Ing: la Fed lascia i tassi fermi ma prevede un taglio nel 2026 - PAROLA AL MERCATO
di James Knightley* e Francesco Pesole* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 21 mar - La Federal Reserve ha mantenuto i tassi invariati, ma continua a prevedere tagli di 25 punti base nel 2026 e nel 2027, nel tentativo di ottimizzare la politica monetaria per far fronte ai rischi al rialzo dei prezzi dell'energia, in un contesto di mercato del lavoro in fase di raffreddamento e soggetto a considerevoli difficolta' La Fed crede nel boom della produttivita' Non c'e' nulla di particolarmente sorprendente nell'esito della riunione della Federal Reserve. La decisione presa e' di non effettuare cambiamenti per adesso, lasciando l'intervallo obiettivo per i tassi sui fondi federalifermo tra il 3,50% e il 3,75%. A votare a favore di un taglio immediato di 25pb e' stato solo Stephen Miran. Tutti gli altri membri del board si sono schierati a favore di tassi stabili, ma la Fed nel suo complesso continua a ritenere probabile un taglio dei tassi quest'anno. Per ora, la banca centrale americana sembra disposta a guardare oltre lo shock dei prezzi dell'energia a breve termine, poiche' ritiene che questo non dara' vita a un ciclo inflativo persistente, che invece si', richiederebbe un intervento.
Nelle sue dichiarazioni accompagnatorie, la Fed riconosce che "l'incertezza sulle prospettive economiche rimane elevata. Le implicazioni degli sviluppi in Medio Oriente per l'economia statunitense sono incerte". Il presidente Powell ha inoltre sottolineato con forza quanto sia complesso fare previsioni in una situazione come quella attuale. Tuttavia, ritiene che l'attivita' economica sia comunque "solida". Ad ogni modo, le previsioni aggiornate mostrano che e' stato mantenuto il potenziale taglio dei tassi per il 2026, gia' previsto nell'aggiornamento di dicembre, e che e' previsto un ulteriore taglio di 25 punti base nel 2027.
Notiamo che la Fed ha rivisto leggermente al rialzo la crescita del PIL per il quarto trimestre del 2026, portandola al 2,4% su base annua rispetto al 2,3% precedente, mentre la previsione di crescita del PIL per il quarto trimestre del 2027 e' del 2,3% rispetto al 2,0% precedente. Anche il 2028 e' in rialzo. In piu' - forse e' questo l'aspetto piu' significativo - la Fed ha rivisto la sua proiezione a lungo termine sul PIL al 2% rispetto all'1,8%. Insomma, la banca centrale degli USA e' convinta che nei prossimi anni vedremo gli effetti sulla produttivita' degli investimenti in tecnologia e intelligenza artificiale. Dopotutto, le previsioni della Fed sull'inflazione sono state riviste solo leggermente al rialzo per quest'anno (2,7% rispetto al 2,5% precedente per il deflatore PCE core nel quarto trimestre del 2026, con il quarto trimestre del 2027 0,1 punti percentuali piu' alto al 2,2%, con il 2% mantenuto per il 2028). Le previsioni sulla disoccupazione sono cambiate poco, con i tassi di interesse a lungo termine della Fed rivisti al rialzo di 0,1 punti percentuali al 3,1%.
Guerra in Medio Oriente, l'inflazione potrebbe essere transitoria questa volta Sembra che la Fed stia adottando una posizione simile a quella del 2021, quando riteneva che l'inflazione sarebbe stata "transitoria" durante uno shock dell'offerta e che non fosse necessario aumentare i tassi. Tuttavia, all'epoca, la forte crescita occupazionale, l'impennata salariale, la domanda tornata a crescere dopo i lockdown e i sussidi fecero si' che la spesa dei consumatori aumentasse di molto e l'inflazione salisse vertiginosamente. La Fed dovette quindi recuperare terreno, aumentando i tassi di 525 punti base tra marzo 2022 e luglio 2023.
*economisti di Ing.
Red-
(RADIOCOR) 21-03-26 13:40:34 (0274) 5 NNNN