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Ing: alimentari, inflazione in rallentamento nel 2026 - PAROLA AL MERCATO

di Thijs Geijer* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 feb - L'aumento dei prezzi dei generi alimentari continua a rappresentare una delle principali preoccupazioni per i consumatori europei, che si aspettano ulteriori rincari nel 2026 secondo l'ultimo sondaggio ING Consumer. Allo stesso tempo, diversi indicatori suggeriscono un progressivo raffreddamento della dinamica inflattiva, con implicazioni positive per famiglie, produttori e retailer dopo una fase prolungata di domanda debole.

Dopo gli aumenti eccezionali registrati dal 2022, l'inflazione alimentare nell'area euro e' attesa in calo dal 2,8% nel 2025 al 2,4% nel 2026, secondo le proiezioni BCE. Il rallentamento riflette la graduale trasmissione ai prezzi al consumo del calo delle quotazioni di alcune materie prime agricole - in particolare zucchero, latticini e cacao - e il ridimensionamento dei costi energetici lungo la filiera.

Rimane tuttavia un fattore strutturale di pressione l'aumento dei costi del lavoro, che rappresentano mediamente il 10-15% dei costi complessivi nella produzione alimentare.

In questo contesto, i prezzi dei generi alimentari continueranno a crescere nel 2026, ma a un ritmo piu' contenuto. Alcune categorie di base - tra cui latte, burro, zucchero e patate - mostrano gia' segnali di lieve riduzione dei prezzi, mentre l'andamento di frutta e verdura restera' fortemente dipendente da condizioni meteorologiche e raccolti.

Le dinamiche inflazionistiche restano eterogenee all'interno dell'Unione europea. Nel quarto trimestre del 2025 Francia, Germania e Italia si collocano nella fascia bassa, con incrementi compresi tra +1,5% e +2,3%, mentre Romania, Bulgaria e Paesi Baltici registrano aumenti tra +5% e +7,5%, anche per effetto di misure fiscali come l'aumento dell'IVA in Romania nell'agosto 2025. Considerando che in media gli europei destinano circa il 16% del reddito disponibile a cibo e bevande analcoliche - quota piu' elevata nei Paesi dell'Europa orientale e meridionale - l'impatto sui bilanci familiari rimane significativo, soprattutto nelle economie con inflazione piu' elevata.

Nonostante i segnali di raffreddamento, le aspettative dei consumatori restano orientate verso ulteriori aumenti dei prezzi. Solo il 14% degli intervistati nei sei Paesi inclusi nel sondaggio ING prevede un rallentamento, mentre la maggioranza si attende un'accelerazione nei prossimi 12 mesi, con livelli particolarmente elevati di aspettative inflazionistiche in Romania (73%), Belgio (66%) e Paesi Bassi (64%). Anche la fiducia nel potere d'acquisto rimane contenuta: meta' dei consumatori in Germania e Belgio non prevede miglioramenti nel 2026, mentre la Spagna mostra aspettative piu' positive grazie al recupero relativamente piu' forte dei salari reali.

*Senior Sector Economist, Food&Agri, ING Red-.

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