza ha sottolineato i rischi legati a possibili cambiamenti strutturali nel comportamento di formazione di prezzi e salari. Il modo in cui Bailey inquadrera' la discussione sulle aspettative di inflazione delle famiglie ha il potenziale per influenzare fortemente le aspettative di mercato.

* Senior Europe Economist di Mufg Bank "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 11-03-26 15:20:48 (0496) 5 NNNN

 


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