Moneyfarm: Fed in pausa tra inflazione, rischi energetici e incertezza sui tassi - PAROLA AL MERCATO
di Richard Flax* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 1 mag - La decisione della Federal Reserve di mantenere i tassi di interesse invariati nell'intervallo 3,5%-3,75% riflette la posizione di una banca centrale che si trova a operare in un contesto complesso, sospesa tra segnali ancora parziali di disinflazione e il riemergere di rischi geopolitici. Gli ultimi dati sull'inflazione, che hanno evidenziato un aumento dell'indice headline dal 2,4% di febbraio al 3,3% di marzo, iniziano infatti a incorporare l'impatto del rialzo dei prezzi energetici a seguito dell'escalation del conflitto con l'Iran, contribuendo a spiegare l'approccio prudente adottato dai policymaker Usa.
Sebbene la Fed continui ad attribuire maggiore rilevanza alla misura di inflazione PCE, suo indicatore di riferimento, i dati CPI hanno mostrato una nuova persistenza proprio nel momento in cui i mercati iniziavano a prezzare una fase di allentamento della politica monetaria. Nonostante sia soltanto la fine di aprile, la sequenza di market mover e' stata particolarmente intensa, tra il riaccendersi delle tensioni in Medio Oriente, lo shock energetico e il rapido riposizionamento delle aspettative sui tassi di interesse, in un contesto in cui le principali banche centrali continuano ad individuare nei rischi inflazionistici il principale vincolo alle loro decisioni.
Per gli investitori, il messaggio chiave e' che il percorso verso tassi piu' bassi sara' probabilmente piu' graduale e meno prevedibile rispetto a quanto ipotizzato in precedenza.
La resilienza del mercato del lavoro statunitense offre alla Fed margini per mantenere un atteggiamento attendista, ma un contesto di tassi 'piu' elevati piu' a lungo' continua ad influenzare le condizioni finanziarie complessive, incidendo in particolare sulle valutazioni nei mercati azionari e obbligazionari. In questo scenario, e' preferibile privilegiare un approccio improntato all'equilibrio piuttosto che a scelte eccessivamente direzionali. Invece che tentare di anticipare il primo taglio dei tassi, e' meglio investire attraverso portafogli diversificati, in grado di adattarsi a una pluralita' di esiti, tra cui una fase prolungata di restrizione monetaria, episodi di volatilita' e dinamiche di crescita disomogenee tra aree geografiche e classi di attivo.
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(RADIOCOR) 01-05-26 12:53:24 (0266) 5 NNNN