La Financiere de l'Echiquier: il paradosso del petrolio Usa - PAROLA AL MERCATO
di Alexis Bienvenu* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 17 mar - Gli Stati Uniti sono di gran lunga il primo produttore mondiale di petrolio con oltre 21 milioni di barili al giorno nel 2023 tenendo conto di tutti i prodotti petroliferi, di cui oltre 12 milioni di barili di greggio rispetto ai 10 milioni ciascuno circa per il secondo e il terzo produttore, l'Arabia Saudita e la Russia[1]. Questo dato rappresenta oltre il 20% della produzione mondiale e il trend e' destinato a crescere. Il Paese e' inoltre annoverato tra i principali esportatori mondiali di prodotti petroliferi di ogni tipo: oltre 6 milioni di barili al giorno.
Eppure, il blocco dello Stretto di Hormuz, da quando e' scattata a fine febbraio l'offensiva americano-israeliana contro l'Iran, sta portando a un drastico aumento negli Stati Uniti del prezzo della benzina: +20% al 13 marzo. Il prezzo della benzina, a 3,6 dollari al gallone, ovvero poco meno di 1 dollaro al litro, si avvicina ai record del 2023 e del 2024, nonostante sia ancora lontano dal picco di 5 dollari al gallone raggiunto nel 2022.
Come si spiega questo paradosso? In realta', anche se gli Stati Uniti nuotano in un mare di petrolio, continuano a dipendere fondamentalmente dalle importazioni dall'estero per i loro consumi, perche' il greggio prodotto sul posto e' poco adatto alle raffinerie locali e alle reti di distribuzione. La produzione locale e' costituita principalmente da petrolio leggero e a basso tenore di zolfo, mentre le raffinerie sono state costruite decenni fa per un petrolio pesante e ricco di zolfo, da qui la necessita' di importare un petrolio diverso da quello prodotto sul posto. Inoltre, le raffinerie e le scorte, situate principalmente nel Midwest e intorno al Golfo del Messico - o 'd'America', nel linguaggio di Trump - sono lontane dai principali centri di consumo, le coste orientale e occidentale, ampiamente attrezzate con terminali per ricevere petrolio straniero. Infine il Jones Act, una legge del 1920, stabilisce che i carichi di merci - compreso il petrolio - trasportati tra due porti americani debbano essere imbarcati su navi costruite, possedute e gestite da americani, ostacolando cosi' la concorrenza e rendendo il trasporto interno molto piu' costoso.
*Fund Manager di La Financiere de l'Echiquier.
Red-
(RADIOCOR) 17-03-26 13:15:36 (0353) 5 NNNN