IG Italia: Fed, l'ultimo ballo di Powell - PAROLA AL MERCATO -2-
(Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 28 apr - FOMC diviso tra falchi, colombe e centristi Dentro il FOMC, l'equilibrio appare tutt'altro che lineare.
Da un lato c'e' un'area piu' dovish, favorevole a una normalizzazione piu' rapida dei tassi. In questo gruppo rientrano soprattutto Stephen Miran, Christopher Waller, Michelle Bowman e, in misura piu' moderata, Anna Paulson.
Dall'altro lato resta un blocco piu' hawkish, rappresentato soprattutto da Lorie Logan, Beth Hammack e Neel Kashkari, piu' sensibili al rischio di tagliare troppo presto in presenza di inflazione ancora elevata e petrolio in rialzo.
In mezzo si colloca il nucleo istituzionale della Fed: Jerome Powell, John Williams, Michael Barr, Philip Jefferson e Lisa Cook. Sono membri piu' orientati a una linea data dependent, anche se Cook negli ultimi mesi e' stata percepita come piu' attenta ai rischi inflazionistici.
La vera domanda del meeting sara' quindi questa: il consenso resta nelle mani dei centristi o la Fed si sta avvicinando a una spaccatura piu' visibile tra falchi e colombe? Powell dovra' evitare di apparire troppo morbido sull'inflazione, ma anche troppo rigido davanti ai segnali di rallentamento dell'economia.
Inflazione e aspettative: il rischio per Powell Sul fronte macroeconomico, il nodo principale resta l'inflazione. Il recente rialzo dell'energia ha riaperto un tema che il mercato sembrava aver in parte archiviato: la Fed puo' davvero preparare il terreno a tagli dei tassi d'interesse se petrolio, carburanti e aspettative sui prezzi al consumo tornano a salire? Powell dovra' probabilmente distinguere tra uno shock energetico temporaneo e un rischio piu' persistente per le aspettative di inflazione. Se la Fed considerasse il rialzo dell'energia come un fenomeno transitorio, potrebbe mantenere una postura attendista e lasciare aperta la porta a tagli piu' avanti. Se invece il FOMC dovesse mostrare maggiore preoccupazione per una trasmissione dello shock a salari, consumi e aspettative, il messaggio diventerebbe piu' hawkish portando a vendite su azionario e acquisti sul dollaro.
Crescita piu' fragile, ma non ancora recessione L'altro lato del dilemma e' la crescita. L'economia americana non appare in recessione, ma mostra segnali di minore slancio. La Fed deve quindi evitare un errore doppio: tagliare troppo presto se l'inflazione resta elevata oppure aspettare troppo se la crescita dovesse indebolirsi piu' rapidamente.
E' proprio in questo contesto che la conferenza stampa diventa centrale. Il comunicato potrebbe restare prudente e abbastanza bilanciato, ma Powell sara' costretto a rispondere su temi molto piu' sensibili: petrolio, inflazione, indipendenza della Fed, successione a Warsh, permanenza nel Board e divisioni interne al FOMC.
Per noi, il rischio e' che il mercato legga ogni sfumatura non solo come segnale monetario, ma anche come segnale politico. Una frase troppo aperta ai tagli potrebbe rafforzare l'idea di una Fed destinata a diventare piu' dovish con Warsh. Una frase troppo dura sull'inflazione potrebbe invece essere interpretata come il tentativo di Powell di blindare la linea della banca centrale prima del passaggio di consegne.
Impatto su dollaro, oro e Wall Street Per il DOLLARO, lo scenario piu' favorevole sarebbe una Fed ferma ma ancora preoccupata dall'inflazione. In questo caso il mercato potrebbe ridurre le attese di taglio e riportare forza sul biglietto verde, soprattutto contro euro e yen. Al contrario, una conferenza stampa piu' dovish o molto aperta alla successione Warsh potrebbe indebolire il dollaro, almeno nel breve periodo.
Per l'ORO, il quadro resta costruttivo in caso di incertezza istituzionale. Normalmente dollaro forte e rendimenti reali elevati sono un freno per il metallo prezioso. Tuttavia, una transizione complicata alla guida della Fed, unita a rischi geopolitici e inflazione energetica, potrebbe mantenere elevata la domanda difensiva.
Per l'AZIONARIO USA, il messaggio e' piu' articolato. Una Fed piu' dovish potrebbe sostenere tecnologia, titoli growth e Nasdaq. Ma se il mercato percepisse il cambio di leadership come una minaccia all'indipendenza della Fed o alla credibilita' anti-inflazionistica, il beneficio iniziale potrebbe essere compensato da rendimenti piu' instabili e da una maggiore volatilita'.
Scenario base di IG Il nostro scenario base e' una Federal Reserve ferma sui tassi, con il presidente Jerome Powell intenzionato a mantenere una linea molto prudente. Il messaggio piu' probabile e' che la Fed non ha urgenza di tagliare, ma vuole preservare flessibilita' se la crescita dovesse indebolirsi.
La novita', pero', e' che questo meeting non vivra' soltanto di macroeconomia. Il FOMC di aprile sara' anche un test sulla governance della Fed. Il mercato guardera' alla decisione sui tassi, ma ascoltera' Powell per capire tre cose: se restera' nel Board dopo il 15 maggio, quanto e' vicina la conferma di Warsh e quanto e' profonda la divisione interna tra falchi e colombe.
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(RADIOCOR) 28-04-26 17:34:16 (0621) 5 NNNN