Invesco: la debolezza del dollaro e le opportunita' nei mercati emergenti - PAROLA AL MERCATO
di Jason Trujillo * (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 19 apr - Il debito dei mercati emergenti (EM) e' tornato al centro delle discussioni degli investitori sulla scia di una performance solida. La domanda ora e' se tale performance possa essere sostenuta nel tempo. Riteniamo che il mantenimento di una performance solida dipenda da due condizioni: la presenza di argomenti plausibili a favore di un dollaro statunitense stabile o in calo, che sostenga gli afflussi verso questa asset class, e un mix di crescita costante e inflazione nei mercati emergenti che favorisca la flessibilita' delle politiche.
Riteniamo che queste due condizioni possano essere soddisfatte nel medio termine. In presenza di tali condizioni, riteniamo che vi sia un forte potenziale affinche' il debito dei mercati emergenti - in particolare i mercati locali - offra agli investitori fonti di rendimento solide e diversificate.
La debolezza del dollaro statunitense svolge un ruolo fondamentale Il dollaro statunitense rappresenta spesso la variabile macroeconomica piu' rilevante per i rendimenti del debito dei mercati emergenti, poiche' influenza sia le condizioni finanziarie che il comportamento degli investitori. Un dollaro piu' debole tende a sostenere le valute dei mercati emergenti e i bilanci degli Stati sovrani con passivita' esterne. Puo' inoltre incoraggiare gli investitori a diversificare il proprio portafoglio allontanandosi dagli asset statunitensi per orientarsi verso opportunita' non statunitensi, compresi i mercati emergenti, specialmente quando le valutazioni e i rendimenti appaiono piu' allettanti. La storia dimostra che i cicli del dollaro possono protrarsi per anni, trainati dai differenziali di crescita e di tassi d'interesse, nonche' dai cambiamenti nella propensione al rischio a livello globale. Se il forte vento contrario del dollaro che ha messo a dura prova gli asset dei mercati emergenti dal 2022 al 2024 continuasse a dissiparsi, ci aspetteremmo un contesto piu' favorevole per il debito dei mercati emergenti, in particolare per le obbligazioni in valuta locale.
La solidita' macroeconomica dei mercati emergenti Il miglioramento dei fondamentali macroeconomici costituisce il secondo pilastro dell'argomentazione a favore del debito dei mercati emergenti. Molte economie emergenti vantano oggi quadri monetari piu' credibili rispetto ai decenni precedenti e alcune hanno affrontato il recente shock inflazionistico globale avendo gia' inasprito la politica monetaria in modo tempestivo e deciso. Con l'attenuarsi delle pressioni inflazionistiche dopo il picco del 2022, i responsabili politici sono stati in grado di stimolare un boom di crescita anziche' limitarsi a difendere la stabilita' valutaria. Per gli investitori obbligazionari, l'inflazione in moderazione e gli elevati tassi di interesse reali creano un potenziale di plusvalenze in caso di calo dei tassi di riferimento, offrendo nel contempo un carry interessante. Inoltre, diversi mercati emergenti hanno migliorato la disciplina fiscale e la gestione delle partite correnti rispetto ai cicli passati, e molti mantengono riserve adeguate e profili di indebitamento piu' gestibili di quanto suggerirebbe lo stereotipo della fragilita' dei mercati emergenti. Questi miglioramenti non sono universali, ma la tendenza complessiva e' positiva.
Anche i fattori macroeconomici strutturali rafforzano le prospettive a medio termine. La demografia rimane un fattore favorevole in alcune parti del mondo emergente, ad esempio, dove una forza lavoro giovane e in rapida crescita sostiene i consumi, l'urbanizzazione e gli aumenti di produttivita' nel tempo. Cio' non garantisce una crescita forte - la politica, la governance e la formazione di capitale continuano ad avere importanza - ma una demografia favorevole puo' rendere le prospettive di crescita piu' resilienti rispetto alle economie sviluppate in fase di invecchiamento che devono affrontare indici di dipendenza piu' elevati. Inoltre, un numero crescente di economie emergenti sta diventando piu' diversificato, trainato da settori dei servizi robusti e dalla domanda interna, rispetto alla dipendenza dalle esportazioni di materie prime del passato. Tuttavia, le esportazioni continuano ad avere un ruolo importante e rappresentano un motore positivo di crescita, in particolare le esportazioni di tecnologia. Anche in un contesto di significative tensioni commerciali globali, le esportazioni dei mercati emergenti sono rimaste solide.
Valuta locale vs valuta forte Nel panorama del debito dei mercati emergenti, e' importante distinguere tra le asset class in valuta locale e quelle in valuta forte, poiche' i fattori che determinano i rendimenti e i rischi sono diversi. Le obbligazioni in valuta locale offrono due potenziali fonti di rendimento: i rendimenti locali e l'apprezzamento della valuta. In uno scenario in cui il dollaro e' debole e le valute dei mercati emergenti si apprezzano o rimangono stabili, le obbligazioni locali hanno il potenziale per generare rendimenti totali sostanziali. I mercati locali possono inoltre trarre vantaggio dalla disinflazione interna e dall'allentamento delle politiche monetarie, specialmente quando i tassi reali partono da livelli elevati. Il compromesso, tuttavia, e' rappresentato dalla volatilita' valutaria che l'esposizione in valuta locale puo' comportare: le valute possono subire forti ribassi durante gli shock di rischio globali, anche quando i tassi di interesse locali si comportano bene. Il debito dei mercati emergenti in valuta forte - tipicamente emesso in dollari statunitensi - svolge un ruolo diverso nei portafogli di investimento. Anche se denominato in dollari, un dollaro piu' debole favorisce il debito dei mercati emergenti in valuta forte migliorando i fondamentali di un paese: un dollaro piu' debole rende le esportazioni dei mercati emergenti piu' competitive e riduce il valore del debito di un paese denominato in dollari. Il debito dei mercati emergenti in valuta forte puo' inoltre offrire rendimenti interessanti ed essere piu' facile da integrare nei portafogli obbligazionari globali, poiche' la valuta e' la stessa della valuta di base dell'investitore. In periodi di sentiment di rischio stabile, le obbligazioni in valuta forte possono offrire un carry costante e trarre vantaggio da un calo dei tassi di interesse statunitensi. Tuttavia, il potenziale di rialzo e' spesso piu' limitato quando gli spread sono gia' ridotti; vi e' meno spazio per una compressione degli spread che possa trainare i rendimenti, e l'asimmetria puo' aggravarsi se le condizioni globali si deteriorano e gli spread si ampliano. In tal senso, il debito dei mercati emergenti in valuta forte puo' essere considerato al meglio come un'esposizione orientata al reddito con sensibilita' alle condizioni di credito globali, mentre la valuta locale puo' offrire una maggiore opzionalita' al rialzo in un contesto di indebolimento del dollaro, ma comporta una potenziale volatilita' piu' elevata.
* Head of Emerging Market Credit and Strategy di Invesco.
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(RADIOCOR) 19-04-26 14:24:57 (0307) 5 NNNN