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Moneyfarm: Bce e Bank of England tengono tassi invariati, alta attenzione su inflazione - PAROLA AL MERCATO

di Richard Flax* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 30 apr - Le decisioni odierne della Banca Centrale Europea e della Bank of England confermano che, su entrambe le sponde della Manica, le banche centrali stanno affrontando lo stesso scenario: un'inflazione in aumento, spinta dallo shock sull'offerta energetica, a fronte di una crescita che rallenta. La Bce ha lasciato il tasso sui depositi al 2% e la Bank of England il Bank Rate al 3,75%, entrambe decisioni in linea con le attese, ma il tono della comunicazione e' apparso decisamente piu' netto.

La Bce, in particolare, ha riconosciuto con chiarezza che i rischi al rialzo per l'inflazione e quelli al ribasso per la crescita si sono accentuati rispetto all'ultima riunione. Il messaggio e' chiaro: se il conflitto dovesse protrarsi e i prezzi dell'energia restare elevati, aumenterebbe il rischio di effetti inflattivi piu' diffusi nell'economia. In altre parole, la possibilita' di nuovi rialzi dei tassi resta sul tavolo. I mercati, infatti, scontano gia' tre aumenti nei prossimi dodici mesi, che porterebbero il tasso sui depositi al 2,75%.

Anche la Bank of England ha adottato un approccio prudente.

Il comitato di politica monetaria ha votato 8 a 1 per lasciare i tassi invariati, con un solo membro favorevole a un rialzo di 25 punti base. L'inflazione nel Regno Unito e' salita al 3,3% ed e' attesa in ulteriore aumento nei prossimi mesi, man mano che i rincari energetici verranno trasmessi all'economia. In un contesto di forte incertezza, la banca ha scelto di pubblicare tre scenari distinti invece di una previsione unica.

Dopo la decisione della Federal Reserve di mantenere invariati i tassi negli Stati Uniti, emerge un quadro chiaro: le principali banche centrali occidentali sono tutte in una fase di attesa, alle prese con lo stesso dilemma. Il conflitto in Medio Oriente ha riacceso le pressioni inflazionistiche proprio mentre l'economia globale mostrava gia' segnali di debolezza, lasciando i policymaker sospesi tra il rischio di intervenire troppo presto e quello di muoversi troppo tardi. Per gli investitori, il messaggio e' coerente con quanto osservato nelle ultime settimane. Il percorso verso un calo dei tassi, che a inizio anno sembrava plausibile, si e' complicato e in alcuni casi si e' invertito. In questo contesto serve pazienza, diversificazione e qualita' degli investimenti. Piu' che cercare di anticipare la prossima mossa delle banche centrali, conta costruire portafogli capaci di reggere diversi scenari, inclusa l'ipotesi che i tassi restino elevati piu' a lungo del previsto.

*Chief Investment Officer di Moneyfarm "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

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(RADIOCOR) 30-04-26 17:13:58 (0818) 5 NNNN

 


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