La Financiere de l'Echiquier: Hormuz e la trappola dei fertilizzanti - PAROLA AL MERCATO
di Alexis Bienvenu* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 apr - Attraverso lo Stretto di Hormuz non transitano soltanto navi cariche di prodotti petroliferi, di gas o di prodotti industriali. Da quel punto nevralgico passano infatti anche i fertilizzanti, e soprattutto due delle tre grandi famiglie di concimi: quelli a base di azoto (urea, ammoniaca e loro derivati, grandi consumatori di gas naturale) e quelli a base di fosforo. Per questo motivo, il blocco dello stretto da sei settimane - benche' si auspichi una schiarita a breve - non fa presagire solo difficolta' energetiche immediate ma anche tensioni alimentari a scoppio ritardato. Il combinato disposto di questi due fattori potrebbe anche arrivare, in alcuni Paesi, ad alimentare tensioni politiche tali da provocare conseguenze imprevedibili, come nel caso della 'Primavera araba' del 2011, in parte innescata dall'inflazione dei prezzi alimentari sulla scia della crisi del 2008[1]. Quali sono oggi le economie particolarmente a rischio da questo punto di vista? Dall'analisi delle vulnerabilita' agricole legate al blocco di Hormuz emergono innanzitutto l'India e il Brasile, due Paesi grandi importatori di fertilizzanti prodotti nel Golfo Persico. Stando alla North Dakota State University[2], il 54% dei fertilizzanti azotati importati dall'India transita dallo Stretto di Hormuz, cosi' come il 45% delle importazioni brasiliane di urea, componente essenziale per i raccolti di questo gigante agricolo. Questa dipendenza dai fertilizzanti del Golfo raggiunge oltre il 70% nel caso dell'Australia, resa decisamente meno vulnerabile - rispetto ai due Paesi precedenti - dalla sua ricchezza.
Lo zolfo, sottoprodotto dell'industria petrolifera, e' un'altra materia prima per uso agricolo abbondante nel Golfo e indispensabile per la produzione dell'acido solforico necessario per realizzare i fertilizzanti fosfatici. Ora, quasi la meta' dello zolfo trasportato via nave nel mondo proviene dai Paesi del Golfo. La carenza di questo ingrediente colpisce direttamente i grandi Paesi produttori di fertilizzanti fosfatici come il Marocco, che ne e' il primo esportatore mondiale, o la Cina. Ne risente l'agricoltura locale ma anche il commercio estero di questi esportatori di fertilizzanti, nel caso soprattutto del Marocco che dipende fortemente da queste esportazioni.
*Fund Manager di La Financiere de l'Echiquier.
Red-
(RADIOCOR) 19-04-26 13:37:44 (0270) 5 NNNN