HANetf: Ucraina posizionata per risolvere il "problema riarmo" della Nato - PAROLA AL MERCATO
di Tom Bailey* (Il Sole 24 Ore Radiocor) - Milano, 15 mar - Molti analisti di guerra sottolineano sempre piu' spesso come l'esito dei conflitti moderni dipenda da chi riuscira' a sostenere piu' a lungo i propri "ritmi di fuoco". Stacie Pettyjohn, direttrice del programma di difesa presso il Center for a New American Security di Washington, ha affermato che il conflitto e' diventato 'una competizione a colpi di salve', dove non conta tanto la precisione dell'attacco o la tecnologia delle singole armi, ma la quantita' e la capacita' di continuare a sparare nel tempo.
Dopo lo scoppio di quest'ultimo conflitto in Medio Oriente sono divenuti frequenti i report sulla pressione che la guerra sta gia' esercitando sulle scorte di munizioni degli Stati Uniti, in particolare sugli intercettori per la difesa aerea utilizzati per contrastare droni e missili relativamente economici. Allo stesso tempo, gia' durante la precedente guerra tra Israele e Iran del 2025, la cosiddetta 'guerra dei 12 giorni', e' stato riportato che gli Stati Uniti hanno consumato fino al 25% delle loro scorte di missili intercettori THAAD.
La preoccupazione principale oggi per Stati Uniti ed Europa e' che le loro basi industriali sul fronte della difesa non siano attualmente strutturate per sostenere molteplici conflitti ad alta intensita' e di lunga durata. Per decenni le forze armate occidentali hanno ottimizzato gli approvvigionamenti per guerre di spedizione su scala ridotta, piuttosto che per guerre industriali prolungate. L'invasione su larga scala dell'Ucraina da parte della Russia nel 2022 ha messo in luce i limiti di questo modello, costringendo i governi della Nato a ripensare produzione militare e livelli delle scorte.
L'Ucraina, tuttavia, potrebbe emergere come una parte inaspettata di una possibile soluzione, avendo imparato per necessita' a scalare la produzione di armamenti in condizioni di guerra. Attualmente vi sono notizie secondo cui gli Stati Uniti e almeno un Paese del Golfo sarebbero in trattative per acquistare intercettori anti-drone prodotti proprio in Ucraina che negli ultimi quattro anni ha sviluppato la capacita' di produrre questi sistemi su larga scala per difendersi dalle ondate di attacchi con droni lanciati dalla Russia. Molti dei droni utilizzati dalla Russia derivano dai modelli iraniani Shahed, simili a quelli attualmente impiegati dallo stesso Iran.
*Head of Research di HANetf.
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(RADIOCOR) 15-03-26 16:56:34 (0381) 5 NNNN