J. Safra Sarasin: benvenuti nel 2026, piu' o meno lo stesso - PAROLA AL MERCATO
di Philipp E. Bartschi* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 24 gen - Nel 2026 prevediamo una crescita economica globale robusta e un'inflazione moderata nel 2026. Nella maggior parte delle principali economie, sono attesi stimoli positivi sia dalla politica fiscale che da quella monetaria. Gli investimenti nell'intelligenza artificiale rimarranno un importante motore di crescita nel 2026, in particolare negli Stati Uniti. Anche l'economia statunitense dovrebbe beneficiare degli stimoli fiscali nel 2026, poiche' il presidente Trump cerchera' di migliorare il proprio indice di gradimento in vista delle elezioni midterm che si terranno a novembre. D'altro canto, le norme piu' severe in materia di immigrazione negli Stati Uniti comportano una minore necessita' di creare posti di lavoro per mantenere l'equilibrio del mercato del lavoro statunitense, ma limitano anche il potenziale di crescita.
Al di fuori degli Stati Uniti, anche la politica monetaria e fiscale dovrebbe continuare a sostenere lo slancio economico globale. L'area dell'euro dovrebbe beneficiare della spesa fiscale della Germania e dei tassi piu' bassi, anche se la BCE ha gia' indicato che probabilmente ha raggiunto la fine del suo ciclo di tagli dei tassi. Cio' e' in linea con il numero crescente di banche centrali del G10 che segnalano ai mercati che l'equilibrio si sta spostando sempre piu' verso un primo aumento dei tassi di interesse piuttosto che verso ulteriori tagli.
Il fatto che i tassi negli Stati Uniti scenderanno ulteriormente o che la prossima variazione sara' un aumento dei tassi dipende principalmente dalle aspettative di inflazione. Queste ultime hanno registrato un calo negli ultimi tempi, poiche' non vi sono pressioni inflazionistiche provenienti dal mercato del lavoro, dai prezzi dell'energia o dal mercato immobiliare. Al contrario, vi sono molti segnali che indicano che l'inflazione, sebbene ancora elevata, potrebbe diminuire nei prossimi mesi.
Il nuovo presidente della Federal Reserve statunitense, che deve ancora essere nominato, potrebbe quindi trovare una finestra di opportunita' favorevole per ulteriori tagli dei tassi di interesse quando entrera' in carica a maggio. Se la crescita accelerera' come previsto nella prima meta' dell'anno, la pressione inflazionistica e' destinata ad aumentare con un ritardo nella seconda meta' dell'anno.
*CFA Chief Investment Officer di J. Safra Sarasin.
Red-
(RADIOCOR) 24-01-26 16:51:23 (0414) 5 NNNN