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MK Global Kapital: guerra in Iran, l'impatto sull'Est Europa tra opportunita' e rischi - PAROLA AL MERCATO

di Michele Mattioda* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 mar - L'impatto del conflitto in Medio Oriente puo' essere analizzato anche attraverso le lenti di un mercato spesso trascurato, quello dell'Est Europa e dei paesi baltici. Si tratta di un mix variegato di attori, che dispongono di punti di forza e fragilita' peculiari.

Polonia e Repubblica Ceca sono trai paesi meno esposti quando si parla di rischi geopolitici: l'integrazione profonda in UE e Nato, unita a una crescita prevista attorno al 2-3% nel 2026 e a risorse accantonate contro gli effetti negativi ucraini, li protegge dalla complessa combinazione di stagnazione economica e alta inflazione globale, con petrolio a 100 dollari e Treasury Usa al 4,28%; la Polonia spicca con il piano SAFE approvato da 43,7 miliardi di euro. La Romania, per il proprio mercato azionario, mostra forza che deriva da stabilita' politica e flussi di investimenti dell'Unione Europea in grado di limitare i danni da fattori esogeni.

Volgendo lo sguardo verso il Baltico, i mercati azionari locali, quello estone, lettone e lituano, sono invece sicuramente tra i piu' esposti ai rischi geopolitici: la loro vicinanza alla Russia e gli echi del conflitto ucraino, che portano minacce di una guerra non convenzionale e attacchi cyber. Dopo il downgrade dei rating sovrani di questi paesi da parte di S&P, anche Fitch prevede un outlook negativo per l'Est Europa. La spesa per la difesa sale al 3-4% del Pil, pur in piena crisi energetica legata ad Hormuz, che tiene il Brent sopra i 100 dollari. Anche a Budapest la borsa ungherese e' piuttosto vulnerabile, schiacciata dalle tensioni con l'Unione Europea sui fondi bloccati, che portano l'Ungheria ad essere un contributore netto dal 2025 per l'UE.

Il paese inoltre e' gravato da una dipendenza energetica forte, che amplifica gli effetti della crisi mediorientale.

Infine, Cipro, anche se per il peso limitato della capitalizzazione della borsa interna, e' sicuramente al centro della crisi mediorientale e rappresenta l'incognita piu' importante nel contesto odierno.

Sul fronte piu' operativo, in generale il mercato e' dominato, come altrove, dal settore difesa, che corre piu' di tutti: in Polonia, PGZ e WB Group registrano ricavi record, con 25 miliardi di zoty nel 2025 con +40% atteso. Soprattutto grazie alla richiesta della Nato di rimpinguare gli armamenti, accelerata dal fronte ucraino grazie al piano SAFE; le banche come PKO BP sul WIG20 brillano per margini alimentati dai tassi, mentre le rinnovabili cavalcano il piano Green Deal europeo.

*Investor Relations Management Director, MK Global Kapital "Il contenuto delle notizie e delle informazioni trasmesse con il titolo "Parola al mercato" non puo' in alcun caso essere considerato una sollecitazione al pubblico risparmio o la promozione di alcuna forma di investimento ne' raccomandazioni personalizzate a qualsiasi forma di finanziamento. Le analisi contenute nelle notizie trasmesse nella specifica rubrica sono elaborate dalla societa' a cui appartiene il soggetto espressamente indicato come autore.

L'agenzia di stampa Il Sole 24 Ore Radiocor declina ogni responsabilita' in ordine alla veridicita', accuratezza e completezza di tali analisi e invita quindi gli utenti a prendere atto con attenzione e la dovuta diligenza di quanto sopra dichiarato e rappresentato dalla societa'".

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(RADIOCOR) 28-03-26 18:51:50 (0436) 5 NNNN

 


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