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Invesco: shock energetico, torna lo spettro della stagflazione? - PAROLA AL MERCATO

di Luca Simoncelli* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 09 mar - Sui mercati finanziari si instaura un regime di maggiore volatilita', molti investitori continuano ad operare un movimento di de-risking sui portafogli che sta generando un'inversione di tendenza su tutti i principali temi di investimento che avevano ottenuto performance positive negli ultimi mesi. La volatilita' implicita ai mercati azionari sconta un aumento del rischio inflattivo ma non una fase di recessione globale; infatti, la correlazione positiva tra azioni ed obbligazioni governative e' un elemento che genera ulteriore tensione e riporta in superficie lo scenario di stagflazione.

Le dinamiche di volatilita' implicita sia dell'indice VIX negli Stati Uniti che VStoxx in Europa, segnalano una tensione geopolitica che domina l'avversione al rischio degli investitori. La curva a termine del VIX risulta infatti invertita; il valore del livello spot oggi e' maggiore rispetto a quello sui contratti futures con scadenza a tre mesi, l'incertezza geopolitica attuale domina quindi le dinamiche di copertura di rischi futuri.

Il forte rialzo nel prezzo del petrolio e' causato principalmente dal blocco del traffico navale nello Stretto di Hormuz, da cui passa piu' del 20% del fabbisogno energetico globale, soprattutto in direzione di Cina, India, Giappone e Corea. Negli ultimi giorni il numero di navi transitate si e' praticamente annullato sotto le minacce iraniane, i rischi per la sicurezza di equipaggi e navi aumentano e di conseguenza i premi assicurativi. Una soluzione che preveda l'intervento della Marina americana sembra richiedere maggiore tempo, ma soprattutto il mercato sta iniziando a scontare una possibilita' in cui il conflitto risulti 'open-ended', cioe' in cui le ostilita' non abbiano un termine prevedibile, ma possano continuare senza una visione strategica per mesi.

Proprio l'elemento della durata temporale risulta quindi centrale sia alle dinamiche dei prezzi energetici sia alla probabilita' che lo scenario di stagflazione diventi effettivo. Negli ultimi giorni, il blocco dello Stretto di Hormuz ha creato pressioni sulla capacita' di stoccaggio dei produttori del Golfo, portando alle prime interruzioni di produzione. Abu Dhabi, Kuwait, Iraq, Arabia Saudita, Qatar hanno tutti dovuto ridurre l'estrazione o raffinazione di petrolio a causa dei limiti di stoccaggio ormai raggiunti. Il prezzo del Brent sale quindi sopra quota $100 al barile, ed in Europa il prezzo del gas naturale sul mercato di Amsterdam sale in maniera esponenziale, ma sempre ben lontano dai livelli raggiunti nel 2022.

L'inflazione attesa scontata dai mercati delle obbligazioni indicizzate all'inflazione mostra un aumento ancora contenuto dei livelli di break-even a lungo periodo, mentre misure di piu' breve termine come i contratti swap ad un anno si muovono al rialzo. Le parti a piu' lungo termine delle curve vivono quindi una fase di incertezza sul rischio duration e non offrono particolare diversificazione.

Le aspettative sulle prossime mosse delle banche centrali vengono riviste, queste aspettative sono esse stesse molto volatili in questa fase, ma la probabilita' di vedere due tagli ai tassi da parte della FED quest'anno diminuisce e l'eventuale taglio si sposta in avanti, mentre nella Zona Euro il mercato inizia a scontare la possibilita' di un rialzo di 25 punti base da parte della BCE. Movimenti di mercato indicativi di un cambiamento nella distribuzione di probabilita' dei possibili scenari, ma che ad oggi non hanno ancora una valenza puntuale stabile.

*Investment Strategist di Invesco.

Red-

(RADIOCOR) 09-03-26 13:06:39 (0302) 5 NNNN

 


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